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Full text of "Catalogo ragionato d'una collezione di pietre di decorazione"

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• 



CATALOGO RAGIONATO 



D'UNA COLLEZIONE 



DI PIETRE DI DECORAZIONE 



FO 11 MATA. 1 POSSPOIITA. IW ftOiVCA 



dall' A.VVOGATO 



FAUSTINO CORSI 



d^scidi 



' ,» 1* • 



' j I 



ROMA 

1825 

f 0/1 approvazione. 




PREFAZIONE. 



Il genio che avevano i Romani per le, pie- 
tre era proporzionato alla loro grandezza : ap- 
pena eh' ebbero soggiogata 1' Asia , 1' Afri- 
ca, e la Grecia tolsero da quei luoghi i più. 
insigni massi. Tali oggetti da principio ser- 
virono alla decorazione de' luoghi pubblici , 
ma presto il lusso del Governo si comunicò 
ai privati , siccome è costume . Un Magistra- 
to che prendesse possesso di sua carica non 
mancava di mostrare a Roma nuove specie di 
bellissime pietro. Di pietre si ornarono le ba- 
siliche , i tempj , le curie , le terme, le vil- 
le, i niafei, i palazzi , le case, le strade . Si 
attivarono pertanto le cave già conosciute, sì 
procurò lo scuopriraanto delle altre, e si sta- 
bilirono le latomie , al lavoro delle quali si 
qbbljgaroao i coudannati. Comiaciò a maa- 



k 



■^ 



care .la . materia al lusso , e già Ovidio, dice- 
va , che decrescunt affosso marmore montes. 
Disperarono i Romani avere le pietre dalle ca- 
ve già esauste , e sì dettero a procurarle nel- 
la stessa Roma . A guest' oggetto per posse- 
dere una vasca , una colonna comperavano, e 
demolivano una casa intiera , ma il Senato vi 
provvide , perchè la cittk non fosse deforma- 
ta dalle mine. In seguito, per aver pietre che 
presentassero qualche novitìi , si ricorse a\V 
arte , e s' introdusse 1' uso d' incastrare un 
marmo dentro F altro . Plinio racconta , che 
alcuni macchiarono il giallo antico con mar- 
mo diverso , altri inserirono il rosso deijtfò 
il pavonazzetto ; onde mactilìs, r/iiae non etfA 
sent , unìtatem variare , ut owatiis esset Nu- 
Tnidìcus : ut piirpura distiitgiieretur Synna-^ 
dicus , (fualiter illas nasci optarent deliciae i 
Finalmente nella totale miincanza delle pie-i 
Ire , dice lo stesso Plinio , che si giunse » 
dipìngerle, imitando le macchie delle pietre 
più belle coi colori sparsi sopra marmi co- 
muni . Coepimits et lapident' pingere ; Hoc 



s 

Claudii principatu imventitm , ut montìunt 
haec fuerint subsìdia defìcìentinm . Poiché i 
Romani con poteutissimi mezzi , quali sono la 
forza , e la ricchezza , radunato avevano tan- 
te pietre in modo di non poterne avere delle 
altre, mi persuasi che in Roma potessero tro- 
varsi tutte quelle prodotte nell' Asia , nell' 
Africa , e nella Grecia , ed immaginai , che 
delle diverse specie , e varietà potesse farsi 
un' interessante raccolta . Una combinazione 
mi offerse le prime , e non mi fu difficile di 
presto riunire le altre pia celebri ^^ e più co- 
muni in una: misura imponente per la luu*- 
ghezza , larghezza , ed altezza. Fissato il mo- 
dello delle mostre non potei più diminuirlo , 
e mi trovai impegnato nel fare una collezio- 
ne di pietre antiche del volume da altri mai 
né immaginato, né tentato . Tutto mi sem- 
brava facile da principio » ma seguitando le 
ricerche ebbi cognizione di pietre che mi 
giungevano affatto nuoVe ; fermo peraltro nel 
proposito , senza arrestarmi per difficoltà , per 
fatica ^ per, ispesa giunsi a possedere nella so- 




i 



6 

lua miriura qiinsi lutt'e le pietre clie avera 
veduto né più piccioli frammenti. Per lo sta- 
dio de' Glassici , e per prattica mi accorsi , 
che gli antichi avevano ancora fatto uso di 
molte pietre d'Italia, che chiamavano mar~ 
mora Ligustica , Liineiisia , Tauromenitana , 
onde mi occupai a proccurarle o dagli scavi, 
o dnlle miniere che tuttora sono aperte. Ma 
è nelfa natura delle collezioni, che i deside- 
ri si aècrescono , e le vedute sì estendono ; 
ond' è che cercando le pietre antiche d'Ita- 
lia mi trovai impegnato ad acquistare anche 
le modèrne : così sogliono chiamarsi quelle 
pietre delle quali gli antichi nou fecero uso . 
Acquistai relazioni i(i tutte le capitali, ed in 
altri luoghi, che per l'oggetto erano interes- 
santi. I corrispondenti, edamici, senza co- 
noscersi fra loro , sembra che si fossero ac- 
cordati a rispondermi , che la misura da me 
ricercata era colossale : tutti hanno nsata la 
stessa espressione. Ciononostante non mi per- 
detti di coraggio , ed alle ricerche facendo 
succedere le premure , alle premure l' insisten- 



^^■l sono giunto a radunare le più belle , e le 
^K^ù celebri pietre d' Italia , sì come mi era 
proposto - Raccogliendo pietre ho potuto ac- 
quistare i feldspati di Labrador , e delle A- 
mazzoni , i spati fluori di Daibishire, ed al- 
cune altre molto interessanti , e queste anco- 
, V ho unite a quelle antiche , e d' Italia . 
pMi accorsi , che poco vale una collezione 
se non è con metodo ordinata , e perciò mi 
detti a questa necessaria operazione . Poco 
interessava riunire le pietre di uno stesso pae- 
se , meno valeva l' unione de' colori , nulla 
la somiglianza nelle macchie . La mineralo- 
gia con diritto reclamava , che l'ordine fos- 
se stabilito per sostanze , e per principi ^'^~ 
slituenti , ed ho seguito i suol precetti per 
quanto mi è stato possibile. Questa è la so- 
la parte in cui con la mineralogia può avere 
qualche rapporto la collezione , ma nel resto 
essa non riguarda che le sole pietre di deco- 
razione , e non ha altro oggetto che mostra- 
re la varietà delle macchie, e de' colori, per 
cui tutti i saggi sono tagliati,; e puliti nella 
forma . 



^^Hessa forn 



AUa classifìcazioae siicceJc:' doveva la de- 
Jicrizioue , etl occupatomi di questo lavoro , 
il mio primo impegno è stato quello lì' indi- 
care il nome volgare, ed il luogo della cava 
di ciasciina pietra . Fu cosa facile il poter 
ciò eseguire rapporto alle pietre d'Italia, poi- 
ché le desiderate notizie mi erano sommiiii- 
filrate insieme con le pietre. Grandissima dif- 
ficoltà peraltro trovai sulle pietre antiche : 
quei scrittori che di esse hanno trattato es- 
pressamente , e quei che incidentemente ne 
hanno fatta menzione, mai non hanno indi- 
cate le sostanze , ed i caratteri delle jiletre ; 
e solo hanno data una sterile nolizin AeX cù~ 
lore , e della forma delle macchie : hanno 
assegnato i nomi generalmente tratti dal luo- 
go della cava ,. ma essendo i loro scrìtti o 
greci , o latini era necessario compararli coi 
nomi volgavi immaginati dagli scarpeUIni. Il 
dottissimo Biagio Cariofilo fece un Trattato 
£}e mnrmoribiis anliqtiis^ ove riunì tutte le 
notizie sparse dai classici , ma ha scrìtto la 
ìatiao , e latina è rimasta la nolnéaclatura 



T -^ ' 



9 

«Ielle pietre . Il chiarissimo Signor Professor 
Nihhy nel sao li!)ro del Foro Romano , ha 
Sparso il , primo Iimie su questa miteria : Io 
Pho seguito, e eoa la pratlica acquistata nel- 
la cognizione delle pietre antiche ho proccu- 
rato , per quinto mi è. stato possibile, trova- 
re a ciascun nome volgire il corrispondente 
liome Latino . Alla comparazione de' nomi 
ho aggiunto quelle notizie , che dagli antichi 
Scrittori ci sono state lasciate sopra ciascuna 
pietra; ho fatto anche menzione de' più belli 
esemplari, che dì ciascuna specie sono visibi- 
li nelle Chiese , ne' musei , ne' palizrl , e ne-_ 
gli stuiij di Roma. Assicuro, "che i detti luo- 
g!ii sono stati da me personalmente visitati, 
e che in questo proposilo non ho seguito ne 
Io scritto, né la voce di alcuno- Finalmente 
ho enumerato , e descritto tutte le varietà di 
ciascuna specie , ed ho indicato il grado di 
loro rarità. Formato il catalogo della collezio- 
ne lo pubblico con la stampa, lusingandomi, 
che possa interessare per la novità della co- 
sa . In fronte dell' opera ho posto il modello 



IO 

de' saiggi. della collezione^ onde pos$a cono- 
scersi la loro grandezza , ed ho scelto il bian- 
co e nero antico , nnica pietra , [di cui po- 
tasse darsi una giusta idea con la stampa • 
NelP opera ho fatto menzione di molti auto- 
ri j' ma per non ingombrare' le pagini di ste- 
rili citazioni ho formato un elenco che pon-^ 
go in fine col numero €orri's*pondente . Final- 
mente presento tre Indici .• 11 primo contiene 
P indicazione' delle classi V delle sezioni , del- 
le specie 5 de^ paragrafi:; ilrsecondo riguarda 
ì . nomi latini ' delle pietre antiche coi nomi 
volgari a confronto 5 ed': il' terjzo tacchiude il 
numero collettivo déDe iiovecento varietà del* 
le quali la collezione è composta « 




A S S E I. A 



il '.l 'flrt 'jfff* M 1 . 



ija parola lapis pei Latini era generica , 
com'è per noi la parola pietra , e con essa 
indicavano quei minerali solidi , impenetra- 
bili dair acqua , e. che non appartengono ai 
bitumi , alle arene , ai metalli : Per marmo- 
ra poi intendevano tutte le pietre di deco- 
razione , e di ornato , che tagliate prendes- 
sero un bel pulimento , deducendo 1' etimo- 
logia di tal nome dalla voce greca iict^^aì^oi , 
che significa risplendere . Per tale principio 
confoadevano tutte le sostanze , e indistinta- 
mente chiamavano marmi tanto le terre cal- 
cari , quanto le serpentine , i gessi , le ba- 
salte , i graniti , i porfidi , i diaspri, e qua- 
lunque altra pietra . I mineralogi poi rico- 
noscono per marmi quelle pietre soltanto , 
che sono formate di carbonato di calce , e 
che sono suscettibili di prendere pulimento , 



k 



Avverto cl\f^ p^rlaùdo' dejle varie specie de? 
marmi , non replicherò che ciascuno di essi 
è formato di una SQStanza medesima, che 
sono teneri al taglio , che percossi dalP ac- 
ciarino non danno scintille , e che i loro co- 
Ipri sono accide^ntali^ e generalmente prodot- 
ti' dal miscuglio di so&tanze: metalliche • 

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-li marjiìi ! .unicolori y -sono . tenditi per i più 
seniplict tantp per P unità della tinta^ che 
per • la \ regolarità della formazióne , e perciò 
da quésti; coi^inciola descrizione , onde helF 
Qpera tenere uu or diae ^ ; quanto si può me^ 
todiooi. * ] , . , ; 



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Solevano gli antichi valersi di marmi bian- 
chi per la scultura delle statue , busti , ed 
erme , come ancora per 1' intaglio degli or- 
nati di architettura, per gF incrostamenti de- 
gli edificj , e per le urne mortuarie ; per gU 
oggetti di architettura piti comunemente ado- 
peravano in Roma il marmo di Carrara detto 
allora Lunense , come quello che per brevQ 
tratto di acqua, e moderatissima spesa si trar 
sportava . Per la scultura poi delle statue ge- 
neralmente si faceva uso dì marmi greci , o 
alla Grecia vicini , ancorché in Roma si ese- 
guisse il lavoro. Parlando di questi marmi,, 
possono soltanto osservarsi Ì diversi gradi del- 
la bianchezza , e le varietà delie grane, e de' 
tessuti . Perchè ogni marmo , ed ogni saggio 
della collezione possa meglio confrontarsi ne' 
pubblici musei farò menzione delle più cele-. 
bri statue, che di ciascuno dì essi sono for^ 
jnate . 




i 



i. Marmo greco duro . Mannor Parium . 
Riferisce Stral)OQe (i) che dall'Isola di Paros 
nell' Arcipelago , e precisamente dal monte 
Marpesso noto per i versi di Virgilio traeva- 
si il marmo Parlo tanto celebrato presso gli 
antichi Scrittori. Generalmente si crede , ch« 
fosse di una grana fìnissima , ma esso al con- 
trario è formato di scaglie grandi , e risplen- 
denti. Plinio (2) sulP autorità di Varrone ha 
scritto , che il marmo Pario si chiamava an- 
che Lychnite , perchè avendo gli strati sot- 
terra si cavava a lume delle lucerne . Par- 
lando di questo passo di Plinio col Signor 
Doddwell Gentiluomo Inglese ha favorito có- 
municaririi F egregia opera (3) da Lui pub- 
blicata sul viaggio in Grecia , ove così si es^ 
prime. Le cave del marmo Parlo , come he 
osservato sul luogo , non sono siale mai sot- 
terranee , ma tagliale sul fianco di una mon- 
tagna esposta alla luce del giorno , e la pa- 
rola lychniies , era data al marmo a causa 




i 



de^ suoi cristalli grandi , e lucenti , e la 
sua qualità semitrasparente . Il marmo Pa- 
no è stato dai moderni preso in ishaglio per 
il marmo Penielìco ; e viceversq. . 11 colore 
geperalmente è candido , e nel taglio riesce 
piuttosto duro . Di marmo Pai-io è la statua 
della Minerva Medica nel Braccio Nuovo del 
Museo Vaticano . Haro . 

2. Marmo grechetto duro . Marmor Pori- 
num . Della stessa grana del marmo Parlo , 
della stessa durezza , e dello stesso candore 
è il saggio di cui tratto ; meno cbe questo è 
formato di scaglie un poco più sottili , ed è 
un poco più leggiero . Sembra che questo 
possa essere il marmo Parino . Plinio (4) che 
letteralmente copiò Teofrasto (5) dice che il 
marmo Porino , cosi chiamato per la sua leg- 
gerezza , è simile al Paria nel colore e nel- 
la durezza . È peraltro da avvertirsi , che 
sebbene per la leggerezza somigli al tofo , da 
cui prende il nome, è ciononostante compat- 
to , e molto adattato alla scultura .. Plutar- 
CP (6) ,ia meaaioue di "UM statua di marmo 




i6 

Forino rappresentante un Sileno , «d il Mu- 
seo Vaticano dello stesso marmo presenta il 
famoso Torso detto dì Belvedere , opera eli 
Apollonio- Ateniese . Raro . 

3. Marmo greco /ino. MarmorPentellcura. 
■Candido , e di grana finissima è il marmo 
cognito sotto il nome di Pentelico, perchè al 
dire di Pausania ('j)'Si cavava dal Monte Pen- 
telico nell' Attica presso la Città di Alene ; 
sebbene siasi sovente adoperato per colonne , 
e per altri oggetti di archi tettnra , cionon- 
ostante era in grande uso presso i Greci scul- 
tori . Scopa , e Prassitele molto esercitarono 
sul Pentelico i loro scarpelli (8). In una let- 
tera scritta da Cicerone a Pomponio Attico 
lo ringrazia di avergli spedite da Atene mol- 
te ermi di tal marmo (9) . Di Pentelico v' è 
un' erma di un Angusto giovine nel Museo 
Chiaramontì del Vaticano. lì aro . 

4- Marmo Cipolla , Marmor Hymettium .■ 
Appresso al Pentelico stimo opportuno par- 
lare dell' Imettio , perchè essendo vicine le «a- ' 
ve dell' uno ^ e dell' altro marmo da molti 



cerittòri' si sono eonfiifti , e perfino cambiaci 
-ne'taomì'. Digli scarpellinì si chiama marmo 
ei'poIU perchè nel lavorarlo tramanda un odo- 
're da quello della cipolla non molto dissimile. 
4 ' mineralogi Io chiamano marmo greco fo- 
-tido, poiché per lo stropiccìo si sprigiona dn 
'esso il gas idrogeno solforato. La grana è a 
■graadi scaglie , il colore è di un bianco scu- 
ra tendente al verdognolo con vene di un bi-r 
■gSoi<cupo . Dagli -antichi chiamavasi Iméttio 
■perchè, al dire di-Xenofoiite (io) cavavasi dal 
monte Imetto oggi Trelò nelle .vicinanze di 
Atene . S' impiegava generalmente per opere 
di Architettura , siccome vedesi nelle super- 
be colonne che sostengono la navata princi* 
pale della Chiesa di S. Maria Maggiore, ed 
in altre venti che ornano la Chiesa di S. Pie- 
tro in Vincoli ^ Orazio (ii) dice che se n« 
facevano lavori d'intavolatura. Spesso si tro- 
va usato dagli scultori , e che il celebre iMi- 
lo del Vaticano sia di tal marmo lo notò U. 
dottissimo Visconti (la) . I monti Pentelico-, 
iltio, sona tanto vicini fra loro , ed alla 




città di Atene, che Vitnivìo (j3) dice ve- 
dersi contigui al primo muro della città . 
Per questa vicinanza appunto si è preso da- 
gli scrittori qualch' equivoco su i diversi 
marmi ; si sono cambiati i loro caratteri , e 
non di rado si è detto che il Pentelico cor- 
risponda al marmo cipolla . Ogni dubbio 
peraltro viene tolto dalla relazione del viag- 
giatore Olivier che del Pentelico , e dell' l-r 
anettio visitò le cave (i4) - Parlando dell' I-- 
mettio cosi si esprime . Dopo aver passato 
la lista schistosa , che Jonna la base del 
•monte ^ incontrasi un marmo ora bianco,, ora 
bigio azzurrognolo , misto di bianco di urìfi 
t/aalità molto inferiore a quello del Pent0-~ 
lieo- Lo strato del marmo Pentelico poi c^e ■ 
giace immediatamente sugli sciasti è bianco , 
■Cidi una grana assai fina . Compirne. 

5. Marmo greco U\>ido . Marmor Thasium. 
Uu marmo statuario giusta l'autorità di, ^- 
todoto (i5) fu dai J'eainj scoperto nell' ìsola 
.di Taso qiQsta -nel golfo di Contessa -sulke 
'Cofitc deUa'-Homania , ehe dal luogo della USt 



à 



'9 

Va'fii chia^mato Tasib. Sopra i-il maipin Pli- 
nio (i6)'rrGn'ci ha lasciato altra me-.noria, se 
noiS die' ioAse nienn limdo del Le so in , ctl ia- 
fàtti nel 'saggio clie descrivo apparisce una 
tinta piiittosto lirida che candida, 'c* la giah'a 
formata di scaglie dì mediocre grandezza. Ib 
alcuni tempi non godette grande riputazione 
ma ciptionos tante ci assicuri! Pausania-(i^) che 
gli Ateiiiesi lo terinercf ih pregio ^'e \ié for- 
marono chte 'statue in onOftì di AdHano. IR 
■ffiiesfo'm&fhio è l'Euripide nel l>raecio nuo- 
To del Itìusdo VaticaTW num. 8i. Pretese il 
BeUohi (iS) cHe di marmo Tasio fosse l'es- 
terno della piramide didajo Ce^^tiol, ma cre- 
do che Vitigaiinasse, poictò sembra piuttosto 
di marm'o tiitiense . ll^ro \ ■' 

■ &.Mar*ino' ^rkc.o sóìero. Mannoi* Lesbium. 
Pia livido del Tasio , e quasi tendeiitc al 
giallo' chiaro ò' il "mai'mò Lesbio , che cava- 
vasi dall'Isola di Lesbo o'g'gi Metelino . Là 
grana è a scaglie gi-andi , e lucide . OssOrvò 
Filostfato (19) che di tal marmo , che fra \ 

tchi può dirsi fosco , si "'valsero' gii dìitì- 



1 



'm 



clii nella costruzione de' sepolci'i a preferenza. 

degli altri statuarj . Anche gli scultori ne fe- 
cero uso , poiché di tal marmo è la bella 
statua di Giulia Pia nel museo Vaticano nu- 
mero 130- , e la celebre Venere del museo 
Capitolino . Rarissimo . 
• 7. Marmo greco turchiniccio. M.irmor Ty- 
rium. V è nella mia collezione un saggio di 
un marmo statuario a grandi .scaglie , piut- 
tosto duro al taglio , di un bianco tendente 
al ceruleo . Ignoravo sotto qual nome lo co- 
noscessero gii antichi, poiché de' marmi stìj- 
tuarj ci hanno lasciato sterilissime notizie { 
Tedevo d'altronde che Papinio Stazio (20) fa 
menzione dì un Marnio bianco che si cavava 
dal monte Libano nella. Fenicia, e che per 
la vicinajiza delle Città di Tiro , e Sidone , 
oggi Sur, e Salda chiaoiavasi promiscuamen- 
te marmo Tirio, e Sidonio : Vedevo con l'an- 
toritìi di Giuseppe Flavio (21) che di bianco 
marmo del Libano Salomone cosimi , ed E- 
Todc ristaurò il tempio di Gerusalemme , 9 
confìlnsi che il marmo bianco tU uso in quisl- 



9t 

la città , ed io tatta la Soria non poteva es- 
sere altro che il Tirìo, come tutti i lavori di 
marmo statuario che si vedono in Italia sono 
delle cave di Carrara . Per confrontare un 
marmo che di Gerusalemme fosse venuto os- 
servai quello della Scala Santa , e !o trovai 
«imilissimo al saggio di cui ragiono, onde pos- 
so credere con fondamento che il marmo sta- 
tuario volgarmente detto greco turchiniccio 
sia il marmo che gli antichi chiamavano TÌ-. 
rio . Jiaro . 

8. Ad altro marmo statuario di grana- 
meno fina , e meno bianco del Pentelico , non 
ardisco assegnare il luogo della cava, poiché 
non lo vedo con certezza indicato da alcuno 
scrittore . Vitruvio (22) fa menEÌone di un 
marmo bianco di Efeso , e di altro di Era- 
clea usati nel tempio di Diana: Strabone (aB) 
parla di altro simile marmo di cui era la ca- 
va presso Milassa , ma non conoscendo le qua- 
lità caratteristiche di tali marmi non posso as- 
sicnrare che il saggio di cui parlo appartcn- 
^ alcuno di essi. Spero che il lettore 




"m 



sarìi più contento di questa mia tli eh ìii razio- 
ne, che eli una franca assicurazione non veri— 
iicata. DI ([iiesto mariiio è ,la Venere di Bu-^ 
palo nel galiinetto del Museo Valicano- Raro, 
g. Manno di Carrara. 3/armor Ltmense. 
AfTenna Straboiic (24) che presso Limi città 
dell' Etjuria oggi Carrara erano cave di mar- 
nao bianco alio egualmente alla scultura del- 
le statue, ed agli ornati dì architettura. Ad 
entrambi gli usi se ne valsero gli antichi , Di 
marmo bianco di Carrara vedesJ.un Bacco: 
nel cortile ottagono d^l museo Piò (jlemen- 
tino , ma piii conmnemente se ne formava-- 
no colonne , ed altri oggetti di ornato . Lfe 
gave d,ì questo marmo sono tuttora aperte, et 
provvedono tutti gli studj degli sculioti , in-, 
tagliatoli , e scarpelUni . La grana ò lina co-^ 
me quella del Pentslico i il colore è di ,un, 
candido saponaceo , che sj accosta alLi mgjorr 
Uca 5 si coinè osserva il sig^, JNibby (aS), -e- 
spesso presenta delle macchie nere cagionate! 
dal nn'scnglio dì qualche sostanza metallica « 
^.lullc sono le cave del inaimo f^t^il^^iip:. d^- 



J 



i3 

Carrara^ e le migliori si chiamano Crestaia-,- 
Zampone , Bettolia , e Jiavaccione . Comu- 
nissimo. 

IO. Bianco di Pont. Inferiore a quello 
di Carrara è questo marmo che trovasi nel 
Piemonte , ma ciononostante sì può ben usa- 
re per gli ornati , ed anche per la scultura . 
11 colore tende al livido imitando il Tasio de- 
gli antichi , meno che nella grana , la quale- è 
suificiencemente fina , e luminosa. Comune. 

11. Biancon di Mbziirega . Così chia- 
masi un marmo bianco di cui è la cava ne' 
Colli Euganei presso Verona : Tanto per gli 
usi , che per il colore non è molto diverso 
dall' antecedente , e solo la grana è meno lu- 
cida. Comune. 



1 



SPECIE II. 

MARMI PALOMBINI. 



Per marmi Palombini s'intendono aìcH- 
nì marmi o non adatti , o non usati nella 
scultura delle statue se non di rado , diun 




eoloro bìaacastrQ mai caudìdo , spesso tea- 
dente al bigio chiaro , al giallognolo , ed ìa 
qualche modo somigliante alle penne de' co- 
lombi , per cui da molti si chiama ancora 
marmo colombino . La grana è fìnissima, il 
tessuto è compatto , la frattura è senza lu- 
stro : Alla sostanza calcare sembra unita un 
poco di magnesia, e talvolta anche Pallumì- 
D8 , e l'argilla. 

r-.. ..■-.. -V. ,Ai»\ì .S;vT^JL^■ 

\» ,-,■<•* ti à •;.' li <-.-)ni.Id <Mn I , ,.,t 

I. Jlfarmo Palonibìno antico . 3fitrì 
Coraliticum. Plinio (aG) fa menzione di Uà 
jttarmo chiamato coralilìco , ed anche saga- 
rio perchè trovavasi sulle rive del lìume da 
alcQui detto Corallo , e da altri detto Sa- 
fari {37} che aveva le sorgenti nella Fri- 
gia : Dice somigliare alV avorio tanto pel 
colore che pel tessuto , ed assicura che non 
Te n'erano pezzi maggiori di due cubiti. Chi 
osserva il marmo dai moderni chiamato Pa-^ 
tombino rÌDiarrà persuaso., ch'esso corrispoa* 



de perfettamente al marmo coralitico , poi- 
ché si presenta all' occhio , quale Plinio Pha 
descritto : Che poi il palombino non si tro- 
vasse in pezzi maggiori di due cubiti , ben si 
dimostra con osservare qual' uso ne abbiano 
fatto gli anticiii , e quali opere sieno a noi 
rimaste. Di palombino erano solili lastrica- 
re le camere con piccioli, pezzi staccati, e 
di forma quadrata , o romboidale. Nella gal- 
leria de' candelabri del museo Vaticano vi 
sono di tal marmo due vasi per contenere 
le ceneri de' morti non più alti di un pie- 
de , uno indicato sotto il numero i5G5 » ed 
altro sotto il num. 1178. con l'iscrizione 
T- Claudio Successo. Il vaso più grande che 
io conosca , ma che non ginoge alla misura 
di due cubiti , lo possiede il sig. Doddwell; 
di cui ho fatto onorata menzione , allorché 
ho ragionato del Parlo. Anche i Romani l'usa- 
rono nella scultura , e fia Ì busti de' dodici 
Cesari nel Palazzo AUenips due ve ne sono 
di palombino. Rarissimo. 

Miro palombino antico più scuro ten- 



J 



k 



i 



r 



I 



dente al liigio, Questa varietà si dice, che 
provenisso dall' Egitto, e non lo credo difll- 
cìle, poicÌH! nella detta gallefia de' Cande- 
labri del Musco Vaticano v'e di tal marmo 
un idolo Egiziano segnato col num.5G3. Maro. 
3. Travertino di Tivoli. Marmar Tyhitr- 
tinum. 11 marmo Tiburtino volgarmente det- 
to travertino si [assegna alla specie de' pa— 
lombini. Sebbene possa dirsi cbe ai palom- 
biiii appartenga per la grana , e per il co- 
lore , esso ò peraltro dì diversa formazione, 
cioè per sedimento. Vitruvio {-ìS} lo credet- 
te il miglior marmo di costruzione , perchè 
esposto all' aria non solo resiste alP intem- 
perie , ma anzi diviene più solido. I molti 
moniimenti di Roma , fra' quali 1' anfiteatro 
Flavio giiisLificano l'assertiva del dotto Ar- 
chitetto. Generalmente è poroso , ma ciono- 
nostante se ne trova qualche pezzo molto 
compatto , ed allora è suscettibile di un bel 
pulimento. Giorgio Vasari (29) encomia mol- 
lo per la qualità del Travertino le due Sa- 
lamandre che si vedono scolpite sulla fac- 




à 



V 

ciata della chiesa tli S. Luigi de' Francesi . 
Comunissimo . 

4. Mànho di Segni. Colore tendente al 
bigio poco più del palombino antico. Si nsa 
nella litografia ma con poco successo , pev- 
cjiè talvolta è poroso. Comune. 
- -.5.. Più adatta all' aggetto sudetio , ed 
anzi la migliore di tutte, è la pietra litogra- 
fica di Monaco in Baviera di. un colore fra 
il verde pisello , ed il giallognolo , e di mia 
soi-prendeute compattezza. Comune. 
■ , 6. Marmo bianco di Fuligno . Fondo 
palombiuo con qualche sottilissima vena bi- 
gia. Comune. 

7. Palombiuo di Moztirega presso Ve- 
rona. Quasi simile al coralitico. Non comune. 

8. palombino di cincona. Poco più bian- 
co dell' antecedente. ÌSon comune. 

c). Bianco di Parma. Fondo palombìno 
con qualche vena tortuosa di bigio. Non co- 
mune. 

10.. Bianco di Mal/asine. Fondo bianco 
con qiialclie macchia color di rosa : de' col- 
li Euganei. Nm Comune. 




I 



=8 



.i™nr.-l .ISPECIE HI. 



ai A ft » I GIALLI. 



S. I. 



1 



i. Giallo antico- Marmar Numidicum. 
Dalla Numidia oggi Coste di Barbaria pro- 
vincia dell' Africa , e precisamente alle falde 
del monte Maurasido traevasi nn marmo gial- 
lo , il quale altro non può essere , se non 
quello che noi chiamiamo Giallo antico. Os- 
serva Plinio (3o) che ì proventi della Numi- 
dia consistevano nel commercio delle fiere , 
e del marmo giallo \ dal che può dedurSi 
che se ne cavasse moltissimo. Di marmo gial- 
lo appunto si Tede in Roma una sorpren- 
dente quantità , ed in grandi massi, come 
sono le otto superbe colonne del Pantheon, 
quelle della basilica Lateranense, e dell'ar- 
co di Costantino. I gradi de' colori che si 
vedono in questo marmo corrispondono per- 
fettamente a quelli notati dagli antichi scrit- 
tori. Sidomo Apollinare (3i) lo assomigliò all' 



.?5 

avorio t e Paolo Silenziario (3») all^ oro , ed 
allo zafferano. Ne' varj saggj che vado a de- 
scfivere vi si osservarlo appunto le tinte sud- 
dette. Marziale f33) Io chiamò anche mar- 
mo Libico. It tessuto ,è compatto , la grana 
è finissima. Sebbene i marmi gialli tanto an- 
tichi elle d' Italia qua.'-i sempre jitostrino qual- 
che vena di altro giallo o più chiaro , o più 
cupo , ciononostante dai mìneralogi si ten- 
• gono per unicolori. Veggasi Linneo (34)- 
V 'A K 1 E, T, V. . 
. Giallo livido con macchie di color.. di 
legno. Comunissimo-},.;. ;, ,,'v \,- 

a. ^reccii/io, di igialLo-i lividpf ,' e giallo 
scuro lionato. Comunissimo: y,i , , 

3- Giallo schietto di color vivo, detto 
giallo dorato. Non comune. 

4. Giallo dot-àto di und tiota più cari- 
ca. JVon comune. 

5. Giallo schietto di tinta languida ten- 
tendente al bianco. PUaÌO.,dice' che fosse il 
più stimato. Hard'.'. ., > < ■ . i.-.'n 

6. Giallo languido sìnKì\^:^ fttìse .<ì» p»r 
glia. Raro. 



^•50 

' 7* CVa/fo dorato con vene pavonazze . 
Tfóii comune. 

8. Giallo rossastro detto carnn^one. Co~ 
mime. FotSe la tinta è cagionata dal fmjctt.> 
' g. Giallo' dorato crm.'hT&tcìk di giallo pal- 
lido. Raro. 

io. Giallo dorato con vene di giallo ten — 
dente al pavonazzo. Raro. ■ ■ 

11. Giallo cupo con breccìc pavonazze* 
Raro. 

12. Altro pili cupo con Vene pavonazze 

i3. Giallo brecciato bianco trovalo nel- 
la villa Adriana con uno strato di tartaro ce- 
nerino formato dalle acque del fiume di Ti- 
voli. Rarissimo , e forse unico. 



-: . S- n. Gialli d'Italia. 

, V A R. I E T,A- 

-nsl CD ','.\<,i *yc, '. * ,?. 

I( «rt.l Giallo schietto 'di Sièna ài- tcÀót^'fiie^ 

rlco , molto somigliante all' anticu , ma-nie^. 

iSS, vivace. Comune. ■'• ■-- - ." -v 

.n-iT»ft .ci 



3i 

2. Giallo' /jreociatoi^di Siena^ Fondo di 
giallo cupo con bi-eccie biaocastre, e di un 
bigio livido. Comune. 

3- Bfoccatello di Siena . Fondo dì un 
giallo vivace con molte macchie pavonazze . 
Secondo Ferber (3j) si cava presso Montor- 
reuti. K bellissimo (|uello de' pilastri della 
Chiesa di s. Antonio de'Pqrtoghesi. Comune. 

4- Manno scuro di Jrento. Giallo assai 
cupo che per., il colore y-, e per la forms del- 
le vene sembra un legno-. Muro. 

5. Giallo di Saliriu nel milanese.. Fon- 
do di giallo chiaro con vene di un giallo ca- 
nario , e rossastro. Comune.. 

6. Gicdlo di Brianzo nel milanese., Fon- 
do di giallo simile all' aulico con vaie bigie- 
Comune. 

7. Giallo di Torbe nel Veronese di tin- 
ta scura , e languida. Comune, ..^ , ,i , , 

8. Giallo di Verona, FonjJ,0\cli^tfi"o cou 
pQclie vene scure. Comune.^ . ^ ■■ 

9. Pomovola di Mizzolle nel veronese, 



1 



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34 

3. Persi ghina dì Mosiirega. Simfle ad un 
chiaro fìor di persico. Si trova ne? colli Eu-^ 
ganei. Non comune* 

4* Carnagione di Terni . Uà '- pOCo più 
«hiara della sudettà. Non com4ime^ 

S. Marmo cannellino chiaro >^ Qvesto «i 
xrede gotico. Baroli . .':.:;: 

6. . Marmo cannellino scuro* Anche qpe*» 
sto si èr*de antico^ jRaro^ . ; 

7« Palomòina tosso, di jélnccnak Yc^gn*- 
mente si.duama palombino^ . xn$i v^ppaitiene 
alle carnagioni. Morissimo. 

8. Carnagione di Perugia^ DiraUQQloF 
.cannella tendente al legno. Raro. 

9. JRossino degli Appennini. .Di un 00^ 
lor carnagione tendente al pavonazzo ' • . Ni» 
-comune» : . , 

é 

10. Carnagione di Camerino .. Tendu^ 
quasi al rosso, iViri Com^'nn 



35 



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.4. 



'hmtdicùm : E 'verimehte > ; cosa stfradrdinaria , 
dhe ^imn mariiio^taa&) beila, tanto raro, ed 
4asletti€» tanto coj^ito ^ cpiaP è il rosso anti^ 
co Àiasì^ Ignorata la cava, ed il nome col 
quade 'dagli antichi si riconosceva • Alciitii 
scrittóri .per tentare di dire qualche cosa han^ 
no creduto che il roseo fosse una macdiia del 
giallo' antico , ma questa opinione non la cre-*- 
-do ragionevolmente fondata. Ed in vero, se 
fra il rósso , ed il gialla vi fosse stata que-^ 
ftta Supposta uni^me di colatoi , sarebbe coni*^ 
parsa in macchie grandi ó picciole ^ è vi do* 
vrebbe, essere necessariaménte qualche ^saggio 
di fosso macchiato di giallo , è qualche sag- 
gio di giallo macchiato di rosso , il che fra 
tanti rossi, e tanti' gialli che sono in Roma 

3* 



.36 

non si è mal Veduto. ìPotrebbe dubitarsi che 

il così detto rosso brecciato ^ il quale senza 

contrasto cbrtispónde ar marmo Z/V//o, come 

si vedrà a suo tempo-^- fosse lo stesso che il 

rosso antico . ma la varietà del colore . e del 

tessuto esclude questa ipotesi. Per non unir- 

-mlVal sikv^io. degli ^Itri. ^i^^x^ào ditfe y rche il 

^rosso Càntico corrisponde al marjBao Alab»ndiw- 

Ico. Plinio • !(38) ^ chie ♦ fe : menzione di questo 

-marmo 9. dice che si cavava uelP Asia minor- 

ire presaQ U cjifctk. di lAUbaqda vd^bnide tolse 

il nOìpe, ifyÌQ d«stì*ivè tom^ nero ^ ohe yi^W 

aspetto inclina molto: àllcb^porpondu < • / Da : ciò 

jsi con^preflftdei che TAlabandìcoc non réra: nero 

^ssoluto^ perchè aveva unita la porpora , non 

«ra, del /color ideila porpora 9 perchè . )éra ? mi-r 

schiatQ V 1^ proveniva del riero. Chi 05sei*va il 

XQSSQ antiQo vedrà eh' éssO) non presenta na 

rossp vivace , ma un rosso estrei»am ente cu-^ 

po^ é simile a quello del fegato degli ani- 

njali. Uri n^ro che per poco tende alla por^ 

pora apapiu) fare a meno di giungere ad un 

rosso. di fegato. Ne 5Ì,dica^ (;h« TaAticapor* 



3j 

pora fosse di color violaceo , poiché Cornelio 
Nipote (39) accuratissimo scrittore nel parla- 
re della porpora così si esprìme- Quando io 
era giovine , stava in pregio la porpora vio^ 
Iacea , ma da li a poco Jìi piti stimata la 
porpora rossa di Taranto. Se nelLt» giovenca 
(li Cornelio, che accadde ne' tempi.della Re- 
pubblica era già in uso la porpora ros.sa , 
dobbiamo cretleré che si conservasse l'uso ine- 
desinjO' anche al tempo in cui PHnio scrive-^ 
va. Da ciò può dedursi che il colore del mar- 
mo Alabandieo . erar di un- nero tendente al 
rosso, e benissimo può corrispondere al co^ 
si à'&lto- rossa aktico.. Questo marmo ha la 
grana finissima, il colora cupo , spesso è macr- 
chiato di un Ijìanco. Uvido , e t[uat>i sempi^ 
presetìla lunghe ,■, , e .spesse linee nere Incurva- 
te iti forma reticoUre . Di tal itiarmo sono 
celebri i fauni Vaticano , tì CapiioUno. 1 masp 
si più grandi;' sono i quattordici gradini ,^pQr 
i quali si sale all' j\Uar maggiore della Chiesa 
di S. Prassede e. le due straordinarie colon- 
del palazzo HosplglìosL nellaf-caBieraiii^edl' 



J 




38 

V 

aurora alte pàlipt drciolta , i ma «^ijeiitre sa ivo 
sono giunte iu Roma: due*. bette ^olò^nè'^lte 
palmi tredici^ che si vedono nelior'st^dibijdel*^ 
lo scultore sig.. Pozz}i\ìa^via..del.GorsD pres^ 
$ò la Chiesa di S. Giapamd> degP IiMUf ^zli • 

d» Jii^Oi i rosso^ aiitico< meno spiùtoiyiceO/^m 

rctTQp ■ . ... '* :" . 1) f.Jk.O::-. 

» I è 

3* . Porporina della, i^illa Adriana^ \ iQué- 
^ta pietra àssotniglià alla falsa porporina^^ie si 
trova ùegli scavi della vìUd AdriÀha ij^esso 
'Tivoli.' È porosa , ma di uu bel colbiie. Ra^ 
rissima. •- <' <■:! ^ ;;..'. f> • <, >i. 

\. ^^ Rossa di Sabina éM eolonecèisburo 
poco vivace, ignobile-^ e riceve un' miediiicre 
*pulìltìentx>. ^oìHunàmmo: '' ^i iIj < Jri . » 
• 5. Rósso di Newkap^n- ftelP ItkgliUterrar. 
'Questo è il più hé\ marmo rosso fchà «il co- 
nosca , perchè è simile : allò scàvlMid JiD£ffi^ 
cilmènte si trovano pezzi pia gvandrjidéi pre- 
sente^ saggio: • Rtì^issimói * i .» i . ì .< i [ i ; . ip r 
6. Rosse' di Serawzàa. Calore. ^ndeiiìbe 
zi :fSLW0itikt2K> cn^o. Ran^simb'.:r- :!.{ l)i. nri 



■ 7* -Rosso dì Prodo presso Orvidto ? iquar- 
sl simile all' antico , ma meno vivace . Co- 
mune. 

8. -Rosso di Taormina in Sicilia . Poco 
più chiaro dell' antico tendente alla carnagio- 
ne. Harissimo. 

.9. Rosso d^ Abruzzo ' Di un colore fra 
Tantico , e quello d'Ingliilterra. Raro. 

10. Rosso di Lugo* Fondo di un rosso 
pallido con macchie di un tosso più scuro . 
Comune. ■ 

S P E C I E VI. 

/ Or 

iirr u'-v A n MI neri. 
. varietà'. 

Marmo nero antico. Marmor Taena- 
rium. Dal promontorio Tenaro nella Laconia 
traevasi un marmo nero che Pausatila' (4o) 
chiamò Tenario. Fin dai più belli tempi' dell' 
impero romaiio fu tenuto io gr9ndissim&^r&* 
gìo , ed i poeti Tibullo (4i)c l^operzio (4'i)nè 
fecero menzione per. indicare un marmo del 





4p 

Qualche volta peraltro mostra una linea bioii^i - 
«a ^HapilNi^bi^ brò^PBL^inraèiS^ , \^fidb^mftr];8tta • 
BèpiStfggìFilli e<{tt:(eb0>:tniflittii» ^iiofvtfdokb iiék{ 
museo Capitolino , ma il più gr^msmmSL chaerr 
gì;ì coiobai lèruìil supsbftx^^W^la^ioiflL piazzo 
Altempa;)'^rf&r/Mà«riuf§fil b olloi/p o ^ o:,:if!b I 
VP oyiSiIVeib ^ul^^rfi^iE^eóHeatàol^Ui^ 
pttUmentó^^ mir^vadiitcbyicffao^ii wm> ùbiib&i 
pare che tenda ad nn colore di caffè hm^ìlsltò 
Non comune. Yf 3 i 3 %i ^ « 

y 3. Pomorolo di Prun presso Verona. Si- 
mile a quello idisAshfArd^/unSA leon vene più 
cupe. Raro. 

4. Nero di Torino'.^ Fondo cupo ma fio* 
rìjtodcir ii»i(Riedm i^iòi\'é[Àdnrm\\Nfm\\ù6mime. 
i>laoofiJJiSoa dit.3^1àpLàmìnStnm<ftkàh morali 
(o|ìi)ddtfii«l»9in4H». ofiwrro^)ffi'iftai xiu isivor/u 

iq<;k(|^. (iJ3fiwqapi5ihi^^^ oiiudiT iJaoq i te ^ org 
bb Q/ìU'^fiai BLU sioihnl laq /^nnlsnont kv.^ì'A 



4<> 

'7601 loh ''^r■ n M[i," j ■.'^-iTf^fif- 1 ri<ngn 

, , . M A k, M I Venati ., * 

fia , (;ì< Mi.il 'I 7 ( .ili ■■; , . , !.;, , . om 

raaljsiii eoii^preaditmoii luamli, (jw^griara^iitel 
(lèLLiLitaniOi! ati^idliìy;/che id'UaUa\^ ,i, jijuaiHj 
nouisoool oc 'tunìiéiiltu'if iièi bf^ofìia^yiin^juluìr 

ib hwIA biitn Dni;oTn;> ìijncijj oiJJsup sai 

('jnEJiiu'I ih ussEì Qllorn a , RBBsijfiY C3Ìlia 
.tilciiGgB oiyì laL £iK»jip . ijint 9I kt! ftmoa 
j-i'iDai volgagli sinfltottraixiuiai ijOBsttruoraes'/ 
percbèiigli stìpiùi'jdelia Pùrtàr, Santa di S. PÌe*i 
irò in Vaticauo sono di tal marmo. La cava 
era nelP Isola di^AJaso ; dell' Arcipelago sulle 
coste della Caria nell' Asia minore , per cui 
davmdfci' scniltorinaivè>anclre\ oliiatHàta mar- 
mo Cario. Ui\Suao'^ir;Ti(i^«:e Mi^tiotivo nfataù» 
4a.i J!to|o-jjSileaaiiirij»,;(,43.-)/coa&istó^. ì/z una 
vena torUiosa ed meguaJiitÀaèvùUa-iStmgttignc^ 




4« 

e spesso di un bianco livido. Questa vena ap- 
punto apparisce in qualunque parte del mar- 
mo Porta Santa , onde non v'è dubbio , eh' 
esso corrisponda all' antico marmo di Jaso . 
La tinta generalmente è rossastra, di medio* 
ere vivacità , e tanto variata, che menò il 
verde presenta tutti i gradi di colore non 
escluso il bianco, ed il nero assoluto. La gra- 
na è fina , il - tessuto è costantemente com- 
patto . DI questo marmo sì vedono in Ro- 
ma quattro grandi colonne negli Altari di 
S. SebastianQ e della Presentazione nella Ba- 
silica Vaticana , e molte tazze di Fontane, 
come fra le altre , quella del foro agonale. 
Sorprendenti ancora sono quattro colonne 
nella Chiesa di S. Agnese fuori le mura. ' i:iq 

nIJiii oj^Rlaqh-iA'' XM>1 B^U^ filwl ■IJonumo 

iin 'laii . ;j'ii)IiiiiT i.ii ' 'ìl.u\ t.hi'i iMtjh bUai 

■ u ifH'-Pondò rosso carnimf tón pòcheive-- 

Méuidii rosso ipià cn^o.: Gomunei ■ 

r:\^'-\ -3- Fóndo rosso sciuf&'tiom'^vtivhimc\\e\' 

f>..saiigiaigiieii\eo/»une.' ■ yj'.'.i ;.-- ■ • ■ 



4a 

3. Fondo. ìnisio l éiìontà dì bigione pa*- 
vonazzo scuro. JVon comune. 

4- rondo di acqua marina con onde 
giallognole traiijs^lupi4e*) ^on comune. 

5. Forido rosso scuro con onde nere , e 

.k\\.\$^^ con breccié Hsta«r 

te > di \ bigiou^i e t pet siifaioó ^ .- JVbn ìeommmJ i i I 
' ar^yr/ii ]^paruiO}.pàÌorieiìz'zd coìi mftóchìè hhh-^i 
ehe 41 cedi ^: ondoD . ^He( inandupidoi ìRàra^ . ^ > : j 
i ..oi f&/iPd7]i&> /;aa^i;iHiyci(i ^con yéÓev}>IjincheL^i 
e bhé^cie ^dl rosshiicUiai^oc Ji^/i;:v(rnm2i«i»6i.i /il 

^i ^ »oui£bmi?a^i/?^^/2azj»i^ CO bieccle :più) 
ok&àre /oe^^^,pifteio]^o^veDe\:biancheV^jRfi^rDv^^ v.a 
M /lini ^4^d[A :c^nÌK&r|gfi^rae tigrato. di\bi^ 
gia>^\\ ^à«L bbaaccbia ordiaa^ e^ yener ^bianohèi 

..')/^/Wi cJliÉto^^oi^^tìP f^ed )un ^QÒv^tr ansine 
-eidal ' ispira;- ' - ' ' 'i n o'Kiìluc j;< u '..j^ìmì.') ^ì -^i * 



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, j ••> „\..\v.'> \\.\\^ 0-.' V.\i niU 






M !i (i \B P E C I E IL 






MARMO CIPOLLINO 

Nel monte Oco vicima^^a citiài di Carisma 
v^erà là;€aid fd^ua'jooàrmo oKiamato Cea^/Vf/o. 
Da PoliiMeosi 'è. andiKc! rielètto im^v^i^ibaiciÈ 
pQichè Ceciato ò: nelP isola £iibeà.0^ N€gro- 
ponte«'\6li searpeUini. lo:^èbi^£>Gciiiir>sdbto ijl bo^ 

fra la^80Stanza'\calcaf^i;dbtalr.iDarnÌD hinghi^ e 
spensi .strati ridi Imicat&cHmaotSe &&^14K slavati si 
divide a somiglianza della cipolla^ La^.ap^^.fiù 

ddmuabcpdl oai) Plimo:^44^/^^>tt^&b^^^^ ^ ^^ 
un i^erdù'ÀcIuìàro iOowtvene^oÌBdl^nde^ tià ìin 
%^ì^'é^pàhy(Ctiroi'l?kpmw^ la ha ra- 

giòneFalmonte ugi^agiurto àUeimde ìde^ n\areìi 
poiché ad ^s^t tanto nel colore , che .ondftii 
iw^int'isoinìgHa;:! SbBe£a^'(46)òperaltfo osservò^ 
che il Garistìo non sempre preseotavlà il. Isà^ 
lo i^erde ^ ma anc/te altri colori , ed infatti 
spesso vi si vedono uniti il bianco , ed il 



45 

rosso. Le. colonne, ■più grandi di'^al jfiieXjiM, ol- 
tre la grandissima giacente nel cortile della 
Caria Inaucenzìana, <isistouo <[uasi sepbke nel 
vicolo detto della Spada d'OiIaiidó , od ap- 
partennero al celebre; p-orlÌco dedicalo da 
Agrippa in onore tli Nolluno , lo che ha fat- 
to nascer pensiero che si volesse consagrare 
al nnme del mare nn marmo che ne presen- 
tava le onde : Sono anche per la grandezza 
rimarchevoli quelle del Tempio di Antonino, 
e Faustina. La grana è minuta , la frattura è 
striata. 
^L V A R I B, T a'. 

1. Fondo verdastro chiaro simile al sa- 
pone con poche vene laterali. Non comune. 

2. Fondo di \fcrde chiarissimo con ve- 
ne di verde cupo. Comunissimo. 

3. Fondo verde tendente al bl^io con li- 
ste giallognole. Di questo marmo non vi sa- 
no in Roma che due picciole lastre nella ter- 
za cappella a sinistra della Chiesa di S. Ma- 
ria di Monte Sauto al Popolo. liarissimo. 



1 




46 

4* Eondo Bianco con onde- verdi. Rato. 

S. Pondo wrflitf cA/tìsr^i con breccia biai^ 
che , d^tto m^ndolato i^arde.» Raro^ • \ , 
\ , 6i Fondt>i'ossohhiffro con htt&A^hidXì^ 
che ' detto hiandolatot ros^ . Rarissimo * ^ Di 
iqpe^to inlirtilo pò^biodè tina belUssInia ; tazza 
•il sig. Crespare Gabiielli' raio attiictf'' valente 
pittóre /ed; amaritissim*ddlfc'p^^ • 

jfV ^ohUó'' tutto' ro^sò^ton prt<jhi«sitìie've-t 
me hìmd\éV Rato. 

%Fànd(y bigio tigrato dì bkiico con 

r 

vene rosse. Raro. 

9. Saggio con tré macchie distinte di 
bianco 9 verde , e rosso. Rarissimo. 

10. Fondo di uh i>è9'de d* Olisco coXi on- 
de hì^tith^ Raro. 

11: Fóndo bianco cóli onde nere. Raro. 

12. Fondo bianco con liste nere. Di<jtte4 
sto tàarmo sono due colónne nella Chiesa di 
S. Maria delle Graisie a porta Arigèlicà. Rafò^ 



!£'" 



I ^ ' ' » 1 » r 



.w. . 



:• a 




SPECIE III. 



MO AFRICANO 



M.4JÌM0R CH/K*fc\.j..,.yìÌ J" 



.47 



Sebbene l' isola eli Scio neU' Arcipelago 
faccia parte dell' Asia , cioQOQòstàpte , per i 
soliti errori del volgo, il marmo che traerasi 
da essa chiamasi Africano, forse a ragione di 
sue .fosche tinte. Teofrasto (47) dice che vi 
dominava il nero , e Plipio (48} aggiunge 
che aveva macchie dì varj colóri , caratteri 
che tutti benissimo combinano col così detto 
marmo Africano, Tutti i molti colori che vi 
si vedono sono di una vivacità sorprendente 
e distìnti per diverse macchie senza che si pro- 
lunghino in vene , o si rislringhìno in brec- 
cie. 11 tessuto è sempre compatto , piuttosto 
duro alla lavorazione , e non di rado racchiu- 
de qualche vena di Quarzo. Le più grandi co- 
lonne , che sì conoscano sono sulla porta mag- 
facciata della Ba^iiica Vaticana. 

' ..\nnT\. i^tKbnnid 309/ * 



48 

•***v ti vi rt t*a'ì ■ 



1. B^éóólato di 6i§ìo c\nxt<y^i'e scuro a 
grandi macchie , Comunissimo. 

a. BrecciOto di • òipb-^ ^ verde a mac- 
chie grandi, e picciolo. Comune. 
<^^ ' '31 JÉreèhiSim-dil^i<fì^^'y&c3»i^4dviàro a 

armcphi&'fAtd:&k&.'JVon,ei»àiìiie}> oJ-ieq Rh:n^ 
'- "^^ 4* R&ss&'mtniAb ) ' epb'V^nb iiigie^ éì^m 

''ionàzz0. 'Noh'àùmiifié.'' -i^ ^' - >f- i-' " «"••«'■» J-'' 
'/ 5. iVtf^<>.cily?<)con^o'éheyè^lc«ib!«•fa^»OM 
i ' * 6. /^/-afe « tfedd'eùt^ at torchilo con imaciì» 
^Ihie ros«ef^^>e bigie. flar^/W/wii*^.' 1 ''«^"i yf'> 
«' : ''j.'JVèt'dòhpo'GoÀ'^éKe-fÌMaacì^ epncE^t 
'ìtate^ di rosso, ^^aro. •' ''^ •'' ;• rohov 
- /8. ^Brècciatódtrosfó\^hià.tit!ó' ^'i6Ì''pAic& 
vetde d«tto àóràlliho. Di qaesftà 8{)éCié Kjk M 
'Beliissirao rocchio di tofòriha' nel toi^tilt -ot-» 
tagoao del Miìseò Vatidftà6\ J?amtì>»o/ "^ 

9. Brécciàè) di varj* yièrdi con rttàcìchiè 
sanguigne. jRàro. "^ - ^i 

IO- Érecciato di vaf j rossi con^ lacche 
vene bianche. Raro. 




■49 

11. I^ro Breociatò dì rosso con grande 
ha di' quarzo bianéo: Raro. 

12. Lionato scuro tì^tì (Juaflche macchia 
higia. Rarissimo. ' 

i3. Brecciato mifiutattréijle di'vai^'v'èrdi. 
Raro. ' ■' ' '■" ■■! '■■''■^ ' '■'. 

14. Brecciato 'Ai' Varie mkcfMè pénsichi- 
ne. Rarissimo. ' ' ■ ^ ' ' ' 

iS. Rosso color dì fuoco €©& 'forche- ve-i 
ne bianche , e nere. Raro. " '* " 

u|fi'-^- 16. Nero cupo con macchiò rosse. Raro. 
^^ ■■ 17. Fbndn i'iotrtcbo con tóAcchie verdi 
piccic^e , «tonde. Rarissimo. 

«SPECIE 111. 
W' Dall'Epiro oggi Albania inferiore, e pre- 
ssamente dal luogo che abitavano i Molossi 
traevasi un marmo chiamato Molossìo , che 
Paolo SUenziario (49) descrive comQ variato 

4 



MARMO FIOR DI PERSICO 



MARMOR MOLOSSlVM. 



^ 



I 



5? 

di macchie simili ai sfiori , e molto adatto pep 
uso di colonne. Fra i marmi antichi, che io 
posseggo, e credo possedere tutti quelli che 
hanno meritata una speciale menzione degli 
scrittori , non trovo che al Molossio possa me- 
glio corrispondere che quello dai modprni 
chiamato fìor di persico. Chi osserva la Cap- 
pella Corsini nella Basilica Lateranense in- 
jcrostata di tal marmo , e le due colonne nel 
secondo Altare a sinistra della Chiesa di S. An- 
tonio de' Portoghesi vi ravviserà tutti i carat- 
teri corrispoQ4eoti alla fattane descrizione. La 
grana è fina , il tessuto è compatto , la for- 
ma della macchia è sempre variata , ed il co- 
lore generalmente è di un pavonazzo assai 
chiaro , e del tutto simile al fiore del persico. 



varietà' 



1. Fondo \ di color- di persico chiaro con 
picciolc macchie bianche. Raro. 

3. Fondo di color di persico scuro brecr 
ciato di bianco. Jiaro. 



, 3. Fondo di bianco translucido don mac- 

: pavonazzc , e gialle. Haro. 1j 1,3;. Ij.j 

4- Fondo pavonazzo venato -di doupb'j^lf 

macchialo (li bianco. Rarissimo'. , ' 

5. Fondo di cnlordi cajfh c©n «ncdiid 
tli fior di persico. Rarissimo. l ui 



I 



S P E C ^E V. 



:.ii» 



MARMO P A T -O^N A Z'fÈj'i^T tì*"!""*? 
.^_ .r.iijili »I iiC'iJÌ 

MABM.OR- JiBBVfiiqM. 



Questo marmo è «tato iodicato- Hagli an- 
tichi con quattro nomi diversi. Straljone (5o) 
io chiamò Docimenio,! perchè cavavasi' pres- 
so la città di Docinìio.' Claudianb''(J'5!)' Ib 
chiamò Sinadico perchè-la Cit^à di Sinada era 
a Docimio vicina . Giovenale (Sa) lo chiamò 
Frigio perchè le sudutte 'Cittìi erano nella Fri- 
gia. Ovidio (53) lo chiamò Migdonio perchè 
la Migdonia era Provincia alla Frigia conti- 
gua. 1 caratteri di tsl marmo: notati ila- Caolo 
Sjlcnziario (54) sono u ri- fondo ìiiaa'coTncidò 

4* 




5-2 

con molte , brevi , e quasi orbiculari vene 
talvolta di color di rosa , e spesso pavonazze, 
per lo che dai moderai chiamasi Pavonazzetto. 
La grana è a scaglie grandi , e risplendeati , 
il tessuto è compatto. DÌ questo pregiatissi- 
mo marmo sì vedono gli avanzi delle quài- 
rama colonne della Basilica Ostiense , e do- 
dici poco meno grandi delle sudettc, ed egual- 
mente scanalate nplja ,Chipsa,,di j^.^ i^orenzq 
fuori le miua, __ . . 

• ^'A RI É * A* 

1. Fondo hianco con macchie dì lin pa» 
yonaszo iscm-o. Raro, ; 

,3. .Fondo bianco con macchie violacee 
ideila Chieea di S. Paolo. Rarissimo. 

SPECIE VI. -"f "*^""J^ J 

MARMI BIANCHI , E NERI ' 



vari: 



T A' 



, ì ■ i^^BìwicQ y e nero , antico. Marmor Pro-r 
ponn^pitipT^: t'Isoìa di Proconneso nella Pro- 



À 



S3 

poniide ora marci tli Marmora somrriìnistrava 
un bellissimo marmo venato ili un bianco can- 
dido , e dì un nero assai cupo. Queste oppo- 
ste tinte non sono mai fra loro confuse , ma 
decisamente divìse : Una aìV altra no& prevale 
per la grandezza delle macchie y ond' è che 
non potendosi dire che sìa un marmo bianco 
macchiato di neroy o un marmo nero mac- 
chiato di bianco, i moderni lo chiamano mar- 
mo bianco ^ e nero antico. Questa descrizione 
è tolta dall' opera di Salmasio (55)* e' per con- 
seguenza ragionevolmente si può credere che il 
marmo così descritto , e chiamtito dal.Sióder- 
ni corrisponda al Proeonnessìo. A cagione, poi 
(iella viciuatiza dell' Isola di Proconties© all' 
Isola di Cizico fu da Plinio (56) chiamato que- 
sto marmo ora Proconnesio ^ ora Ciziceno. 
Vitrùvio (5^) riferisce , che di tal-marmo te- 
nuto in grandissimo pregio presso gli aatichi 
era ornata la reggia di JVIausolo. La grana è 
fina , il tessuto è compatto , e -perciò riceve itn 
bellissimo puliraentoj Nella Chiesa di S. Ce- 
cilia in Trastevere vi sono quattro belle co- 
lonne di questa specie di marmo. Rarissimo. 




Vlarmor 
inesia è j 



54 

I. ni ■' Stanco , e nero dì Francia, Marmor 
Gchicum.>I>ellc stesse tinte del Proconnesio i 
il marma Cèltico ,ià:solo per la forma,.(lellé 
niaccbie Isi distingue l'uno- dall' altro: Ed in 
vero ilj Gellico; bon pEeaflnta mai il bianco, ed 
illneròliin> masEb-<decisc!)y ma -mostra le tìnte, 
fiuddbfteiifra loro minatamente confuso, ed in 
forma 'reticolata. Paolo Silenziarìo (58) con la 
solita i sua accnratezza descrive il marmo Gel*- 
lieo sì come io ne ho fatta menzione. Dal no- 
me con cui gli antichi indicarono questo mar- 
mo si suppone che la cava fosse nelle vicinan- 
zv, di Lione , per cui dai moderni si chiama 
Òìaneo , e nero di Francia. Di rado si trova 
in i^' massi grandi, ma in piccioli pezzi, e per 
uso d' incrostature molto si è usato nello Ghie^ 
se di Roma- Raro. 

3- Marmo bianco e nero tV Egitto. Mar-' 
mor Luctilleum, Il Gonsole Lucio Lucullo per 
il primo introdusse in Roma un marmo che 
dal suo nome si chiamò Luculleo : Cavavasi 
in un' isola del Nilo , ed alcuni credono che 
fosse quella di Meroe oggi Gucguere , come la 
-jkuWvuiW .Citi .;,(!. Ì.U ^..•<.^A ^«;4iJj) iti iìiikiiÀ • 



ss 

più grande di tutte , ond' è che a ragione i 
moderni lo chiamano marmo d' Egitto. Pli- 
nio (59) da cui ho tratto le altre notizie sopra 
tal marrao lo dipinse di color nero con poche 
vene bianche lunghe, e strette , si come ve- 
tlesi nel saggio di cui ragiono* Il tessuto è fi- 
no , ed il cemeuto è talrriente^ conipàtto , che 
potrebbe dirsi duro; Di questo marnio vi so- 
no' varj oggetti nella camera Egizia del Museo* 
Capitolino. Raroi 

4. Bianco e nero di Milano. Fondo n&- 
ro ondato di bigio scuro con macchie bian- 
che i spesse , e minute. Rara 

5. Bianco , e nero di porto Ferrajo . Ha ' 
molta somiglianza colProéonnesio , ma le mac- 
chie' sebbene grandi spésso si confondono fra 
il bianco , ed il nero . Di tal marmo vi sono 
otto grandi colonntf nella Cappella di S. Do- 
menico in S* Maria sopra Minerva^ Comune. 

6. Bianco e nero dì Monte Pulciano . Il 
fontto è nero con poche onde bianche . Comu- 
nissimo .■ 



1 



à 



5G 




Plinio (60) fa menzione di un marmot 
nero con vene simili all'oro , ne assegna la ca-j j 
ya nell' isola . eli Uodi , e lo chiama marmo Ro-t < 
dio . Qnel marmo dai moderni conosciuto seti 
to il nome di' giallo , e nero antico non può 
che cori'ispondere al sudetto , poiché gU'scril>-i 
lori Latini frequentemente chiamano il giall», 
col nome d'oro . A questo marmo molto più. 
sì conviene tal modo dì dire , perchè real- 
mente le vene sono di un giallo cosi bello ,, 
e così vivace che possono dirsi dorate. Il tes- 
suto è compatto j e riceve un bellissimo pulì-, 
mento . In Rpma non conosco esservi altrp 
gaggio di tal marmo , che il mascherone scol- 
pilo sotto il deposito di Paolo IH. presso la- 
Cattedra della Basìlica Vaticana. Rarissimo. 
a. Altra specie di marmo Rodio sul di 



cui fondo nero vi sorto \efte gUJle' dorate, ma 
■più minute, e qualche macchia di bianco. Due 
Jjelle colonne di questo marmo sono neUa Cap- 
pella Salviati presso la chiesa di S. Gregorio 
sul Monte Celio . Rarissimo . 

3. Giallo e nero di Porto P^enere . È il 
più bello de'marmi di tale specie dopo il Ro- 
dio , poiché le vene sono di un giallo, carico . 
Si osservino quattro urne nella Cappella del 
BuonaiToù in S- Andrea della Valle . iVon cq- . 
fnune_ . , . ,, ,..-iu lU, -•.n\ i.\ -ju'** 

4V Qifilloe nero di ÌQarF/irn3^.mM^voh^r\\ 
Io dell'antecedente perchè le vene sono di un., 
giallo pallido , e tendenti al rossastro . Contiti- 
nis'sinio . 

5. Giallo é ner9 di Milano *. Non- è di- 
verso dall' aotecedénte se non perchè le vene; 
gialle sono rare, e picciole. Coninne . 

6. Giallo e nero di Calabria • Fondo 
nero con poche vene gialle , e molte bian— . 
che . Di questo marmo è l'urna nel deposito , 
del Cardinale Sfondrati In S. Cfi€JlÌ4. ia. T^a^" 
sti^yerp . Non comune . , ■ ^,1 ;;) 




^ 



Roilia die dae picclole lastre incassate sótto i 

piiaslri della seconda cappella a sinistra nella 

Gbiesa di S. Andrea della Valle « ma nelPan-- 

no scorso i8a4- ^^ ii6 sono trovati alcuni roc-^ ' 
■ I 

dì) di colonne in uno scavo fatto nella tenii--) 

tH.di Moni* Calvo in Sabinai . Che tal mar--» 
ino , cui gli scarpellini hanno dato il nome; 
di giallo venato antico corrisponda al Corin- 
tio, ciascwno può assicurarsene, se lo confròor^' 
ta.con pochi pezzi di gomma ammoniaca . Lai 
forma delle macchie è orbiculare , ond'è che 
tal marmo è molto adatto per la scidtura di ! 
ammali. Gli altri caratteri empirici corrispon- 
dono a quelli del giallo antico. Rarissimo» 

. S P E C I E X. 



Inu i 



MARMI BIGI . 
!tflUÌSI18lf( *-i li • < 

-III ,'iinìt fj'I- . ■t"'!'i . 



. 1. BiGw ,^!fTico. ^Jfi^on sjrrnwsf . 

Biagio Cariolìlo (6:») assicura» che di mar-' 
mo Battio siano' le due statue del Re X)&à 



et 

prigionieri con le. mani tronche che si vedono 
nel corLile del palazzo Capitolino . Se ciò è 
vero, come non ne dubito, per l'autoritìi di 
uno Scrittore pÉùcU ogni altro dotto nella co-» 
gnizione de' marmi antichi , si può, creder^ 
che il marmo bigio i di cui le dette statue so- 
no formate i, .corrisponda a quello che( gli An- 
tichi chiamavano Battio . 11 colrire bigio ri-r 
sulta dall'unione del bianco,. e' d^el nero tal-r 
volta divisi ittimaccbiè) liste, ed on<le , e tal- 
volta insieme confusi - t^a grana generalmpnl^ 
ò a .scaglie grandi , ,6 risplepdenti . Della piii 
bella specie dì bigio antico. sono ledue ^aftr 
di colonne che ornano, la Porta mag|,'i,Q;re 4*4ti 
la Chiesa di S- Croce' in (Grai'jis4oW5iev. 

. D-v.V' A. Bft.'É i: V^nijjj'j.:- c-miiiul 
lyoi-'it 1' ubr!',''^] - ■:■ u?. cl-i'vX .?, 
•'■li "Bfgio móràto'chiarv. Il 'fondo et 4* UQ 
Ligio mólto scuro con poche, Cìpìccìole mac- 
chie bianche. Il sig. Camillo FoCandiacarpel^ 
lino in via della Mercede num. ^2. oltre va- 
rj belli oggetti possiede una grande tazza di 
guesto marmo . Rarissimo . lV/<|'DXft)i sjen 



Ci 

2. Bigio morato scuro ■ Fondo quasi ne- 
ro con pochissime linee più chiare . 
j 3- Bigio ondato . Fondo tli bigio molto 
scuro con onde più chiare , e linee giallogno- 



le 



Maro . 

4:Bì^ 



frecciato . Fondo di bigio scu- 
ro con breccie dì un bianco sporco. Di que- 
sto marmo si Vedono quattro colonne nella ca- 
mei-a Borgia del museo Vaticano . Baro . 

5. Bigio greco. Misto di bigio chiaro, e 



bianco a scaglie grandi . 
6. Bigio Cipollii 



limo . 
ro coii vene biancastre . 



Baro . 

Fondo di bigio scu- 
La forma delle ve- 
ne è simile a quelle del Caristio . Barissimo . 

7. Bigio Parlo . Fondo di bigio chiaro 
con onde biancastre . Ha la grana simile al 
marmo statuario di Paros . Raro . 

8. Bigio onice . Fondo dì bigio quasi ne- 
ro con onde in forma di Onice . Barissimo . 

g. Bigio liirnachellato chiaro. Misto mi— 
nutissimoj idi bigio chiaro e bigio scaro. Raro. 

10. Bigio luinachellato scuro . La l'orma 
della macchia: è simile alFantccAiiQ^c , mo Ip 
tinte sono più scuro.. ìiarò\ -, oifl'u;» ajeqilp j 




«3 

1 1 . £ìgio venato c/uaro . F^ìikÌo (lì bi- 
gio phiarissimo eoa. vene tendenti' al cerulea. 
pi questo marmo è Ìl superbo Leone graadp 
nella Galleria degli animali nel B^^t> Vatica- 
no . Jìarojjjt^m *IcUi;>/tj nns p-itfaJ^eiT]! o% 

Vi\T'^ i\ ■ ''. . :Jk-- :}'■-.' '■■: h'r .. -m!:!.-!!-:.! s.'OV 
por tutta l'Italia si trovano i marmi bigf, 
pia i più belli ed i più variati sono quelli delf 
la Liinegiana, iclie volgarmente, chian^ansiBarj- 
digli . Di tali marmi pnt^ie gli antichi fece- 
ro uso,, ond' è cheiStrabpne, (^ila^^frlto ;me|fr 
zione de' marmi Lunensi dice, che rapUi QVftmf 
tijtti bian,(;hÌ, e >st^J,u^ij, y^j^ipl^^git^^'^acchia- 
ti,, ^/tendenti al ceruleo ..,P,ej;;g?Si:r^,Ja;qaY{i, 
presso la Liguria i'urono chiamati anch^ iigft-j- 
«ft'(:f' jtLa grana df ^^^^^^:^ipi^,è ?eifl.pfe fina a 

è scagliosa." . »rAv»n«0 

^^p I. Cenerino di Bolca nel y£roqese,..j§j^ 

gio chiaro quasi unicolore . Comune . ■ ^^^M 

k. I 



64 

3. Cipollino marino nella Luneglana - 
Fondo di bigio scuro con vene di bigio chiaro. 
iiaro. ■ > ' 

3. PbrfiAo di Sardegna . Fondo di bi- 
gio quasi nero con pìcciole macchie pie. chia- 
re . Raro . 

4- Bigio 'di Milano . Fondo chiaro con 
vene bianche , ed alcune gialle . Non coìnune. 

S^ Bhrdiglio fiorita del lago dì Como, 
J'drido di bigio chiaro con picciole macchie di 
"un bigio più' sòiiro. Comune. 
~ ' G. Fiorito di Casale hel Veronese, Fon- 
dò di bigio chiarìssinjo' fiorito dì bianco. Non 
'é'omune . 

7- ffàrdiglio chiaro di Carrara , Fondo 
dì bianco sporco con onde di bigio chiaro . 
Comune . i 

8. Bardiglio venato di Carrara * Fohdo 
di bianco chiaro con vene di bigio morato . 
Comune • 

9. Mischio di Solca nel Veronese . Mi-* 
slo di bigio chiaro , e scuro tigrato minuta- 
mente . Raro. 




C5 

. jo. Bardi^lio di Pndo\>a. Fondo di Ligio 
irò fiorito di scuro coq grana lucidai; e mi— 
mitissima . Maro . 

11. Bardiglio scuro dì Carrara . Fondo 
di bigio scuro eoa macchie più chiare . Co~ 



immani 



SPECIE XI. 

DIASPRI TENERI Di SICILIA . 



■ 



La Sicilia abbonda di diaspri più che 
ogni altro luogo , come ancora di marmi co- 
lorati che nella tinta , e nella forma della mac- 
chia ai diaspri somigliano . Da questa somi- 
glianza appunto nel volgo si è introdotto il 
paradosso di chiamare diaspri teneri i marmi 
colorati di quell'Isola . Tali marmi altronde so- 
no teneri al taglio, composti di sostanza cal- 
care, di mia grana finissima , e di, un tessu- 
to compatto: Si distinguono da qualunque al- 
tro marino venato per la varietà delle raac«- 
chic , per 11 liei pulimento , che ricevono , e 

t languore de' molti colori che 
__ 



pres€k)itaiio > P^ngo tali marmi fra i moderna ^ 
perchè rie sono ancora ajperte le carfe ^ lii^ 
essi erano sicuramente in uso presso gli- anti-^ 
chi , tooichè da molti scrittori si fa' men-r 
zìoiie del marmo TTàuràmeriitano 9 cioè di 
Taormina uno de' più celebri , de' più belli ^ 
e de' più variati della Sicilia . Molte Chiese 
di Rom^ sono ornate di tali màrpii , e sopra 
tutte si distingi^e. quella à^\ S, Cattaripa di Sie- 
na a Monte Magnanapoli . NelPassegnare a cia- 
scun m^rmb; i homi volgari^ y ed* ikioght del- 
la* ea^^d hVD^ siEÌgilito 1^ egregia -opera^ d'eli Coate 
di'BòÉdh 'sulte 'Ktològia Sidiliànib(67)'.'? ^ i 

ii .•■;ii '.•l.-: y -^ ft,t- É 1P"'à\'" .'•' • • "-■'^■; 

I . ' Gihìllihà di fyhpaài , ' Fòhtkf ' cdiot • Idj» 
carne cdn maòchiè rossastre' .' Chmuiiè V ' ■ '■ '■ 

al BiaÀk& sporco di Càstelluiit^e 'èon yiéH 
ne bìgie'/ Comune . 



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." f.i. 



ì V I 



■» 'ì: 



8. Pedìùkiiisa di <ya//d '/Fondo rosso co^ 
|]dociòlii ntàcéhie biàfit^^Wy jp -bi^iè. 'iVb/» co>ri 



. Verde di Bisac^tóò J^FondR v-ertlc tU 
pomo coM ontlc- biancbe .oJ)[nfà 'asJoémèi-.: i ai 
• ' 5..GiàÌlo ^ e rossQKiU'-'^Ctì.slf'on^di a Fon- 
do giallo:^ j-cghé'riÓ6se; Ijffiard .' mj r.^..-ui > li 
G. Verdastro di Lalla. Mistoiìlài .biaQ:-! 
co , ròsso" ,, everse Ì:.Nam,\c^imt»^. .- i 

, 7. Jìr.acàia. di 2}(b/7iMÌ«ffl»>Ì'swidtóTOS60 y 
macchie bianclie. Raro. .■■..•"■■ .,.Vv 

8. Rosso di Taormina . JPondó di : rosso 
pallido con onde <li, rosso scura simile al>cioih 
tolo d'Egitto. Rarissimo y' ■.-ly iU .ti- ■! ;) 
- ' c). Rosso fiorito di<\tTlaof!mih^\t)'i^onA<Ì 
rosso cupo con otide:^ailàstre.. £an>«>rio »i 

10. Verde del fiume di S. Carlo. Fon- 
do rosso, macchie verdi', é tógie. Comune. 

1 1. Verdq .del fui^mp , Cefalo .. J^ondo ver- 
de con liste bianche . Non comune . 

12. Pedichiusa di Wfapanr'BonÙ&'éosso 
cupo eoa macchie colbs' di carnei Nonaomtine. 

i3. Rosso ,, e biancoydi CastoùÓamrfre ,< 
HieCà lionato pallido:^ pamèla rossou -Mr^rv- 1 

i4- Brecciato di Trapani. .Mistaidi lii;nwi 
co , eiallo , e verde . Raro ■ 



k 



68 

i5. Hosso di Trapani . Fondo rosso con 
macchie bianche , e verdi . Comune . 

16 Bosso della Rocca delU Panni. Fon- 
do rosso cupo brecciato di bigio , e color dì 
legno . Raro . 

17. Rosso e nero di Taormina . Fondo 
FOSSO chiaro con macchie bianche , e nere . 
Rarissimo . 

i8. Rosso y e bianco di Taormina. Fon- 
do rosso cupo con macchie di bianco sporco j 
e bigio . Di questo marmo sono le due co- 
lonne della Chiesa di S. Marco che Olao Bo- 
ricchìo credette di marmo Fengite . Raro . 

SPECIE XII. 

MARMI VENATI dMtAUA . 

1 Sotto questa spècie comprendo tutti quei 
marmi venati d'Italia , che non hanno un 110^ 
me particolare a cagione del colore , o della 
cava , e che presentano varie tinte, e varie for» 
me di macchie , 



*a 



G9 

varietà'. 

1. Jiosso dì Malsosina nel Veronese . 
Fondo camino con poche vene più scufc . Co'- 
Unune . 

2. Palmnòino di Sestri . Fondo bigio 
chiaro con macchie più. scure e qualche con- 
chiglia , e porzione di Alabastro . Raro . 
-in: 3. JVemèro di Sé Giorgio nel Veronese . 
Fondo verde pisello con macchie bianche . 
-Contiene porzione di Argilla . JVort comune. 
•<■: 4* Jiosgo di Torri ne' colli Euganei. Fon- 
do color di rosa con macchie più chiare. RtirO'. 

5. Rosso di S-. Eligio ne' Colli Euganei. 
-Fondo pavonazzo con macthie bigie. Raro. 

6. Bianco delPjélpi . Fondo candido ve- 
nato di bianco sporco . Raro . 

7. Ceppo scuro del lago di Como * Bi- 
gio a onde tendente al verde cupo con vena 
bianca . Rat-o . 

8. Rosso dì Coprino. Fondo rossastro con 
vene gialle , e qualche concliigHa . Comune . 
^ ._ .g.. Marmo di CoUanello in Sabina. Fon- 




do rosso tendente ai paFoaazzo' con vene can- 
dide . Di questo marmo sono le colonne che 
oraaooidy nfcvttev-làteràUL-dl S^ Piretro 'm va- 

10. Rosso venato di Terni. Fonda.. di 
<TO»ò cJma'^oneVcoif'. vebe ' hìAwok^^omune. 
-xiOD %i;ì^\MtiLn9wn\del (Ei^oiiìàt.^-Eorìào^ h\mt^ 
coa^ruEL cecxileet!>>IEuiJb<^oijtsa{:ooi^ellè;M^^ 
.steaafa»¥^ ftd Di^mstò di Milano ^y^^nde tol- 
•seifilnahÌnejix{tì«fle//aeo:> olbaNj olrio/ ohm 'f 
.r>\\ì^iLtfk;c) €^la dRf^fnfirìb isd^Milaf ese'xijSUu^ 
-do'iìiaafia^tnd tÈbde^Me '3aI\gÌàIIb okiakb o^n ve* 
•i!»^ittdSfittF^iy^|Gi«tow0 ^^^ laoiiL -loioj (ili 
.iduftgffi ìl^dt^tm dis'^^^òntè^ ^&fo^^fleÌ.(Vero- 

•^I di iroikhleariiagiòne feon-/pad^e Qinee ne- 

i5. Rosso degli u^ppennims¥^^ào^ ài rei- 
^SOf> «tffKf-eoiri ' 4iBtie^btoncl\eO 3^»*?/^ -.H 

-Ftdddctdii^o idbii^vxoota&'>)ade\piài/Jcu(*e y. e 
vene nere . Raro . 



li 
-■ ,. !-•].'., Mandolato di Torbe nel Veronese. 
Misto di pavonazzo j e p'crsichino . Non co- 

- , a8.. Fior -.di pjersico di Torino . Fondo 
rosso con vene bianche , e persichine. Raro. , 
-M '. \Q Mosso del Ticiifo. Fondo di. rosso cn- 
^cCin onde nerastre, -IVon comune-..; 
-f.- 20.1 Occhiadina di Bergamo.'pQado bi- 
gio Bqfìio di bianca. JRtiro.. . i 
' 21 Corso della mola di S. Ambrogio nel 
Veronese . Fondo bianco con onde color di 

rosa .' iVo« com/iKe . 1 mÌ ,. - i <.i 

I 22. Maudolato di Carteletto . Fondo 
bianco con onde violacee . Non comune . 

33. Brentoncgo nel f^eronese . Fondo 
violetto con macchie pavohazze e gialle. Raro. 
' 34' Fior di persico di Seravezza.. Fon- 
do . pavonazzo con' vene rosse -^ ;é . bianche . 
Raro . . ; , ^ 

' 'iÌ5j Rosso di Terni . Fondo di rosso 
«arùagione con vene bianche disposte in for- 
iadi reticoli re . Raro. 
— .^Oa. Mosso di MOHte Baldo nel Verone- 




se . FoikIò vermiglio con macchie gialle . 7?^- 
rissimo . 

1-]. africano della Ginzza nel Verone- 
se . Fondo rosso misto dì pavonazzo con ve- 
ne bianche . Raro . 

28. Breccia di Canneto in Toscana. Fon- 
do pavonazzo con macchie cenerine . Raro . 

3j). Breccia de'' Gherardeschi in Tosca- 
na . Fondo rosso venato di bianco sporco . 
Raro . 

3o. Breccia di Francia . Fondo rosso 
di fuoco con macchie bianche contornate di 
bigio . Questo al dire di Brard (68) è il bel 
marmo dìLinguadoca una volta riservato per 
la decorazione de' soli palazzi Reali, ma che 
peraltro si vede molto usato nelle Chiese di 
Roma.. Bellissime sono le quattro colonne nel 
secondo Altare a destra nella Chiesa di S.Fran- 
cesco a Ripa . Non comune - 

3i. Broccatello di Camerino. Fondo car- 
nagione con vene pavonazze e bianche. Bel- 
lissimo , e raro . 

3a. Marmorato di Como . Fondo di bi— 



,3 

gio scuro fiorito di bigio chiaro , Non co- 
mune . 

33. Verde di Bagnaja nell'EIJja . Foa— 
do verde con liste pavonazze . Raro . 

34- Colombino roseo dell'Elba . Fondo 
di carnagione tendente al rosso con vene bian- 
che . Maro . 

35. Colombino della Punta Pino nelP El- 
ba . Misto di rosso , bianco , e verde . Non 
comime . 

30- Pai'onazzo delV^llpi . Fondo pavo- 
nazzò chiaro venato di pavonazzo scuro. Ra- 
rissimo . ,1' 

SEZIONE HI. *!l 

MARMI LUMACIIELLE . '''■** 

I marmi conchigliari , e Ininachelle sono 
quelli formati dalla riunione di corpi marini 
■aietritìcati , ne' quali si riconoscono più o me- 
lo visibilmente le forme di questi esseri or- 
ganici • Nel descrivere le varietà delle luma- 
ciieUe j o marmi coachìgliari tanto antichi , 




Ì4 

che niodienii 'okni il colore , ed altri caralte-' 
ri empirici indicarò da quale specie di cor-^ 
pi 'mhrioi'liiItiitO!forn]iUÌ>,Vpurchè possabb ri- 
conoscete y Io ^c; dipende dalla maggiore^ 
©^mirtbre ilòrd deeowipo^izMine . Tali ;niarmi 
hahrk) 'gaiasralmenui ;àl:it8SSutoi compatto', ^ 
ricevono un bellissinao pulimento, <• u. -. > 



MARMOR CHONCHYTE. 



-ovn*] JlLflo""! , 

i-iiW .'BifiUn^ -sola rlpiiiaohiella di Grecia a 

nanne lasciato notizia gli antichi scrittori , e 
di questa fra poco terrò ragionamento . Nel 
Scavi di Ro'm\t pÈralti-ò si sono trovate , e sì 
trovano varie specie, di ;luniachellc , che' nulla 
somigliano alle moderne , e che perciò dob- 
biamo, credere , che provenissero dall' Asia ^ 
o dall^ Africa . Fondati su questo pcirici^lioi i 
scarpellini Romani ne assegnano capricciosa- 
inente le cave ora alP Arabia , ora all' Egit- 
to,' tìd^òm-alla Tebaifleii-jSblle IiiihftèheHé an- 
JtiuheiosseoAor.JcliBt^^sait&DnJyistaiEe <u^kèl .iif^ 



forma di owittooi per lastrico <11 pavimenti, itì 
mai lìi téovQ ia, pezzi grandi né lavorati olà 
grezzi . fc, da noiarsi ancora , cha le liundA 
chelbì àhtiche éjtiio.iàalto stìmabilifiisr le for- 
mq,-j^pkr:^itvivabilà;iicllci:*tti]de iu*'.> obnr.-iG 

uHa)ii9«»ifj onncrn olciUi^i iti uiuttuliwì •jA'^\d'!* 
(uh oiui-i^ 'juunithtìit là -jilIu::!'!!:) i:iii'ii*l r.iin 

., , .IDMACHELLA BIANCA ANTICA,- -, . 

-Utd» 01 KMlìì'iiV-'ì^. I inì-ì ,<./.'.[ ?| Lu f inibii 

i Il'iliPaofianra (Ggjl .cheiboh Lcònosòeviu il terU 
TÌtocìa);>dÌLMegara n^U^Acaja^ oggi LiiVadia dw 
«e,, tdioi pressd quella Gitlà v'^eili .là cava di 
jiMi'mè^mo biauco \Jhrthath di >conchiglie yma*- 
rina, é di. notai/ila ntollezza . TuLtiiquesti c(a- 
iaueri perfettamente si combinano .'nel saggia 
<ihe prestito, tanto, riguardò al caiiilone ^iche 
aila.'ti8nei?ezza, ipei- lo fclie appena ritfcve un 
4*feilÌQeré puliiBèhtQ . Confiontaatìa,'danqiieiI 
testo di Pausania .con la pieiraidLiouxttr^sti^ 
sLiBeiiibra di noftipoter.dubitare^ì^cKe II mar— 



50 



die i scarpellini chiamano bianca ed aotica * 
Rarissima . 

a. Lumachella gialla . Fondo di giallo 
arancio con macchie di color di paglia, e pa^ 
Vonazze. Rarissima . 

3. Occhio di pavotiepàvohazzo . Le con- 
cliJgHe contenute in questo marmo presentano 
Una forma circolare in qualunque senso del 
taglio , ed e perciò, che i scarpellini lo chia- 
mano occhio di pavone . Linneo (jo) per la 
stessa ragione lo chiamò marmar ocellatum * 
Le conchiglie che lo compongono sono della 
specie dell' fi«o/H/« ampu l la ia qualunque sia* 
si varielJi . Il presente saggio ha il fondo pa- 
vonazzo , e le conchiglie dì un bianco sporco . 
Di questo marmo in Roma v' è uu solo roc- 
chio di Colonna che inonorato giace fisso al 
snolo nella via Belsiana, dove da strada Frat*- 
lina si passa a strada Condotti. Marissim^o , 
) 4* Ocòhio -di Pavone bianco . Fondo bi- 
^*in,;iB;conchiglie bianclie . Jiarissimo é 

>!& Occliioidi ■Pavone riero - Fontlo ne* 
ro , e CQpchiglie bigie. Rarissimo. 



?7 

6. Occhio di Pavone rosso -Fondo ros- 
so chiaro , e conchiglie bianche. Harissimo . 

j. Occhio di Pavone bigio . Fondo bi- 
gio chiaro, e conchiglie bianche. ^(7/7,fj/mi> . 

8.' Occhio di Pavone roseo . Fondo ' biaa- 
co e conchiglie color di rosa . Rarissimo . 

9- Astracane doralo, I scarpellini dan- 
no questo nome ad una lumachelia di cui 
conosco quattro varietà . La più bella , e pia 
rara di tutte è la pi-esente , pef^^è essendo 
composta di conchiglie di im bellissimp gjirfr 
lo sembra realmente dorata . Vi -si vedono an- 
cora il bianco , ed il pavonazzo. Frale co«^ 
chiglie si distinguono il turbine , e pociiì 
frammenti di cardio. Brongniart (^i) sull'an- 
torità del Sig- Patrin assicura, die questa lu-. 
machella non si trova ne' dintorni di Astra- 
can, ma Brard (72) per rapporto del Sig. Le- 
mau sostiene che la Città di Agra nell'Indio 
sia la patria di questo prezioso marmo . Una 
superba tazza ne possiede in Roma il Slg. Ga- 
spare Gabrielh , di cui ho già fatto onorata 
menzione . Rarissimo • 



1 



' ' IO. Àstracanc niasclìio . Fondò di ^erde 
chiaro tendenW; al giallognolo con conoHJgHe 
dt'lun venie più. cupo, ed alcune macchie ros- 
se .■ DI mitìsto marmo sono tutti i balàastiJL'; 
dielP Aitar rdaggiore della Chiesa di S. Andrea 
della vValie - 1 liarissimo . > 

.'1 \i\.'\]^stracanef emina . Nella forma è sì- 
mite aìl'arttecedente , ma essendo il colore *pià! 
]*allido vJjlgarmente si chiama femina per di-» 
stlngnerto' dal 'maschio di colore più carico.! 

'" ' ifiJ jésiracnne camino. Fondo che tcn-' 
àe al color di rosa, e conchiglie bianclie .' 
liarissimo . ' 

i3. Stellaria Orientale . Fondo bianco- 
con macchie turchine , e rosse . Sotto eia-' 
scun coloro ' apparisce la madrepora radiata -■ 
Saggio bellissimo , e di straordinaria rarità .» 

i4'- Lumachella minuta di Egitto . Mi-' 
scnglio di frammenti dell'ostrica comastibile' 
in pèzzi miouiissimi bigio-turchinìcci, te'!biaili'' 
chi . T^jmiiffiff . ■ . 1. I'..) 'Ji(.-|< I 

i5. Lumachella grar^dec-di' .Egàto-'iSiè 



n 

paije alla-sndetta in pezzi più granai v'^I^Ì 4"'^~ 
sta bellissima pietra è la corazza del busto di 
Gordiano Giutìiore nel' Museo Capitolino , 
stanza dègF Tmperatwri num. 61. Jli&N^'Witi - 

16: Lumac/iellti ii<?rrt,! Foado fl-cvoict))! ys-* 
rie conchiglie bianche, quali pi'iesopti^ii^ 'Va^. 
mentidi 'anomia coj)ipUpat<i , , e dv\teUine , 
Di questo- 'rtiarnKiirvlùipnd'Sola g^tjfipji t^'im-i 
pellicciaiftira-nell'ultimtt ;Mt«ve a )SÌpi^ti,ti.fl(fl-. 
la Cbiefeal>tli S^ Agi^'iìAa(^^-\,^arì^,^i/fi{i^. _;■ 

Lh. . J]umacG/ielìì)»e . yJt^iiCpi - , .Jpootlipf .-' bl— , 
gio ìdoh Igraride^ cofteblgU9i>^anc4i\^v^^p!Tesen- 
taate ;iliilìnccino 'IìrHoDÌ<;b.:ìQtijeS|t9i^n?Jjva;lur-. 
machella è stata trovatil uo'scavi ^jUfH^ X^iMn 
ta di' Tormai-ancio . Rarissima , 

■ '9,^.'LumachcUarossa-¥o\ì<ì.ò rossQphU-, 
ro con molte conchiglie bianche tutlC; rego-y, 
larmente larghe meno di un minuto \ q lun- 
ghe, un' ohcia . Mentre scrivo ò .stata !li"©vaia 
in uno scavo, e per la.sua AovitÌt'('pU<>ì d^tsi. 
ca -■' ' ■ !'■■■ •■■ , - ._ ■'. A. 1.. ' .Ì.J.U11A .■^ 
i2triLr.ni ?!> ifnomsar.'ii noo oij;ìd oluio'-f 



1 



«o 



5- 11. LUMACnELLE d' ITALIA 



VARIETÀ'. 



^ 



1. Lumachella di Prato . Fondo bigio 
persichino con frammenti di conchiglie bian- 
che . Non comune . 

a. Lumachella di Menagio sul lago di 
Como. Fondo gialliccio con conchiglie dì bi- 
gio scttro interamente decomposte . Rara . 

3. Lumachella dì Stalavena nel Verone- 
se. Miscuglio di giallo e bigio a onde. Rara . 

4. Lumachella di Lugano . Fondo di un 
verde di fronda d'olivo eoa gran turbine di 
un verde più cupo . Rara . 

5. Lumachella di ancona • Fondo bian- 
co con conchiglie candido die rappresentano 
frammenti di anomìa . Rara . 

G. Lumache/la del Ticino . Miscuglio dÌL 
giallo chiaro , e cupo con conchiglie simili 
agli encriniti . Rara . 

7. Lumachella di Pi gozzo nel Veneziano-. 
Fondo bigio con frammenti di madrepore 
bianche . Rara . 



69 

8- Lnmachella'fÈ^f^^éirHZ'ZO ■ Fondo' hi-^ 
gìo con grande ostrica comestibilevìbìiinca . 

i' g'.' Occ/tidflino ' tèi 'Coriio . 'Foa3oilven;ld 
scuro con buccini marginàtidi'-vecdei^iL^bliià* 
ro , e liste bianche , e raése di cat*boi;ifcto di 
calce. Unirà, ^'--i'-'i j^i.^i-lt-^i ìko owuio/ 

10. Lumac/iellà^e^^'^paii^S^^'OiMb bi- 
gio con frammenti diJOstrieliè-^^itttrfcrts'Aìrebl'i 
bianco . Jìara . ■ 'i-' i^ ii... ivc^ ..i t I ; 

11. Luniacltella di Domagiano . Fondò 
di; calfee- carbonata saccàrord*- ■-bigia", ceffi' con- 
cliiglie i Risàie decomposte * '^mi coniane ..;"« 

13. Lumacfiella di'Trento ^ Fondóf big 
gió chiaro con encrÌDÌ'tì di i^ìgio . più. .scuro . 
Rara. ' ■ ■ io'! . , ■, . , 

- \^\jbimiacìiella,-dGl Monte fiorao nel Ye* 
neziano. Miscuglio di color di carne e bigio, a 
onde : Rara-, ■' ■•'■'■■j; "' i _! 

- i^. Lumacìwlla di iiiftatri-.' B'OoÀijì-hì-* 
gìo con piccioli , e spesai fianùnenti «li osjrii 
«he- qua'-si neri . Jìard . iiWi' ,• A, ■■■' 
ru<\ <.a&i i iMmacholla diiif^aìmm- JHandó Hi 




j 



&3 

gio turchiniccio con numismali color di carr 
ne . Rarissima . 

16. Lumachella della Pernice presso U 
lago di Como . Miscuglio di framniL'nti d'o- 

[ «triche di bigio giallastro . Rara . 

17. Lumachella di Brescia . Fondo pa- 
[ yonazzo con balamiti bianchì . Rara . 

18. Marmo della Gaetta sul lago di Co- 
mo . Fondo giallo tendente al verde , e eoa- 
chiglie pavonazze interamente decomposte , 
Rara . 

1 1.9. jyavórtino di Monte Catini In To? 
scana. Fondo bigio scuro con encriniti di bi? 
gio più chiaro , Non comune . 

20. Perdesino della Giazza ne' Colli Eun 
ganci . Fondo bigio scuro tendente al turchi- 
niccio con pochi frantami di conchiglie nerey 
iVbrt . àomune . 

21. Lumachella di Fuligno . Fondo di 
color persichino eoa frammenii di conchiglie 
bigie , e striscia bianche . Rara , 

22. Lumachella di PHaleta presso Vero- 
na . Foodò verde giallognolo eoa eacrinitij 
vonazzi .-Rara . 




'83 

33. Moregia di S. Jinòrogio presso Vi- 
sa . Fondo di un bianco sporco eoa bele- 
initi bianche . Non comune . 

24- Luniachella del Monte linsso nei 
colli Eiigenei . Fondo di giallo cnpo con 
frammenti di conchiglie di bianco sporco . 
Non comune . 

a5. Lumnchella di Torino . Fondo di 
giallo bruciato con produzioni marine che af- 
fettano l'apparenza di Licheni vegetali . Rara . 

a6. Lumachella degli ^ppennini.Vondo 
bigio verdognolo con macchie nere e conchi- 
glie "bianche . Comune . 

27. Ovara Òìgia di Bolca presso Vero- 
na. Fondo bigio scuro con frammenti minu- 
tissimi di conchiglie biancastre . Rara . 

28. Schisto bianco di Bolca. presso Ve-- 
- rona . Fondo bigio chiaro con madrepora 

meandrite bianca simile al lavoro di mosaico. 
Rarissimo . 

29 Se/listo bigio di Bolca presso Vero- 
na. Fondo bigio scuro con picciolissimi nu- 
Kmali di bigio chiaro . Rarissimo .^ ,: 

.6*- KJejÈtw 33 



.84 

3o. Ovara bianca di Bolca presso Vero- 
Fondo bigio chiaro con numismali bian- 

i chi . Rarissima . 

3i. Cenerino dì Bolca presso Verona . 

•^Aggregato dì conchiglie microscopiche .- !/?a- 

'' .rissimo . 

32. Luinachella di Milano, Fondo bi- 
rifeio giallognolo con frammenti neri di Ostrica 

^omestibile . Mara . 

33. Lumachella di Liigo ne' Colli Euge- 
K/nei . Fondo di bigio chiaro , e nel resto si- 

-inile alHanlecedente . /tara . 

34- Lumachella rossa dì Verona . Fon- 
fedo di pavonazzo chiaro con frammenti di con- 
-chiglie non riconoscibili . Rara . 

35. Sanvital di Litgn . Fondo bigio ver- 
-dognolo con frammenti di conchiglie ia for- 
ma di striscie . iVott comune . 
.. 36- Castagne pietrijicate di Milano- 
Fondo rosso con encrìniti bianchi . Rartssir 
-mo . 

37. Lumachella di Calabria. Fondo bi- 
gio scuro con frammeati bianchi della Nerit 
te costata . Rara . 



85 

38. Lumachellà delle Alpi . Misto di 
giallo e pavonazzo con vene bianche , e fram- 
menti di eucriniti . Rara . 

39. Lumachellà di Milano . [Fondo di 
giallo verdognolo con frammenti di conchi- 
glie di giallo chiaro . Jìara . 

40. Lumachellà del Ticino - Fondo pa- 
vonazzo con belemiti bianche . Rara . 

41 . Sanvital sopra Costagie ne' Colli Eu- 
genei . Fondo verde tendente al giallo con 
frammenti di conchiglie in forma di strisele . 
Haro . 

42. Mosso di Casieìlelto presso Verona . 
Fondo rosso cnpo con pochi frammenti di 
conchiglie non riconoscibili . Raro . 

43. Lumachellà- di Canova . Fondo bi- 
gio chiaro con numismali bianchi . Questo 
marmo sì cava ne' Colli Eugenei , ed in Ro- 
ma chiamasi di Canova, perchè spesso se ne 
valse quell' insigne scultore nelle basi dei 
suoi monumenti come può vedersi ne' Depo^ 
siti delle Chiese di S. Pietro , e de' SS. Apo- 
stoli ■ Comune . 




86 

44* Lumachella di Frascati . Fondo 
rosso con conchiglie bianche non riconoscibi- 
li . Comune • 

45» Marmo conchigliare giallo delle Al-- 
pi . Fondo di giallo dorato con poche punie 
di echini bianchi • Rarissimo • 

46. Marmo conchigliare rosso di Roma. 
Fondo rosso cupo con frammenti di cardio ^ 
e dentali . Reuro • 

47* Lumachella di Folpicella nel Ve- 
neziano • Fondo giallo con nnmismali di al- 
tro giallo . Rara . 

48* Stellaria bianca di Verona. Fonda 
bigio con madrepore bianche • Rarissifna • 

49- Meandrite 'di Ferona • Fondo bian- 
co con madrepora tortuosa rossastra ^ Raris-^ 
sima • 

5o^ Stellaria rossa di Verona • Fondo 
bianco con madrepora rossa • Rarissima • 

5i. Broccatello di Casale nel Veronese . 
Fondo giallo con frammenti di conchiglie y 
B ^«adreportf visibile • Rarissima • 

5i« Lumachella di Ash presso Monya- 



8? 

sh in Inghilterra. Fondo bigio persichino con 
encriiiitì , e belemiti bianche . Non comune . 

53. Lnmachella di Sheldon-Moóre in In- 
ghilterra . Fondo bigio con visibilissimi ba- 
lemniti , ed encrlniti bianchì . Rarissima , 
ed una delle piìi beile lumachelle ,' eh' esi- 
stono : 

54- Persie/tino di Oncash presso Mo- 
heyash in Inghilterra . Fondo pertichino con 
"entrocali bianchi . Non comune . 

55. Lnmachella di Devonshire . Fondo 
bigio con macchie di bianco sporco, e con- 
chiglie non riconoscibili . Comune . 

5G. Stellarla nera di Milners Rale in 
Inghilterra. Fondo nero con madrepore bigie 
radiate . Bella , e rarissima m questa gran- 
dezza. 

57. Stellaria nera di Milners Rale 
presso Diswell in Inghilterra . Fondo nero' 
con madrepore bigie reticolate . Rarissima . 
Le cave di queste Inm'achelle sono ne' fon- 
di , che appartengono a Sua Eccellenza il SI- 
ioor Duca di Devonshire , che' di sua pre- 



1 




88 

« 

senearhà >€moratò Ih^coUeKróne y e ? ha arric-* 
chka di. preziosi doni i E mio dovére render- 
le questo pubblico attestato di riconoscenza • 
. ' i58« lAimacJiella dial'^Ticino^ Fondo bl- 
gia« con \aóbmia^ rcomplanatat biancatsixra y e cor- 
ni dl^'>ai9Bfliò»eHÌn^riHèivoi visibilio di ; sotto . 
Rarissima . - 

'/ 5g.:^Mfsèhio tòuiò^ di Lugo\^¥oiiAo bi- 
^o con: macqhié di Jcalce ^ carbonsita saccaroi*- 
de biancastra: 4 punte^ dii. echini ' sduri;^ ed a^ 
Ùe cónchigHefraninientabe. RaraX -C , 

60, ' iìtìmachella ' rossa di Milana: . ' Forh 
do rosso '4X)n framménti di enóinitir bianchi v 

6k. Marmo conchigliare di Monte ma- 
rio presso Roma . Fondo bigio.; con jacobee 
bianche • Comune. - 



• « 



I » ■ < • » . » 



' « , 



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j « • « • f 



Ì0Ì ^^\ 




SPECIE 



ALABASTRI . 



kiesta voce generica , di cui esparrò 
le varie specie , comprende quei marmi che 
hanno per base la calce carbonata riunita per 
concrezione . Ecco il processo della loro foi-- 
mazione . L'acqua che passa a traverso dei 
terreni calcari è ordinariamente carica di cal- 
ce carbonata . Essa stiUa dalla volta delle ca- 
verne che frequentemente incontra . Il con- 
tatto dell'aria , e l'evaporazione j che ne ri- 
sulta , fa riunire ([uesto sale pietroso in un 
picciolo tubo , che a poco a poco si accre- 
sce , e si riempie per 1' accrescimento delle 
raollecole di calce carbonata . Le concrezioni 
formate in tal modo si conoscono da Mine- 
.rologi col nome di Staiatiti ^ le quali &Q sch 



k 



3 



no suscettibili tll pulimento sì chiamano ala- 
bastri . La stess' acqua poi depositando sul 
suolo e sulle pareti della caverna la calce car- 
bonata forma de' strati , che sempre pia sì 
accrescono', e divengono massi , che forma- 
no le stalagmiti de' Mineralogi. Nel passaggio 
che fa l'acqua sulla terra' s'incontra", e si u- 
nisce con la materia colorante, che filtra in- 
sieme con la calce carbonata, dal che acca- 
de, che molti alabastri si vedono formati di 
sottilissime linee di varj colori . li tessuto de- 
gli alabastri è generalmente compatto , ma 
non di rado vi s'incontra qualche vano cagio- 
àato dalK irregolare scolo delle acque - 

$. l. ALABASTRO ANTICO. 

MARMOR ALABJSTRUM . 

Secondo le diverse cave dettero gli an- 
tichi diversi nomi agli Alabastri . Quello for- 
rdato di varj strati , e che presenta varj co- 
lori fu chiamato onyx che in greco significa' 
ufnghia f quasi che avesse una qualche somì-f 



9« 

glianza alle unghie umane . La cava di tal 
marmo fu da Teofrasto (^3) assegnata alla 
Tebaìde oggi Sayd . A questa specie appar- 
tengono gli alabastri volgarmente detti fiori- 
ti , a occhj , a nuvole , a giaccionì . Plinio 
(^4) fece menzione di un alabastro ora can- 
dido , ed ora tendente al biondo chiaro , 
e disse trovarsi presso Damasco nella Siria 
oggi Soria . Per la vicinanza poi di quella 
Provincia all'Arabia Felice si è anche chiama- 
to Arabico . A questa specie appartengono 
gli alabastri bianchi , ed i così detti cotogni- 
ni . Tutti peraltro erano in grandissima sti- 
ma presso gli antichi , ed a ragione, poiché 
niiin altro alabastro d' Europa ne uguaglia y 
né si avvicina a quelli dell' Asia , e dell' A- 
frica , che hanno costantemente un tessuto- 
compatto , una straordinaria vivacità , e va- 
rietà di colori , e sono suscettibili di bellis- 
simo pulimento . ' -'») 




9» 



VARIETÀ'. 



1 



1. Cotognino venato. Fondo di mela co-' 
togna con linea bianca che lo divide per lun- 
go . Questo è il punto di colore più stima- 
to . Rarissimo - 

2. Alabastro bianco di latte con mao- 
chla più bianca contornata con linea rossa j 
Jtarissimo . 

3. Cotognino bigio con un occhio nel 
centro contornato di molte linee di varj gra- 
di di bianchi . Rarissimo . 

4- Cotognino schietto. Tutto di un bian- 
co tendente ai biondo . Raro . 

5. Cotognino venato . Fondo giallognolo 
con molte vene candide . Rarissimo . 

6. Cotognino listato . Fondo cedrino con 
vene gialle , e qualcuna bigia . Rarissim,o . 

7. Cotognino scuro . Fondo di bianco 
tendente al verdastro con onde carnine . Di 
questa pietra è il busto di Settimio Severo 
hel Museo Capitolino . Stanza degl'Imperatori 
num. 48. Rarissimo . 



à 



•5)3 

8. Alabastro a occhj . Fondq giallo eoa 
iucchj bianchi , e vene bigie. Malissimo -, ; 

g. Cotognino a onde . Fondo dj/bianco 
rossastro con onde bigie- Di questo marmo 
è il celebre vaso che conteneva le ceneri di 
Augusto nella galleria de' candelabri del'mur 
seo Vaticano nnm. 1695. Rarissimo . 

IO. Alabastro a occhj . Fondo di giallo 
cupo con occhj bigio-rossastri , e vene bian-r 
che . Di questo marmo è un vaso nella det- 
ta gallerìa de' candelabri num. i45i> '. Jl£i~\ 
rissimo . ' , ' , 

XI. Alabastro fiorilo . Fondo bianco di 
neve con linee di un' bianco sporco. Di que- 
sta specie yè una grande, colonna niella i -can- 
mera del Gladiator moribondo iiel'MiiseQ ^a^ 
pitolino . Jiaro . 1 ...:' i'jìiI 

12. Alabastro fiorito . Fóndo. .Bigio iirioo 
linee più chiare . Raro . 

i3. Alabastro fiorito . Fondo. ;giallD> con 
molte linee bianche , e bigie . Di que-stti spCK 
eie, è la superba colonna scanalata a-ka pal- 
mi ventisette che sì ve(|e inella villa^Albani'i 
Raro . 



1 




94 

i4. Alabastro fiorito . Fondo liigio cou 
linee scure . Rarissimo . 

1 5- Alabastro fiorito . Fondo persichino 
«on linee turchiniccie . Rarissimo . 

i6. Alabastro fiorito . Fondo color di 
miele con sottilissime linee di varj gradi del- 
lo stesso colore. Plinio dice , che quest'ala- 
bastro da lui chiamato Melleo era il più sti- 
llato di tutti . Rarissimo • 

17. Alabastro fiorito . Fondo verde con 
linee biancastre. Si vedono di questo marmo 
due bellissime colonne nel palazzo Altemps. 
Rarissimo . 

18- Alabastro di Palombara, Cosi chia- 
masi volgarmente perchè trovato ne' scavi del- 
la villa Palombara . Fondo di castagna con 
linee minutissime bianche , e di molti altri 
colori T Rarissimo . 

19. Alabastro a oHice . Fondo bigio scu- 
ro con vene bianche j rosse , e cenerine . Ra- 
rissimo , 

ao. Alabastro a onice ■ Fondo bianco 
eoa linee bigie . Di questa pietra v' è un btti 



rSi5 

vaso nel palazzo della Villa Alliaai . JRait's- 
simo . 

ai. Alabastro arosa. Così chiamasi quer 
sta specie perchè le macchie hanno la form^ 
di un rosone . Il presente saggio ha il fondo 
pavonazzo contornato di bianco e di giallo;. 
Bello straordinariamente, e Harissimo . Di 
questo marmo è il sorprendente cervo gran- 
de nella gallerìa degli animali del musep 
yaticano . 

22. Alabastro a rosa . Fondo cotognino 
coQtorngto di rosso, e segna una rosa graij-, 
de . Rarissimo . 
.'./oi^t Alabastro a fosa. Fondo castagno 
contornato di color giallastro . La rosa è an-^ 
che più grande . Rarissimo . 

a4" Alabastro a rosa. Fondo giallo cu- 
po contornato di pavonazzo . Rarissimo -i . , 

25. Alabastro a rosa . Fondo biaucp 
contornato di rosso . Raro . 

26. Alabastro sardonico . Così chiama- 
si perchè somiglia alla sardonica . Questo 

metà bianco , metà aijjiatisto (l<r 
. (j a> ti . ai! 







viso (la una vena bianca , ed altra rossa . i?a- 
rissimo . Di questa specie i signori Fratelli 
Cartoni ' negoziami di oggetti ' ci' arte ' in via 
della Fontanella dì Borghese num. 35. pos- 
seggono due tavole che possono dirsi unichej 
lunghe palmi otto , larghe palmi cinque , ed 
JCTte circa mezzo palmo . 

- 37- Alabastro a gìaccìone . Tutto rosso 
Con poche vene giallastre . Rarissimo . :*!• 

28. Alabastro a giaccione . Fondo Mj^ 
gio con vene gialle . Di questo marmo è una 
tazza nella galleria de' candelabri del iftti- 
seo Vaticano num. ìGo^- Rarissimo . 

39. Alabastro a giaccione . Fondò gial- 
lo di miele con poche vene rossastre, etraiK 
slucide . Raro . , . ; > 

3o. Alabastro a nuvole . Fondo Inanco 
con Vene gialle , e rosse in -forma di tettvo-r 
le . Raro . 

3i. Alabastro a mtvole . Fondo giallo- 
gnolo venato, e tigrato di bianco . Raro . 

Sa. Alabastro a nuvolo . Fondo persia 
chino con macchie bianche contornate di rps^ 
so. Raro . 




97 

33. j4lahastro a pecorella . Volgarmenic 
■ dà questo nome a quelli alabastri che han- 
no le macchie curve regolarmente, ed in egua- 
le distanza, qua.-,! che somigHiio al piano che 
forma un gregge di pecore. Di questo sag- 
gio il fondo è giallognolo con minutissime 
macchie di rosso pallido . Raro . 

34- Alabasivo a pecorella. Fondo bianca- 
stro con minutissime macchie di un rosso di 
fuoco . Raro . 

35. Alabastro a pecorella- Foado bian- 
co con macchie pavonazze . RarS . 

3G. Alabastro a pecorella. Fondo bian- 
co con miautissirae macchie rosse in forma 
di erbarizzazìone . Rarissima . 

3^. Alabastro a pecorella. Fondo ros- 
so con macchie bianche decisamente rappre- 
sentanti un pavone - Rarissimo . 

33- Alabastro a pecorella . Fondo ros- 
so di sangue con grandi macchie bianche li- 
neate di rosso chiaro . Di questa pietra ò la 
clamide del busto di Vespasiano nella stanza 
degl'Imperatori del museo Capitolino num.ig. 
Rarissimo . 7 




J 



98 _ 

3g. Alabastro a pecorèlla . Fondo ros-y 
so di sangue con macchie meno cariche . Que-r 
sto saggio non sólo è Rarissimo y ma forse 
unico . 

4^. Alabastro a pecorella . Fondo co- 
lor di rosa con picciole macchie lineate in 
forma di onice . Rarissimo . Qaesfta è una 
delle più géiitili y è più belle specie degli ai-? 
labàstrì*/- ' -^^ •••"' " '-^^ •"' 

« 

'i §;**!• ALABASTRI if ITALIA . 

« 

, V A R I E T A\ 

- 1. Alabastro bi^ió di p^olterrW^ Minil<!« 
tissima stalatite formata di molte 4i«*eé-cne 

« • 

presentano varj gradi di bigio. Non c<mhune . 

2. Alabastro di Sestrt ■; Fondo giallo con 
onde di giallo più cupo .- M'arò . * - •* 

3. Mischio di Miz zolle . Fondo -bigio 
con vene hìmcasìre . Non comune ^ 

* 4* Alabastro di Cremona . Fondo ros- 
sastro con vene bianche . Non comune . ' 
5. Alabastro diStalas^ena presso Vero^ 






.99 
114 ♦ Fo^ìIq r^sso giallogaqlo con^ond^ pa- 

€,.■•■.6^ \4liHkaftgo di l'a^r^*?.. Saggic^ |Com- 
po$to ài iWi«4 pprssione .;., di ,;4lal)as^O( J^Jgia--i 
stro , ed altra porzione 4i.4ui9acheUar . .Non 

^ '<totQgDi^o ^<;uro di Aira]^,ia.9 m% mpnp vi- 

8. JRosso delP ^lsenaso^\n^Y^aìJ^i\\fi^o^, 
FondQ!jirb^sp(a{>n ven^ gialle . ^AK^Q \vi 

Milanese . Fondo di giallo vVerdastra. cou^]i{^ 

- j 10. G}Qsa: del pontfii 4à FfiZÌA i?^l ,y«?|8;j 
àano *■ iSimile jill' alabastro a^ giaccloQe ai^j^pt 
Raro .:. ■ :. .;•' : ,,...;;:■■ :..; ^. ".;!.; ai: J. 

1 1 . Alcibastro , ^c?^r^ - di rColhptqvdOi yi^ 
formaizione è lamellosa,, e . ^^^igoli tiiaspa- 
risce di un bel giallo doMtfp. (?^l3^lti7^^•'iM v^. 

- 12. Alqòastro biajmqydi CoUép^do^i 
La formazione è simile, a .q[u elio di sopiti^ >n)£f 

deltutto trasparente • Comune^ !* . 

' " ^ " * " '^ 



i3. Alabastro di Pisa . misto di bian- 
co , e bigio con vena gialla . Nqìi comune . 

i4' Mabastro di Perugia. Fondo bigio 
rossastro con linee bianche , ed onde rossa- 
stre.. Non comune. 

i5. jélaòastro di Siena. Fondo paloni— 
bino con occhj bianchi . JVon comune . 

16. ydlibastro di Pierosora presso Fa- 
briano . Colore di un biondo dorato , e tra- 
sparente . Haro . 

17. Mabastro di Camerino. Fondo ài 
bigio rossastro con macchie a nuvole più 
chiare. JVon comune . 

18. Alabastro bianco d'urte presso Vi- 
terbo . Color biondo chiarissimo , e traspa- 
rente . Questa , e le seguenti due specie pii\ 
delle altre somigliano agli alabastri antichi per 
la vivacità , e la bellezza . Baro . 

19. Alabastro dorato (POrte. Bellissima 
Ipecie del colore simile all'oro , e trasparen- 
te . Nel museo Vaticano v'è una corazza nel- 
la galleria degli animali , ed un vaso nella 
galleria de' candelabri, distinto colnum.i4H5, 
Jiarissimo , 



A 



ao. Alabastro eburneo d* Orto . Pietra 
slmilissima all' avorio per il candore , per 
qualche leggiera venatura , e per la traspa- 
renza ne' spigoli. Sebbene poi fia estremamen- 
te compatto si divide in linee sottilissime . 
Rarissimo . 

ai. Alabastro di Montauto sul confine 
Toscano . Nel colore assomiglia alla sardoni- 
ca scura con grandi onde. Se ne vedono ot- 
to colonne nel gabinetto del museo vatica- 
no . iVon comune * 

22. Altro della stessa cava più. listato , 
e più chiaro . Meno comune . 

23. Altro come sopra metà cliiaro , e 
metà scuro . Baro . 

24- Altro come sopra tendente al bigio 
con vene simili alla tartaruca . Harissimo . 

25. Altro come sopra tendente al giallo 
verdognolo con linee minutissime , Maro . 

36. Alabastro di Busca in Piemonte di 
color castagno lineato, ed ondato, di bianco. 
Rarissimo . 

27. Altro dello stesso luogo di colore 




à 



Tos^o teadehte al giallo con otidè sardoniche- 
Rarissimo « • ' ^ • : 

2S. ]^laiastro i^ Brescia .F^ào scwcp 
con' liste -bigie : Cà^une . - r/ i 

29- Alaba^o di Napoli è Fondò rtosso 
con vene bianche • Non comune j ' 

3o^ Alabastro di To trita .Tonàó sar- 
donico con Vene bianche rossastre i 'Non co- 
mune - 

3i- Alabastro di Sarzana . Higatò di 
bianco , e rosso • Comune. 

32. Alabastro di Trento * Fondo di gial- 
lo cupo con linee più chiare * Comune • 

' 33^ Alabastro di Val Pantano nel Ve- 
ronese . Misto di bianco , e rosso con qual- 
che frammento di conchiglie. Non comune^ 

34- Alabastro di S. Felicita . Lineato 
di rosso 9 e bianéo sporco . Non comune . 

35. Alabastro di Milafio \ Listato di 
rosso 9 e giallo ^ Raro * 

36. Alabastro di Collepardo ' . Tutto 
bianco trasparente . Comune . 

37. Alabastro di Monte Alcinoo in To- 



\o3 

sdanà . Tutto rosso pallido ^ e trasparente . 
Haro . 

38. Alabastro di Cis^itas^ecchia . Misto' 
di bigio peraichiao ^ e bianco . Yi ,scmo quat- 
tro colónne nella galleria de' candelabri del 

museo vaticano i. Comune - 

■ ■ , ■ * • .".•-■' ■ ' 

39é' ^Alabastro di ^shfor^ ì^ Inghilterra. 
Fonda nero con listtì poco pi^j chiare . jRa- 
rissimó 4 

4o.. Altro di fondò nero cori onde di 
bigio cupo . Rarissimo • 

4^* Alabastro di Sabina . Tutto bian- 
co non trasparente -. Raro . 

42* Alabastro di Pool Hole presso Bu- 
xton in Inghilterra é Stallatite bruna unita a 
calce carbonata ^ ed a piombo. Raro. 

43- Alabastro di Middleton presso Wi- 
stswortt in Inghilterra. Stallatiti te bianchis- 
sima unita a calceì carbonata magnesifera . 
Marò j 



. j. 



r • 

f * 



S P È C I E IL 



r . 



TARTARI . 

^ ■ • « ■ * 

Dello stesso principio degli alabastri 9 
'ma non con lo stesso processo sono forma?é 
i tartari . Essi non sono che un deposito di 
calce carbonata j di cui si è spogliata Pàcqua^ 
ma invece di essere formati per stilKcidio ri- 
conoscono la loro origine dalla precipitazio- 
ne della calce carbonata che si fa dai spruz- 
zi delP acqua, ed è perciò che i tartari si 
trovano presso le grandi fonti , e molto più 
presso le cadute de' fiumi. Uacquache cade 
dalPalto , e che con impeto si frange sulle 
róccie risale a guisa di fluido aeriforme, e 
tornando a depositarsi foi^ma i tartari . Chi 
non ha veduto, che la celebre grotta di Net- 
tuno di Tivoli , ove cade P Aniene , è circon- 
dato da grandi massi di tartari ? Lo stes- 
so si osserva intorno alla caduta del Velino 
presso Terni . Dai bagni di S. Filippo pres- 
so Ricorsi in Toscana si hanno esattissimi 
bassorilievi naturali , se per quattro mesi si 



io5 

presenti una forma incavata alli spruzzi (li 
quelle acque . I tartari sebbene inferiori agli 
alabastri , e per la poca varietà , e vivacitìi 
delle tinte , e particolarmente per la man- 
canza della translucidità pure ve n'ha alcuni 
che presentano molta compattezaa , e pren- 
dono un bel pulimento . 

^^r V A R I E T A^ 

I^HU 1 . Tartaro di Tivoli - Fondo color ca- 
stagno con liste biancastre sulle quali passa- 
no molte picciole e curvate linee in forma di 
punte di achi ^ Comune . 

a. Miro dello stesso luogo. Fondo di co- 
lor persicliino con molle liste nere . Ra- 
rissimo . 

3. Altro dello stesso luogo . Fondo co- 
lor legno chiaro con Uste rossastre . Comune. 

4. Altro dello stesso luogo . Fondo di 
bianco giallognolo con molte e strettissime li- 
ste più chiare . Raro . 

5- Altro dello stesso luogo . Fondo di 
color persichino chiaro con poche , e curve 
linee scure - Non comune . 




io6 

^^ì Tartara di .Terni ^ Fomlo: di casta-^ 
gnp scaròiicba onde di i colore, piq. carico . 
Noìt i comune 4 

- 1 t.y. i^ltm^^ della. stésso luogo • Foiido di 
^allò> hiàiicastra JÌQritx)^! coDL linee fidare spes-*' 
se y <p cnrve\'-» Comune .: ^ j . i u^ 

8. ^/«ra dello stesso luogo y. Fondo . di 
persichiiio chiaro molto fiorito ^ e venato con; 
qualche lineai più scura . Comune - 
~ ' gdu^ltfb dello^stesso luogo. Fòrtdoi bian* 
oastrq con; nuvole di castagno scuro ^ C7o«^ 
Aiun&^' ^ ni '. 

10. Altro dello, stesso luogo ^ . Fondtf 
'bianeasbo con linee tortuose j e sfumate si* 
-milì ai nastri • Rarissimo w 

1 1 - Tartaro de' bagni di S. Filippo . Tut-^ 
•io bianco 9 ed è quello su cui si formano i 
bassorilievi'. Comune ^ 

"^i^. Altro dello stesso luogo - Tutto bian^ 
éò con alabastro in forma di stalatite. Raro^ 






■^^■^^ 107 

^fc SEZIONE y. 

^^P BR EC CIE . 

f^B Si chiamano breccie que' marmi forma- 
ti da molti frammenti di altri marmi o di 
Tin solo colore , o di colori diversi , e riu- 
niti (la un cemento calcare . La forma dei 
frammenti è generalmente angolosa a diffe- 
renza dei cosi detti padinghi, che sono com- 
posti di frammenti rotondi , come si vedrà 
qnaudo caderà in acconcio di parlare di essi . 
Brard (^6) . La maggiore , o minore gran- 
dezza de' frammenti fa cambiare i nomi alle 
breccie tanto presso i scarpellini, quanto pres- 
so i mineralogi : quelle pertanto che sono 
composte di grossi frammenti si chiamano 
breccie grandi , e minute si chiamano quelle 
composte di frammenti piccioli ; diminuendo 
il volume dtì'frammenti , e crescendo la lo- 
ro spessezza chiamansl scmisanti j pisoliti y 
oliti . 



to8 

$•1. BRECCIA ANTICHE - 
MJJRMOR SCYRWM , ET UIERAPOLITlCtfM é 

Sebbene molte siano le breccié s^tichd 
cbe si trovano nìe' jscavi di Romd ^ e «dello 
quali altrò.ye non sono mai conij^arse le^mì^ 
niere ^ ciononostante i scrittori non baaiiQ 
indicato eoo precisione che due sole varie-?» 
tk, come fra poco osserveremo . Strabone (77) 
peraltro dice che i luoghi pubblici , 6 privai 
ti di Roma sono ornati disile belle ^ e varia-^ 
4e pietre di Sciro ^ e di Aleppo 9 cosi che 
iuvedi colonne e tus^ole di s^arj marmi in 
un solo marmo riuniti « Meglio di cosi non 
poteva designarsi il carattere delle breccie 9 
«ond^ è luogo a credere che la maggior parta 
di tali marmi $i cavasse dalP isola di Sciro 
nelP Arcipelago , e dal Territorio di Aleppo 
•nella Soria . 

V A R I E T A^ 

■ j 
1- Rosso brecciato ^ Marmor Lydium • 
Il fondo di questo marmo è di un rosso vi- 



vace , e non presenta mai alcuna Teóa j o li-* 
nea di nero ,per cui si tiene deltutto di- 
verso dal marmo rosso antico . Ciò che più.. 
Io distingue , e lo fa riconoscere per un» 
breccia sono molti frammenti di marmo bian- 
co livido talvolta di mediocre grandezza , e 
spesso pìcciolissimi , ai quali il fondo rosso 
serve di cemento . Io credo che questo sia 
il marmo Lìdio, poiché Paolo Sllenziaro (78)k 
fecendo menzione di tal marmo dice esser© 
un miscuglio di rosso , e di bianco pallido , 
lo che combina perfettameule col rosso brec- 
ciato . Rarissimo . 

2. Broccatello antico . Marmar Sc/ùston* 
volgarmente questo marmo non si anuovera 
fra le breccie , ma Bronguiart (79) dice che 
il Broccatello è una breccia a piccioli fram- 
menti , che il suo colore generalmente è gial- 
lo dorato , che talvolta presenta macchie ' ài 
un giallo più scuro , ed altre di color vio- 
letto , e che si trova presso Tortosa nella 
Catalogna . I scarpelliiii chiamano Orientale 
t broccatello tutto giallo , e di Spagna quel- 




lo' che al giallo ha misto il violetto , ma e-/ 

eli è certo , che sebbène si ■ trovi ne'i scavii 

di Roma , lo che mostra che gli antichi na- 

fecero uso , ciononostante le miniere noni 

iuroao che nella Spagna . Dioscoride (Qojf. 

i che ne fa menzione dice , che il marmò Stìhii-i 

' sto nasce nella Spagna , ed iiguaglià la na-". 

t tura dello zafferano . 11 presente saggio ha^it 

I fondo pavonazzo cupo con molte breccle dii 

giallo dorato , ed alcune vene di calce car-^ 

f tonata saccaroide . Maro . 

3- ^Itro broccatello con poco pavonazzd 
\ giallo più languido , e qualche conchiglia • 

Raro . 

4- /tltro broccatello tutto pavonazzo co» 
I poche breccic di un giallo di .cedro j e mol- 
I te conchiglie . Raro . . . \ 

5. ^Itro broccatello di fondo pavonaEza 
Schiaro tendente al persichino con breccìé dì 

giallo canario . Jiaro . 

6. Breccia di Aleppo. Bomare(8i) così la 
chiama , e la descrive quale sì presenta nel 
saggio , di cui si tratta . Esso si esprime. n€| 



seguenti termini . La òreccia ili jilemo è 
itff misto di pezzetti o 6igì , Oi ifDss/.gJMii.Pt 
bruni , o nericci ma in cui domina il ìsìiìIIq: 
Io noQ so d'onde Bomare abljìa goji c^f^ezza 
tratto la provenienza di questa bre;ccia '^ jj^a^ 
non dovrebbe ingannarsi nel crederla^.di A- 
leppo j poiché abbiamo gii Qssevv?.'<0 3i<fbe il 
territorio di quelle Città era fei'tUfiijlii/jrpo- 
cie . In Roma di questo marmo vi, ppno, due 
colonne nell' altare a sinistra demt'lilgsa dì 
S. Clemente, ed un roccliio rtelUi.g»iUefÀa.de* 
candelabri del museo vaticano, uwm. i5,7^t 
Rarissimo . ,v\ .', : 

7. Breccia traccagnina .■k'^v^^tf\;])fcf^^ 
eie si dà questo curioso nome p,etKfi\!è.^ei>i 
do formate di frammenti molto, vM^itijVirie' co- 
lori hanno qualche somiglianza co)i f^L^^to.jdel-f 
la maschera del tiaccagniiio 4 in (HJestpJ;t^a8T 
gio fra il persichino , il bigio , p^ ,Ìli jM^incp 
campeggia il nero. Rarissima^-,- \ ly.-u,- ., 

8. Breccia traccagnina. Unione .4i)brec- 
cie rosse in varj gradi di colori ^ pwcUe biau^ 
elle , ed alcune verdastre. Ram 




tl2 

g. Breccia traccagnina composta di pio- 
ciolissìmì frammenti bianchi , rossi , e bigi 
Mara . \ 

1 o. Breccia traccagnina . Fondo biancoi j 
con frammenti dì rosso chiaro, gialli, e bi— " 
gì . Hara . ' ' 

11. Brealcìa traccagnina . Fondo per— * 
'• sìchtno chiaro con macchie bigie teadentì al ' 
giallognolo . Mara . 

T2. Breccia traccagnina . Fondo cene- ' 
rino con macchie nerastre di varj gradi di 
tinta . Bara . 

i3. Breccia traccagnina. Fondo color 
-di mattone con frammenti rossi , bigi , e ne* 
rastri . Rarissima . ■ i 

1 4« Breccia traccagnina. Fondo di gial- I 
lo dorato con frammenti bianclii , rossi , e 
cerulei . Di questa specie v' è una mezzana 
colonna nella camera del Gladìator moribondo 
del museo capitolino . Rarissima . 

1 5- Breccia traccagnina . Misto dì frara- ; 
menti rossi , bigi , e gialli di varj gradi . | 
Forse è la ptù bella della specie delle i 



^i3 
ca^niq I ,^c, 'étià.- ess^ridoimi -m! Rchnà : >ritrai< e\ 

«empio pbò dirst' (trrHW77à'*^n<dr£//>2Ìfflr«Sci;.- . 
iG. Breccia corallina . Vtmdò rosso.- si-*- 
ralle al corallo con molte e pìcciole maccliic 
biaocIie.V'è una bella eolooDa iicH'alLir-mag- 
gìwe : (Iella Chiesa' di S. Pi'isea . Rarissinai *. 
- ■ ìjl- 'Breccia (h Sede Basi . .Qweslo imsr— 
mo per i^i prima lifolcaftì; trovnto ndla vìHi 
(li Settimio Baisso d' oÉKle tolse il nóme , cW 
il volgo ha (a>rrotlo ..li fonda ìt payooa?^9 
con micclite rosse, c.ilitafielitr . 1 fìraniéieoti 
oblungati gli danno un Ciiraltcrei disUoiivo. . 
V'' è Tii>' Ijcllrssimo roccliio di cotoOna .nella 
camera del GUdtator >aòrilioudò nel laaseo 
capi ioli no . Rarissima , i 

' iSu Jìreeàia eìt Sette Basi Jìarita.^ Del- 
la specie sitaiLe alla aad^tta^ m» iiot'tlit (U nq 



pavonazzo più ci 
nO'^- Rarissima - 


iaro che passa ai pcrsichiV 


" f- , ' ■ " ■ r " 






19.: Breccùt 


pavdna^za - Misto Ai ■ 


t^rj 


grad 


di pavunazzo , di p^sorpceo^l^M 


^.*3S- 


£eHo 


. ■ Hiirissìma 


'- . -.:■: ■• ' ■/. _ -A .: :. 






ao, Brosci^t 


'ree^ ,:.iE'»»d(%].:^9a$(f 


*s* 






. svmii.tnuft.''. 9ÌD5Ìui»b 

i 



ii6' 

32. Breccia persichina . Fondo pavonaz- , 
SK) ciliare che tende al persichino con pie-* , 
ciole macchie candide. Nella Chiesa dì S. An-i* | 
tonio de* Portoghesi v'è un' urna sotto l'ulti- > 
mo altare a sinistra. Rarissima. ' ' i 

33. Breccia della villa Adriana . NelF' 
insienjeè scura, ma si tiene per la più bel- 

' la treccia che siasi mai vednta perchè pre-' 
senta il bianco ,' il hero , il gìaHo'i il 1"08-' 
so , il verde , il turchino, il pavonazzo , 
ed i rispettivi gradi di tanti colori . Chia- 
masi della villa Adriana perchè fu trovata ne* ' 
scavi 'di quel solo luogo . In Roma non si ve-* 
dono che quattro prcciole lastmccie nella se- 

\ fonda' Cappella a sinistra della Chiesa di S» 

' Andrea ddift 'Valle 1 Rarissima . 






I. > BRECCIE D' ITALIA . 



J*./^,' 



iMili- ;-,ÌiJl 



■' 'iV*bóUte"ààke(i di MbnteBrfdò htìl'VHi 
[ >bnesff . Volgamie'nte'si crede, che l'oolite 
sia un aggregato di uovi dì peece pietrìiicàttf 



i 



117 
ed infatti è formata di parti ritonde ^ e non 
maggiori di detti uovi j ma tutti i niinera- 
logi convengono che sia un tufo composLo.di 
globetti ritondi insieme aggregati della gros- 
sezza di un grano di semenza di papavero , 
e ciascun globetto è diviso in altri granelli- 
ni . Vedasi Brocliant (82) Rara. 

2. Oolite bianca e gialla di Monte Bal- 
do . Nel solo colore diversifica dall' autece- 
deate . Rara . 

; 3' Oolite bigia di Brescia . Questo sag- 
gio contiene alcune concliiglie pietrificato . 
Rarissima. ■ 

4- B^GCcia di Bologna . Fondo pavo- 
nazzo con macchie bianche j bigie , rosse , e 
di un bel giallo cupo fiorito. Rarissima. 

S. Seme santo , di Ancona. Fondo rosso 
con minutiasimi frammenti bianchi , e bigi 
che passano al verdastro ,. Rara . 

G. Breccia di Terni . Aggregato di pic- 
cioli frammenti color eli noce in varj gradi, 
alcuni bianchi, ed altri di un giallo paglia . 



A 



■ii8 

7. Mandolato dì Luhiara ne' Colli Eu- 
ganei . Misto di pavonazzo bianco , e giallo. 
' Comune . 

8- Corallina di Carrara. Fondo rosso 
\ ■ camino con frammenti biancastri . Non co- 
'fnune , 

9. Poniorol di S. Giorgio nel Verone- 
l*se . Fondo color di rosa con macchie di gial- 

~lo canario. Non comune . 

10. Breccia degli Appennini - Fondo 
l 'pavonazzo chiaro con frammenti bianco-gial- 

gnoli . Bara . 

11. Breccia di Saravezza . Fondo pa- 
L'Yonazzo cnpo" con frammenti bigi , e qual- 
l'cuno rosso. Si trova usata dagli antichi. 

linra . 

'^ in. Brentoncga di Dolce nel Veronese. 
Fohdo di color di rosa con macchie più chia- 
re , e minute , ed altre gialle ptcciolissime. 
'Questa è la breccia più gentile che siasi ve- 
.-•duta . Rarissima . 

j> ' . i3. Breccia di Verona. Fondo rossi- 
no chiarissimo , e frammenti di rosso poco 
più carico . Rarissima . 



i'9 

l4' Breccia di Canneto in Toscana . 
Fondo pavonazzo con molte e pìcciole mac- 
chie cenerine . Rarissima . 

i5. Semesanto di Milano . Fondo bian- 
co con picciolissimi punti rossi . Raro . 

iG. Broccatello di Toscana . Fondo pa- 
vonazzo con frammenti persichini Raro . 

17. Breccia di Brescia . Fondo persi- 
chino pallido con frammenti di bianco spor- 
co , Non comune - 

18. Breccia rossa di Trapani. Fondo 
rossa cupo con macchie di rosso più chiaro. 
Rara . 

ig< Corallina di Pisa . Fondo pavo- 
nazzo quasi tutto coperto di frammenti bian- 
chi - Non comune - 

ao. Breccia del lago di Conio , Fondo 
bigio scuro con frammenti di bigio chiaro . 
Non comune . 

2 1 . Breccia di Mastro Simone . Fonda 
rosso cupo con frammenti di rosso chiaro . 
Ha tolto il nome da ;un Simone scai-pellino 
che il primo l'usò in Roma.. Cavasi nel Ter- 




-ritorìo ili S- Angelo In Capoccia presso Ti- 
-Toli . Quattro grandi colonne si vedono sul 
primo Altare a sinistra nella- Chiesa tli S. 
- AotJiea (iella ■ Valle . Ccmmie . 

as. Broccatello di Maraii nel Veronese. 
■ Fpml» rosso cupo oon macchie rossastre àxi^- 
re - CojÀKfte'I"-' , '.'i.'j.' ^^ .,■>■....■■ 
'■ ' a3. R&kso^ dt Jidèor^xiéi'VQroites^i Fon- 
ilo rosso ài :éas»igna : iCoD frammenii 4i< rosso 
più chiaro . Comiuie. ■ i , ■ . . > 

' ^^.- BroccnUlh di TbMe nelVerdnese - 
-Fondo rtffiso con frammenti di posso che ten- 
de al giallastro . Comime . ■ ■■\.;\. 
a5. Breccia tU Siena . Fondo'bigÌD con 
-macchie- di. bianco sporco . A^nn cftmunerj'n . 

26. Breccia del la^ di Garda. Fondo 

persidìino \coà fivimnienti bianco-rossastri , e 

liste gialle . JSott comune^ ■'^^'■"^ h - ""u i 

37. Giallo di S. ^mòrogioi Foado ^sì^ 

lo brecciato di btancbr. 3Von- comune . 

^S. Breccia di Bmansb . nei Milanese - 
Fondo I>igio chiaro con irammenti più. soiir 
ri , ,ed alcuni biaiiclu'i £arat . » . 



131 

'hiif^-Breccià delia- Oaetta sul lagodi Co- 
mo . Fondo rosso chiaro con picciole mac- 
chie bigie , e bianche . Non comune . 

3o. Breccia di Lugano . Fondo bigio 
scaro con frammenti di bianco sporco , e 
gialli . Hara . 

3i. Breccia del Giannicoio in Itoma . 
Fondo bianco sporco con frammenti ondi— 
di . Non comune . 

. Sa. ^Itra con fondo di bigio chiafo , e 
frammenti di bigio scuro . Non comune • 

33i. Altra con fondo di bigio chiaro , e 
frammenti tendenti al giallo canario . JRara. 

34. Misc/iio di Casale nel Veronese . 
Ftmdo. persichino con frammenti biatitlii . 
Hara . 

. 35. Breccia di Cango nel Milanese. Fon- 
do rosso chiarocon frammenti anche piiì k^ìa- 
lì ^< Mara , l . . 

36. Breccia di Alarsi glia volgarmente 
delta Brne di Francia. Fondo pavonazEo scu- 
ro con fi-aanmentì rossi. Non comune . 

37. Pomarolo di Serme nei ■Yeronwe . 



1 



I 



Fondo rosso di sangue coni frammenti bian- 
laslri . Non comune . 

33- broccatello di Milano . Fondo pa- 
ironazzo con macchie biancastre che passano 
al giallo . Jiaro . 

3g. Breccia de' Colli Euganei . Fondo 
rosso chiaro eoa frammenti bianchi . Non co- 
mune - 

4o. Breccia di Pavia . Fondo rosso , e 
Ijigio, con frammenti biancastri , e giallogno- 
[ li . Hara . 

,4*^ Breccia di Cori presso Roma. Fon- 
[■ do rosso con frammenti di bianco sporco . 
j Comune . 

^1. Broccatello di Giorgie nel Verone- 
. Fondo rosso di sangue con frammentili-* 
\ stati di rosso piii chiaro . Non comune . 

43' Broccatello di MaUesine sul lago di 
; Garda. Fondo pavonazzo chiaro con frammen- 
' ti persichini . Raro . 

44- Rosso di Grexzana nel Veronese . 
[ Fondo rosso chiaro con frammenti listati dì 
f ios«p scuro . Non comune . 



ìi3 

4^' Srcccia del Lago di Garda . Fon- 
^o rosso chiaro con frammenti perslcbiui . 
Comune . 

'' ' ' 46- Breccia di ThoTi . Fondo nero cu- 
po con frammenti bigi , e bianchi . Hara . 
"' 47- Braccia degli Appennini . Foodo 
■éamagione con frammenti biancbì. Comune- 

48. Altra . Fondo persichino con fram- 
lÉJenti bianchi . Comune . 
*■ 49- Altra . Fondo rosso tendente al p;i- 
Vonazzo con punti bianchi . Comune . 
~ 5o. Breccia di Ponte Salaro presso Ro- 
ma . Fondo bigio tendente al persichino con 
frammenti più chiari , e qualche concliiglia. 
Rara . 

5i. Altra. Fondo bigio con piccioli fram- 
menti di varj bianchi . Non comune . 

Si. Breccia di Monsumano in Toscana. 
Fondo pavonazzo chiaro con frammenti pev- 
sichini . Rara . 

53. Breccia di Taormina . Foiulo pa- 
vonazzo con frammenti di verdi e gialli ten- 
f^f^ntl al hvonzo' Rarissima. 



n4 

j.,, -54^ JSreecìfidi Vìgiù nel Milanese . Fon- 
do big^o verdastro con frannacnti dì bigio 
chiaro macchiati di rosso . Rarissima . . 

55. Breccia di Prato t Fondo bigio con 
frammenti biancastri, e neii . Rarissima, 
, I 56. Breccia di Seravezza . Fondo pa- 
Yonazzo scuro con frammenti verdi ^ bianchi, 
e, color di castagna- lìarissima. 

57. Mtra . Fondo marignano con frana- 
nienti bianchi , rossi , e color di rosa . Ra- 
rissima. ,,,..,' ( 

- 58- Allra . Fondo marignano con fram- 
menti bianchi , persichioi .,, e color di pfl^- 
gpa . Rarissima . r.] ■.. .:, ;iiiii il 

59- Breccia di ì^al di Radi in Toscfr- 
pa.. Fondo color di le^o spiiro con fram- 
menti più chiari , ed altri gialli . Rarissima. 
, 60. Breccia traccagnina di Vilidano nel 
R(egfio di JJiapcJiijFpndc^^a^ignanp, con ̣an^ 
menti bigi , rossi , nerastri , e.^iailì . Raris- 
sima . I , „ . . > , 

. 61. freccia traccagTfÌ/ia ,dvl 3Ionte Gar- 
gano nel Regno di Napoli ij^Fcuido I)igio con 
frammenti gialli, nei'i, e perslcliìui. Rara. 



' ' ' 'oi.' Bréccia traccagnìnfi dèlia Giàzza 
nel ' Téirbnese misto di frammenti' 'blatìchi'y' 
rossi , bigi , e gialli . Rara. • -■ ■■■^«■^ 

63. Breccia di Torino . Fon{,■lò"pa^'òhaz- 
zo cori frammeoti 'verdi lineati di bianco".'^ 
Rarissima . - '■'''* 

64- Breccia di C/ierardescà in Tosca- 
na . Fondò pavohazzo scaro cbafràfiimenti piìl" 
ctóaH*, e persichini\; Rara .'Vìm-V' ■' ■; 

65. Breccia' tÌ0 Pi str)jà .JPdhdó gialla"-'» 
stròn 6dn framnietìtì 'bigi . Nòte' tìbrìiiine '. 

6tì.' Breccia- di 'Casate nel 'Vefónesw'J» 
Fóndo nero con frài*toièntì bigi'-yi'^ qU^lche 
puntò'bianco i \RariSsiiiia'. '' '-Jf'''3'-"';ii "i 
■ ' e^i Br&ccid -di iSertW'^titìf^- VerdJtese . 
Fondò pavònirezò' con'^framhlbi!iU''bi'anchstfI'^ 
e camini . Rara . ■ ■»- ^"'^J 

68. Breccia degl'i /tp^ermii^.^on^Q \ev- 
de ^punteggiata di'giallb". Wh/Vì-MÌo-'. " ' "/ 

6g. Breccia di Sarzana. Fondo rossa- 
stro con macchie bianche , bigie , e cami- 
no . Rara . 

70. ^ìtra con fondo pavonazzo scuro con 
macchie di varj bianchi , e bigi . Rara » 




1 



71. Manftolato di Torri sul lago dì Gar- 
da - Fondo caroiao con frammenti biauchi.. , 
Comune . 

72. Gialletto di Grezona nel Veronese . 
Fondo giallo chiaro maccliiato dì giallo più. 
chiaro . Comune . 

73. Breccia di Napoli . Fondo bì^o 
inacciiiAto di bianco, e nevo ,. Comune:- , ., 

74- Breccia , di , Carrara . Fondo I^iaor^, 
co toacchiato di nero. Comune. 

75. Breccifi de^U j4ppennini. Fondo car-; 
nino macchiato di bianco « Comune . 

76. Breccia di Milano. Voaào rossp ^tj^-j 
To macchiato di rosso chiaro. Comune, „^,,.. 

77. Marrone di festina nel Mi[aa,ese. 
Fondo rosso macchiato di bianco ross^sjtro.; 
Comune . 

78. Rosso di Mizzolc . Fondo rosso cu- 
po macchiato di rosso giallognolo . Com,nru;^ 



i 



,'*j«el*=^.iBa*i 



..tf». S E Z I O N E Vi. 

MARMI ARGILLOSI . ^'" ' '"''''' '•''* 

-Questo fossile chiamasi ancora JìtoiiuFT^ 

ga , ed è uà miscuglio di calce', éàvbpna— 
ta , ed argilla. Toccandola con la lingua vi 
sì attacca, ed alitandola manifesta, un odore 
tèrreo . È molto compatta , e perciò prende 
im bel pulimento . Neil' indurirsi -iaailmeate 
si screpola , ed allora le fenditure \s'ano riem- 
pite da una filtrazione ferraginosa i^ .quale sen- 
za ordine si unisce alla pietra , e -rappreseula 
figure di corpi organizzati , e somiglianti a 
cose naturali. Se imita erboraziiioni di albe-» 
ri o piante chiaiadiSiDendrile , ié ,ìoxiti' roc- 
eie, scogli', castelli /chiamasi ^tójwijforme,, se 
poi è unicolore , o venata senza rappresen- 
tare alcnu'oggetto chiamasi argilla vomirne . 
Questa pietra sembra che sia formata per se- 
condare i giuochi della natura "iV-. i 

§. 1. ARG LLE COMUNI. ,' 

Persie/tino di ^omeg/aUff-iel' Vero- 
nese . Verde di pomo . Comune - . jumnoO 




d 



.s8 

2. Giallo <di Ptgozo nfcl VerMiese. Ver- 
de chiaro che tende al giallognolo . Comune. 

3. JMannorato di Osirno - Fondo bigio 
[ diiarissimoi con macchie persichine . /^aro. 

4- Palomhino di Cesena . Bigio ■ eh© parr- 
ai yerdc giallastro. Comune. _ . 
5. frenato ai Tiv'oli . Fondo persichino. 
f «fciaro CfiO vene di calce carbonata saccaroì-i 
[ de. Comicna . 

6.' jélli'O con fondo bianco , e vene come 
[ alPaniecedente . Comune..' 

7- Corso della rìsola, di \S. Ambrogior, 
nel Veronese. Fondo hìaaco con «juaEeheiU^ 
ne» rossastra . Non conàtftè . - ;:u.-.ii i, .« 
8. j4rgiila di Firenze . Colwe t bjancoi 
sporco eoa qualche dendrite > e maicclùa cuit 
nìiorme . Comrme . n- n •. ! 

9- Ar-gilla di Civitaveechia - Tutta bi-( 

già scara . Conmne . : i 

IO. jdrgilla di Temi macchiata di va— 

t\ verdi molto compatta , e ({uasx dura . 

Rctra . ■ 

li. Verde tU Fìrcniie i simile all'oliva - 



É 



^Pr 12- y^ttrn più chiaro simile al pomo . 

^T^omune .-. ■ i , i, ,. . 

i3. yérgilla antica di un bellis^mp ver-, 

de -d'erba , trovata nella . villa -di Giceronie so- 

pra^ l^rascati . Rarissifna - -, - i . j '\ 

1 4- Palomi/iiio venato . ■ Fqntlo i candido- 

vewato «li bianco spoeca .' Raro , ■ ;.■ 

'. i5. jirgilla di \ l^ivoii ]• Ffxido bigio con 
picciole macchie jDÌa^iiC^ ^/^.pore^qae 4i- si? 
lice . Comune .,_,-}', i . ■, . 

16. Diaspro 4el ,F^«iterriijp.. ^y^tto co- 
lor di cioccolata:, Raro.. ./n , |.;, , , •. 

17. Manclolato di f{crona . Fpndpper- 
slchioQ. cluaro eoa veae,'^d onde, .biacche . 
Rarissimo . ,. ^ , ;,.,„'.i . nmzMoT ni 

con poca eiboi-izzazioue nera . Comune. .^y,-^ 
, f 2.' R<}'sso.di.FiUignff,,\ ^lontl^/rossf», chia- 
ro con fioccai di .erbe- a.ei*i ■, Ra^ìssimp,. ;' 

3. Giallo diNapoli. Ondato dirV-ir] gial- 
li con (ìvhQn:Liaiù\£ìì^^^.~^&\^;^^t!ì,^fiuro. 
' .1 ^11 ■i.':i-,-\indj;f ftjij ù:*iiLÌd 



1 



i 



i3o' 

4. Giallo di Mizzolle . Fondo di giallo 
canario coperto di erborizzaicione a guisa di 

^ musco . Raro . 

5. Broccatello di Sentro nel Veronese . 
[ Fondo rosso chiaro con breccia carnine con- 
\ tornate di erborizzazione . Raro - 

6. Pietra felce delV Elba . Fondo per- 
' iichino coperta di frondi simili alla felce . 

Straordinariamente bella , e rara . Forse è 
L stata formata dall' impronta di quest'erba . 
y. Breccia d^Amo. Fondo giallo cana- 
[ rio con varie erborizzazioni e molli alberi 
[ fimilissìmi al pioppo . Raro . 

8. Alberese del Ponte a Rignano nel- 
la Toscana . Fondo giallo canario con albe- 
ri alti simili all'abete . Rarissimo . 

g. Breccia di Modena . Fondo candi- 
*do coperto di rami simili all'ellera . Raris- 
sima . 

10. Altra di bianco che tende al giallo 
di -paglia con erba similìssìma al musco . 
Rarissima . 

1 !. Calcare compatta di Pisa • Fondo 
bianco eoa erborizzazione nera . Rara . 



A 




§. III. RUINIFORMI . 

Paesina di Civitavecchia '. Fondo 
irde scuro tendente al giallo con vene che 
imitano le roccie . Comune . 

2. Paesina di Firenze . Fondo celeste 
con vene giallastre simili ai scogli del ma- 
re - Rara . 

3. ^Itra de' stessi colori rappresentante 
montagne . Rara . 

4* ■^ii''^^ rappresentante un castello so- 
pra un lago . Bellissima , e rarissima . 

5. Altra di collor giallognolo scuro rap- 
presentante mine . Bellissima e rara. 

H^ §. IV. VARIOFORMl . 

1. Paesina di Civ^itavecdiia . Fondo 
verde tendente al giallo scuro con molte stri- 
sele rosse , e biancastre che imitano F oriz- 
zonte . Rarissima . 

1. Paesina di Civitavecchia ' Fondo ce- 
leste con vene verdi , e dì varj gialli rap- 
presentanti onde del mare . Rarissima. 
9* 



k 



3. JRosso di Siracusa . Zoomorfo rap- 
presentante una lepre , un orso , ed una te- 
sta che sotto tre diversi punti dì vista di- 
pinge un delfino , un cane , un montone . 
Rarissima . 

4- Tigrato di Trapani . Fondo rosso 
con molte , picciole , e regolari macchie bian- 
che quali sembrano semi di cedro . Raris- 
simo ■* ••'• '1 

5- Pietra topografica di Taormina. Fon* 
do rosso con vene gialle che segnano la to- 
pografia di nna Città. Nel gabinetto di pietre 

rin via della Fontanella di Borghese nnm. Q5. 
è vendibile un tripode di questa bellissima, 
e rarissima pietra . 



G L ASSE II. 



SPATO FLUORE , 



m 



I Questo fossile conosciuto anche sotto i 

nomi di spato vitreo , e spato fossile non 
è che una calce fluata . Accompagna spesso 
le miniere metalliche . Hill (83) osservò che 



À 



i33 

il piombo gli da il colore giallo , e la for- 
ma cubica , il f?rro lo rende rosso , e rom- 
boidale , o ottaedro i lo stagno lo rende 
nero j e violaceo , o color di amatisto , e 
di una figura quadrilatera ; il manganese gli 
àk il color di porpora , o di un violaceo 
delicato ; il rame lo rende turchino o ver- 
dastro : Lo spato riscaldato al fuoco scop- 
pietta , prende un superbo pulimento ma 
difEcilmcnte si lavora per essere troppo fria- 
bile . I pia belli saggi si trovano nel Dar- 
bishire nelP Inghilterra . 

^^k varietà'. 

^^ 1- Spato dì Siena - Fondo bianco eoa 
lunghi cristalli , e vene sardoniche . Haro . 

2. Spato di Darbishire . Fondo giallo 
con barite solfata , e molto piombo trovato 
a Chrich . Rarissimo . 

3. ^Itro dello stesso luogo. Fondo di co- 
lor amatisio chiaro con qualche vena più 
scura . Raro . 

4> Miro dello stesso luogo , formato di 




1 



hinglie liste pavonazze , hiancastre , e gial- 
lognole trovato a Castelton . Rarissimo . 

5. ^Itro dello stesso luogo «li un misto 
trasparente di bianco e giallo trovato a Chricli. 
Harissimo . 

' 6. ^//ro dello stesso luogo cliiamato bleu 
Giovanni dì un pavonazzo cupo trovato uni- 
camente a Castelton . Rarissimo . 

GLASSE III. 



i^arie sono le specie de' gessi , ma qnel- 
E Io elle può servire alla decorazione cliìama- 
sì compatto : Si conosce ancora sotto i no- 
mi di alabastrite , ed alabastro gessoso ^ ha 
per base la calce solfata , e non fa effer- 
vescenza con gli acidi . Vi sono gessi inte- 
ramente opachi, altri translucidi, ed aliri 
deltutto trasparenti . E tanta la loro tene- 
rezza , che facilmente si segnano con l'un- 
ghia , e perciò o non prendono un bel pu- 
limento , o facilmente lo perdono . Broa- 
gniart (84) • 




i35 

VARIETÀ* 

1. Gesso della Castellina in Toscana . 
Tutto bianco di ueve terreo , ed opaco . 
Non comune . 

2. Gesso di Kolterra . Tutto bianco , 
e trasparente. Alcuno ha creduto , che que- 
sto fosse il marmo Fengite degli antichi e 
per la sua trasparenza molto sì usa per \asi 
e lampadi . Comune . 

3. Gesso di Jesi . Misto dì bianco , e 
bigio , trasparente. No7t comune . 

4. Gesso di Matelìca . Fondo bigio ti- 
grato di bigio scuro . Non comune . 

5. Altro dello stesso luogo . Fondo bi- 
gio chiaro ondato di bianco . Non comune . 

6- Altro dello stesso luogo . Tutto bi- 
gio chiaro con qualche vena bianca latera- 
le . Non comune . 

7. Altro dello stesso luogo tutto bigio 
cupo con leggiera fioritura biancastra . No/i 
comune . 

8. Gesso di Kolpino nel Veronese . Tut- 




i36 

to bigio chiaro , e qiiasi àwenturinato . Non 

comune # 

9. Gesso di Faenza . Misto ai bian- 
co , e bigio . Prende pòco pulimento , Co^ 
mune • * •'^' 



• * «. 



ex A ss E IV. 



• *' . ' • ARENÀRIE . •■ • 

»v . . ... , 

1/ arenaria è il . grès de' Mineralogi y 
ed il nome manifesta i principj costituenti «^ 
Essa infatti si forma da firamnienti ^ù o me- 
no minuti di diverse roccie. riunite insieme 
da un! Cemento. L'arenaria, sì presenta in 
diversi vgradi di colori 9 e di durezza • Al-*^ 
Oline per la vivacità delle tinte , e per iL pu- 
limento che ricevono , pjrendonO; il i;ango fra 
le pietre di decorazione ,, altre poi servono 
per armo tare i ferri ed allora chiamansi pi etre 
da armo tini . . 



F 



V A R 1 E T a' . [ y 

13 Pietra rota degli Appennini . Fon- 
do bigio scuro con liste interrotte rossastre. 
Comune . 

2. arenaria di Brianzo nel Milanese . 
Fondo bigio chiaro con moki , ma piccioli 
punti bianchi. Non comune. 

3. Arenaria di Siena. Fondo rosso viva- 
ce con qualche punto più chiaro tendente al 
biancastro . Rara . 

4- Arenaria di Vigià nel Milanese. Fon- 
do verde cupo con onde giallastre. Rara . 

5. Arenaria antica perchè trovata negli 
scavi . Fondo di giallo che passa al bigio con 
onde più scure. Bellìssma, e rara, 

6. Arenaria di Corsica. Fondo verde di 
pomo translucido fiorita di verde giallastro , 
Comune . 

•j. Arenaria antica. Miscuglio di piccìo- 
le moUecole bianche , gialle , bigie, e scure . 
Bellissima, e rari^simai- - '■'■ '-- «JJ'l" 'i'r'^j 



} 




i38 



CLASSE V. 



ARDESIE. 



'àra^^ 



Gli scarpellini italiani conoscono l'a! 
sia solto il nome di Lavagna , percliè le naag- 
giori cave di tal pietra sono presso il castello 
di Lavagna nel Genovesato . Brard (85) as- 
sicura che nelF indicato luogo vi sono quaran- 
tatre cave in piena attività. I JVIineralogi la 
chiamano Schisto argilloso . Il colore general- 
mente è di un bruno che tende al nero , ma 
ve ne ha delle rossastre , e verdastre . La 
formazione è a strati sottili , piani , e conti- 
nuati , che facilmente si dividono iu tavole y 
e lastre, ed in questo stato è molto sonora ; | 
Non fa effervescenza con gli acidi , ed a sten- i 
to prende un mediocre pulimento . Serve a 
molti usi, ma principalmente per coprire le 
fabbriche , e per disegnare. Se è più compat- 
ta , e più dura chiamasi cote , o novaculite , 
perchè adatta ad affilare i rasoj. 





varietà' 



1. AfAnMOR THEBAICVM . LAVAGNA AN- 
TICA . Questa pietra che si trova negli sca- 
vi di Roma ha un fonilo ])runo nerastro , 
molto macchiata di piccioli punti gialli, or- 
dinatamente disposti 5 etl è della natura del- 
le ardesie . Plinio (8G) dice , che il Teboìco 
è macchiato di gocciole d? oro , e trovasi in 
una parte cP Africa ascritta all' Egitto , con 
u/ia certa utilità, dì potervi pestare i collirj 
naturale alla pietra cote . Il collirio era una 
medicina che si preparava per curare il male 
degli occhj . Dioscoride (S7) che del Tebaico 
fa menzione lo chiamò nerastro e fosco . Se si 
confronta il saggio dì cui ragiono con le descri- 
zioni fatte da Plinio e Discoride non può dubi- 
tarsi , che la pietra chiamata dagli scarpellini 
lavagna antica corrisponda perfettamente alla 
Tebaica tanto per il colore e per le macchie, 
quanto per la formazione e per la natura di 
pietra cote. Rarissima . 

2. Lavagna dì Cesena . Fondo verde 




I 



i4ò 

scuro con onde di verde più chiaro . È piena 
di piriti di ferro visibili al di sotto. Rara . 

3. Lai^agna di Genos^a . Tutta bigia 
tendente al nero • Questa è Pardesia di La- 
vagna . Comune . 

4* Marmo poderoso di Pistoja • Que- 
sta pietra è nerastra , ed unicolore t Chia- 
masi polverosa perchè avendo sopra il fon- 
do nero una tinta che tende al bigio seui- 
bra coperta di polvere . Rara • 

CLASSE VI. 

PIETRA ALLUMINOSA. 

Il suo colore è il bianco gialliccio ^ ed 
ha Paspetto di un' argilla indurita ; è semi- 
dura j non ha lucidezza , non fa effervescenza 
con gli acidi, e prende poco pulimento . Tro- 
vasi alla Tolfa nello Stato Romano , d'onde si 
trae il miglior allume naturale. In Roma è 
comunissima^ 




CLASSE VII. 



i4i 



SERPENTINE. 

Questa pietra , di cui si trovano grandi , 
nlinuate montagne , è costantemente di 
un verde scuro con onde , vene , punti , e li-j. 
ste di un verde diverso , che spesso passa al 
giallognolo , ed anche al turchiaìccio , e di 
rado al rosso , ed al payonazzo. Dicesi ser—; 
pentina perchè nell' unione de' colori somi- 
glia alla pelle de' serpenti . Noi non fare- 
mo la distinzione di alcuni Mineralogi fra le 
serpentine propriamente dette , ed i gabbri, 
ma in questa classe riuniremo le une , e gli 
altri. Talvolta è assolutamente dura, talvol- 
volta è tenerissima, ma, generalmente tende 
piuttosto al duro, che al tenero.' JL^ ilP^'^ 
gior dnreiiza proviene dalla preaet(za del 
feldspato . In queste pietre si trovano ' spe,s- 
so uniti l'anllbolo, il dialaggio , e l'asìiesto, 
dalle quali due ultime sostanze dipende il 
gatteggiamento che presentano in varj punti 



: 



quando hanno avuto il pulimento . I mìne- 
ralogi dividono le serpentine in JVoòilì e Co- 
ni . Le nobili sono aride al tallo , ricevono 
un bel pulimento, e nella tinta, e nella for- 
ma delle maccliie somigliano più delle altre 
al verde antico : Per nobili si hanno anche: 
quelle , che contengono granati. Le comnni. 
sono di DU verde molto cupo , grasse al tatc- 
to, e mentre si tagliano rendono l'acqua ua*-.i 
tuosa , e simile alla lisciva . i 

-.».*- f]P..S".l' SERt^NTlNE NOBILI. 



varietà' 
t'erde antico . marmor atraciom . 

1. E una cosa stessa osservare un sag- 
gio di verde antico, e leggere la descrizione 
del marmo atracio fatta da Paolo Silenzia- 
rio (83) . Esso cosi si esprime. É P atracio un. 
marmo verde , che non si allontana molto 
dallo smeraldo ^ e contiene macchie di un. 
verde più cupo , che spesso tenda al ce- 



T4d; 

rulco, altre dì un bianco di neve , ed al- 
tre di un nero lucido . ChiamaVasi Ati'acio 
perchè cavavasi presso la Città di Atrace nel- 
la Tessaglia , ond'è che Polluce (89) lo chia-. 
mò anche Tessalieo . I Romàni lo tennero, 
in grandissimo pregio per la bellezza, e per; 
la rarità. Ricchissima di questo marmo è la, 
Basilica di S. Giovanni in La,terai).o ove si, 
veidono ventiquattro colonne nelle nicchie de' 
dodici Apostoli . Magnifiche ancoft» sono quel-, 
le che ornano l'aitar maggiore dì S. Agnese 
rf Kazza Navona . Rarissimo . 

3. ^Itro di un verde più. chiaro con mnij*, 
chle bianche, e nere più decise. Di questa 
specie sono le due sorprendenti tavole , che 
stanno nella galleria degli ammali nel museo, 
Vaticano. Rarissimo . .t 

3. f^erde ranocchia . Mairmor ■ Ophite' k 
Oltre la pietra di Atrace molte altre serpen* 
line conoscevono , ed usavano gli antichi . 
Pochi frammenti sono a noi rimasti di tali 
pietre , che gli scarpellini chiamano ìndistiii- 
tameute verde ranocchia , perchè il loro co- 




lore sempre verdastro somiglia alla pelle del , ' 
detto animale. Tal pietra non può essere che 
V Ofite, di cui Plinio (go) fa menzione. Es*] ' 
so dice , che 1' ofite è simile alle inacchie'. 
de* serpenti da^ quali tolse il nome , poiché i 
la parola Greca é'tp'f significa serpente . Se 
dun({ue da' mineratogi chiamasi serpentina! 
quella pietra, che alla spoglia de'serpenti so-, 
miglia , dovrà credersi eh' essa corrisponda^ 
all' Ofite . Dice ancora Plinio, che dell' ofite, 
non si vedevano in Roma che poche , e pìcM 
ciolissime colonne , ed infatti tal pietra chet » 
di rado si- trova negli scavi, è sempre in pie- I 
coli pezzi . Nella villa di Lucilio presso F^ab : 
scati io stesso raccolsi un labbro di una tasi-:*, || 
za non maggiore di, una saliera comune, :,Io: ii 
che prova , che tal pietra era molto rara, ppi-f 
che si lavoravano anche i piccioli pezzi: Già ,, 
Plinio l'assegnò all' Egitto , ma Lucano, (gì) , 
con maggior precisione dice che si trovava 
nel Territorio di Tebe . Ed in fatti di tal pie- ,, 
tra v' è un picciolo idolo di scultura Egizia- ' 
na nella galleria de' caudulabrì d^l inuseo Vat i 



À 



ticano nnm. iSao. Aìi^m.h^inafi'^ve^ato^ «jlie; 
rOIìte potesse essere quel poi'fido verde. QQigi. 
cristaUi giallasti'i/ chti vplgarmente dilaniasi 
serpeutiuQ ,< . wg, capo .tr&vasi nella Grecia ^ fyj-v 
me si![dirà[ Ira pfìtAi^e^iè: cqstanteinprite )dy.rt, 
IO. L'Olite al contrario dice riiiiio. cti^^èTt^;. 
inerissijno qiiaiido è, vefiajo :di JjìaiixGo, er^du- 
ro quando tende al nerastro , e questa., 'Xan 
rietà di CQua^tìto .è^.frPqUcTQte'.neHe serpenti- 
ne, come giit §i(^,o^e^faj.f^. J|..pi;eseate s^gri 
gio ha il fondo verd? c^aro iCCfn.ond^ biar^. 
castro t«nflpnti:,!|t•;gla^og^lu^9 . Jiarìssìn^q , 

c4w:o;iqeyft4)utftn^Pi :qii,e^^^pQcie,v:(^- i^fli 
piccÉ$L(?.,Y^sq,B*fU*,Alciti,g^ll^rta,4^^^an4e^/^^.;i 

;5. , /vfr^ .4i f^aralèo uel,}](.epìCfi^ , -li'flfc / 
do yertle di ponaocoa m^ccl^iefbiapch^,, :eil,' 
aUi%, ngrei,f Gi\>.UQ}lq. rnt>lta ^gr^t,tica per, di- 
stìnguerlo ; dajli antica . jYtìdesJD[ ly^ ^'asq 'Tiel-Cfi 
la galieiia de'candeIa^^.^jql,^t5yiisc9^Yj^tqflÌftg-^ 
Non comune . 

G. Altra varietà di un verde più cliia- 




ro ,: cf nià<;chie di bianco , e nero meno tle- 
cìBe, iVbrt comune . 

7. Verde di ^(«a nel Piemonte. Fondo 
verdechiaro con inaechie di altro verde che 
passa al ceruleo a somiglianza delI'_anricQ ,. 
JSon comuìie , ■ 

■'- ^3. rj^iif-à Varietà di tinte più scure, Norp 
cvtnitrie . ^ . 

9. Ferdé di Calabria . Sembra simile 
all'antico , menò che il bianco non è in mac-' 
cbìè', ma in lìsttì . Raro, ' ■ ' ■ ^ 

16. Piett-a iffrn!yc/HVi. tìhiairiasi'eòn 'tat* 
nome perchè trovata sotto U Pontificato di 
Pio VI. e consagtàta ài nome dellìa di tui' 
famigtta . Fondo verde cupo cbri'^ grandi ' ei 
molte granate simili al rubino . I>ué VaaÌ''sli^ 
vedono nella galleria de'candelabri del museo 
Vaticano nnm. tSao , e i!jiS. Rarissime^ • '^ 
' 1 ì: Serpentina di Valsabbia nel Brescia^^'^ 
np . Fdndo vétde tutto seminato Hi pìccìoltA 
gracatì' rossi . Rarrssiina . ' ■• 



^^BK rii' §. If. SERPEN'nNE COMUNI . 

W^^ 1. Serpentina deW Elba . Fondo vW*tó 
tsopò macchiato di ita verde^ ^i&' thi^ro , 
Haro. ■ : .!■■■ ■•■-:■ ■ ' :■■ '! 

a. P^Grde radano deW Elba. Foffdo verde' 
tendente al nei'o con macchie di verde chiaro 
che somigliano alla pelle del ragan'o' specie di 
lucertola. Raro. i ì:ì >■ . i i 

3. Verde ranocchia di Genova . Fondo-' 
nero minatamente! macchiato di vcèfie j 'simi- 
le alla pelle delle rane . Raro'l il; i i ' - i' 

4* --Nefrite di Carrara. Fónde* v^de che 
tende al pavonazzo con molte e piccióle mac-^ 
chie nere. Chiamasi nefrite perchè" ha molta:' 
somiglianza con tal pietra, meno che questa 
è ■ tenerissima . Conmne . f i. ';n.ii! . m i i <^.i 

5. Altra varietà eoa 'feudo: peitbba^z(i>^ 
scuro , e macchie verdi. Cornimi . 'i ' - : '' 

6- ^/^rrt varietà di fondo verde cnpo con ' 
molte parti liicentissime . Non comune . 

'j. f^crde tenero di Corsica . Foo<lo ver- 
de di pomo con macchie bianche , ed alcu- 
ne rossastre. Rarissimo. io* 




■48 

8. Ferde deU-Elha . Fondo verde scu- 
ro con macchie nerastre in forma di stelle . 
HiarQ . ' 

9, Vet.de di Ponsevre nel Genoyesato . ■ 
Fondo verde cliiaro tendente al bigio con. 
macchia bianche , e di verde scuro .. Co~ 
mune ,-<\:-,i. 

,10. Alù^a vaHetà con fondo verde scu- 
ro, e macchie bianche angolose . Non co-. 
miaie » 

li. Altra varielk con fondo persiclùno 
macchiato di bianco , e verde misto di ros- 
so . È di questa bella pietra un vaso nella 
gallerìa d^ candelabri del museo Vaticano 
num. i434- Rarissima . 

13. Altra varietà con fondo verde chia- 
ro macchiato di pavouazzo , e poco bianco-. 
NelF Aitar maggiore di S. Maria di Mónte 
Santo al Popolo vi sono quattro grandi co- 
loinne di questa pietra . Rara . 

i3. Serpentina di Corsica . Fondo vtir- 
de scuro misto di pavonazzo cou liste >di \gT' 
de pili chiaro . .fiahWma,. ... u. . ,' 



r<49 
14- Materno di S. Cattarina deWElba. 
fonao verde nerastro con picciole macchie di 
verde tli pomo . Rara . 

i5. Serpentina di Carrara >. Fondo ver- 
de cupo con macchie picciole di bianco ver- 
dastro , 'Comune . 

16- Serpentina di Corsica . Fondo ne-^ 
rastro con onde verdi chiaro , e linea verdi 
di pomo . Kara * 

17. Serpentina di Corsica , Fondo pa-' 
vonazzo con macchie verdi smeraldo , e qiial* 
che linea candida . Rarissima . 

18. Marmo di S. Cattarina deWElhai 
Misto minutissimo di bianco , verde , violet- 
to, e turchiniccio . Rarissimo . 

ig. Verde di Genova . Fondo violetto 
con onde verdi di pomo . Raro . 

■'So. Serpentina di Chiavari, Fondo Ver- 
de cupo con macchie nere . Raro . 

21. Verde-di Piombino > Feudo Verde 
scttro^ con liste bianco-verdastre '. Non co- 
mune - 

22. Verde di Genova . Fondo verde 






1 



,it5o 

.che passa al bigio scuro con macchie di ver- 
ini .smeraldo . Rara ._ 

23. Serpentina di Corsica . Misto tli va- 
-rj verdi con alcune macchie turchiniccie . 
Jiarissima . 

a4* Serpentina delle Mpi . Fondo ver- 
I de erba eòa macchie di bigio morato . Ra- 
I tissima ^ 

nS. Serpentina delle Alpi. Fondo ver— 
[.de coiirniacchie nere gialle , e violette. Ra- 
wìfissima ^nl ' 

26. Serpentina delV Elba . Tutta verde 
lilHipo e quasi unicolore - Rarissima . 

. %']. Serpentina di Cagliari . Fondo ven- 
de chiaro reticolato tutto di bianco . Bellis- 
$itna ,. fi rarissima . 

28. Serpentina di Cagliari . Fopdo ver- 
de scuro tutta reticolata di verde dì pomo . 
Bellissima , e rarissima ■ 

29. Nefrite delV Elba . Fondo verde 
cupo eoa macchie di verde chiaro simile al- 
la nefrite antica . Rara . 

Òo. Serpentina delV Mpi - Fondo ver- ■ 



i5i 

de scuro con macchie gialle , e di altro ver- 
de più chiaro . Rara . 

3i. Serjìentma delle Alpi .Fondo pa- 
vonazzo con macchie di, ve^de smeraldo. Bel- 
la , e rara » 

Zi* Serpentina delle Alpi . Fondo ver- 
de cqpo ondato di nero . Rara . 

33- Serpentina delle Alpi * Fondo bi- 
gio con, macchie scure che passano al, violet- 
to . Rarissima . 

34* Verde di Sardegna . Fondd nero 
con grandi macchie di verde erba . Rara * 

35. Serpentina delVElha . Fondo verde 
di pomo con lenite nera a raggj . Rarissima . 

36. Serpentina delle Alpi . Fondo verde 
cupo venato di bianco . Rara * 

37. Serpentina delVAlpi * Fondo bian- 
co fiorito di verde smeraldo . Rara . 

38* Serpentina de/I' Alpi, Fondo verde 
chiaro tigrato di nero . Rarissima . 

3g< Serpentina dcWAlpi . Fondo verde 
cupo con picciolo macchie verdi d'erba, ed 
altre biancastre * Rara • 



1 




i 



452 

'"' ■'' '%é^ Serpentina' HèiPAtpiK^Vònào verde 
dì pomo con onde perslehine -còiitornate di 
■Verd^i'iiripo . Éata r '. ""• - 

■' '• '^J-Serpenlimi àèl^yàlpi^-J^ Fondo-bianco 
con macchie di verde smeraldo» ^iìa/'a'. . "' 
-•-' ^^y-SerpehUnt^^^èÌPElba'.f^àò verde 
cupo fiorito di» Verde tendente al' totìroj e di 

" ' ^ ^ ^3i^ Serpentina di Génoi^ài.^ Fóndo bian^- 
co macchiato di verde cupa che tende aHo 
Sitìferaldò. 'Questa-. pietra era in Udo- presso 
gli^^àhtkhi ^^ poiché ^i trova ne^ scavi - Ba-^ 

4^. Serptentina di Corsica . Fondo ver-^ 
d« erba; venato^ di giallo e di nero. Rara. 

^S. Serpentina di Genova . Fóndo bian- 
jco verdastro venato di pavonazzo cupo . Bel- 
lissima, e rarissima* 



»./-•• .4 



I 



i53 



->'■■'■'■'€ LASSE Vili. 

PIETRE VULCAKICHE . 



In questa classe riunisco tutte quelle pie- 
tre, che sono state gettate dai Vulcani , e che 
sono suscettibili di prendere pulimento . Sen- 
za interessarmi delle diverse sostanze che le 
compongono , dividerò la descrizione delle 
medesime secondo la diversità de' Vulpanì , 
e nell' indicarle farò uso de' termini coi qua- 
li sono volgarmente riconosciute . 

§. I. PIETRE DEL VESUVIO. 

1. Lava di color bigio tendente al cele- 
con qualche vena biancastra . Rara . 

2. Altra di bigio un poco più carico, e 
macchie in forma di occhj . Rara . 

3- Altra dì bigio più scuro tendente al 
pirchìuo con vene nerastre - Rara . 

4- Altra con fondo di bianco sporco, e 
Mi 






i54 

5- Mtra (li bigio scuro con linee bian-- 
che . Rara . 

6. ylltra (li bigio chiaro con lunghe li- 
nee di bigio più scuro , ed altre bianche. 
Rara * 

J. Altra nerastra con linee , e grandi ve-- 
■ lie biancastre . Rara* 

8. Altra di bigio fiorito di bianco , ti 
' iriatxhie biancastre in forma di nodi . Rarai 

<j. Altra qnasi bianca con poche venti 
celèsti^ Rarissima. ' 

10. Altra dì bigio morato con molti , tf 
piccioli punii neri . Rarissima . 

11. Fondo bigio scuro con macchie ros- 
se , e verdi rilucenti . Rara . 

i 2. Fondo nero con macchie giallastre j 
e verdi tutta rilucente . Raf'a . 

i3. Fondo verde di pomo chiaro con pò-" 
che macchie rilucenti di verde più scuro .- 

i4' Fondo rossastro che tende al giallo- 
gnolo con picciole lìnee in forma di achi ver- 
di e neri . Rara - 

i5. Fondo rossastro con onde biancastre^* 
e macchie di rosso cupo . Rara . 



À 




i55 
I i6- P*ondo vertle scuro con onde bìan- 
, e giallastre rilucenti . Mara. 

1.7.. Fondo verde di olivo con poche 
macchie rossastre . Rarissima . 

i8- Fondo rosso con breccie bianche con- 
tornate di nero - Rarissima . 

ig. Fondo camino scuro con pìcciole 
breccie. ,. rosse bianche, e nere. Rarissima. 

no. Fondo rosato tutto coperto di onde 
biancastre . Rarissima . 

21. Fondo nero con molti punti di ne- 
ra morato . Rara. 

23. Fondo camino scuro tutto fiorito di 
carnijiQ, più chiaro , e picciole macchie bian- 
che . Rara. 

23. Fondo bigio scuro tutto fiorito dì 
bigio più. chiaro . Rara . 

24. Fondo bigio tendente al turchinic- 
cio con molti punti neri . Rara. 



W 



§. TI. PIETRE DELL^ ETNA. 



Fondo bigio rossastro con picclollssi- 
mi punti bianchi simile all'oolite. Rarissima. 




ì$6 

" ■''''a. Fondo carriirio cupo con macchie bìatt- 
che , e nerastri rilucénli . Rara ^ ' ■ - ' 

■ 3. Fondo verde dì pomo con ■ qualche 
macchia rossastra . Rara . 

4. Fondo caffè con molti punti di rosso 
tendenti al giallastro . Rara . 

5. Fóndo bigio chiaro con molte mac- 
chie di bianco teadenti al giallo caBario . 
Rara. 

6. Fondo cade cupo fiorito di bianco } 
e dì nero . Rara i 

y. Fondo giallo chiaro con molte mac- 
chie posse . Rarissima - 

8. Fondo pavonazzo fiorito di rosso , e 
bianco sporco . Rarissima . 

g. Fondo bigio morato con macchie di 
bigio chiaro in forma di cristalli sìmifi al pòf- 
fido . Rarissima, . ' ' ■ ; ' 

10. Unicolore di tìn bel Tosso di matto- 
ne . Rarissima . 

1 1 . Fondo nero con molte minutissime 
macchie pavonazze. Bellissima, e rarissima. 

1 2. Fondo cade punteggiato di rosso , e 
di bianco . Rara . 




fciiX.f (i|jd,Q.bigÌA rossastro con vene jnù. 

cmare . Rara. . , .. u-.-.uJ 

. x4' Fpndo bigio' cupo, oon;pic^le _^ac- 

chie nefe. Rara. ^, .,-, ;;■, ,.j;-, 

x5. Fondo bigio luoj'^to eoa maQ^^e;pjlJi-j 

scure tendenli, al . ro^s^Sttro . Rgra.-^..^ ^ .^.;,, j,,^ 

1 6. Fondo pavonazzo cupo eoa puii|i^]:;|9^,^ 

s^sV^. Rara;- ;,' ,,),o "i i —^ <,v,*V_ X 

. 17. Fomk) bigio.,.dÌMCRn^e, CQii;.p|ficy)lja;n 

macchie, bianch.e . Rara- ,■ v.. ; , .-v, V .S 

18. Fottdo bigip rSfiPB9ir.CflO .^UflVj^nfiàji'f 

e bianch,!,. Rara, -i ,-,-. nj;;.';,] Ji -,1^ uì:,ì,mIO 

tg., Fóndo bigltJDCéti^.eon.rf'ftii^MBiiKl 

e hiancas6rij;;.flara. ■ rrrf } ■ ' --rrtuJialtii «ib 

ao-, Feudo càmagipjjgii^oij. pì*cii^5s»«fo? I 

chie nere,t Rara*... rtu-.i?. ri . ; !-■ iJjìJnr. ii-^ 

! 2i-.;,.Ifondo cartipgton* con moJt\-,pUjtfji,|, 

bian)ehifsinqri.i ^le rósafistyìi' R'f^ì^ÙH^,i,,^^[ m») 

. ;2ag'feiJÌo ■itigit^l obiftrp ■ lnc;<:icai}i.^I^<*}Bi'l 

macohie>.'birfy'itar'!^9rda5tri-l,i^fl»'"fi<V»<S' ta\u ho 

■ iJi-'if] '"■ ■ : :n--''' '■- ' ' ■ - i-' 1.11: !) Tr.JifKr 
S. ni. PIETRE de' V,ULC\M ESTINTI,, . , ' 

■HI. ; ; ii.l- .,-■ ^J-.-.-ij-^ i ■■ ■ .-■nL.t,lr:do J 

:t^Ifai>gÉ:^;MQrsiisttti.^r^^ci,Qm^l C^b 




iS9 

stellana. Fondo bigio con macchie biaocastre. 
Comiinissima . 

2. Selce di Roma^ Fondo bigio scuro fio- 
rito di rossastro. Cavasi presso il sepolcrb^i ' 
Cecilia Metellà detto Capo di Bove . Dr que- 
sta pietra è lastricata la cittìi di Roma.' Comi*-' 
nìssniìà.' . ' 

3. ^ttro con fondo bigio più scuro cò- 
péfttJ di ^itìeìolissilni punti biancastri. J^kra. 
5. Pietro vulcanico . Obsldianuni . Disse 
rHàìtì'(92) che l'obsi^diaoo tolse il nonie da un 
Obsidio che il primo ne fece uso in f/liopia . > 
Isidoro JspaUnSe (gS) lo'chiamò olisiano- ;quasi 
che riflettesse le itnmaglui . Qualunque 'aia "J ■ 
reiimologiai di tal pietra , egli è cerio > che 
gli antichi molto la stimavano e' la tenevano ' 
quasi pei* gemmaria (94}-/51itiìoTbòConta^ che 
con istujtóresi vìddefo in Roma- q^uattfol-eltì- ' 
fantì'di bbsidiano sotto l*imp«ro tlii'ifeigustOj 
ed una statua di Menelao che Tiberio- fecci i 
portar dalla Grecia si tenne per prodigiosa . 
L'obsidlano e un prodotto vulcanico ^ allor- 
ché è in massi scmj^ra del tutto aero , ma in 



picciole lastre , e negli spigoli apparisce tlei 
colore di bigio scuro . Spesso è punteggiato dì 
pìcciolissimi pezzi di .feldspato biancastro . 
Trovasi nell' Etiopia , ed in abbondanza pres- 
so Lipari : Ora si è scoperto anche in altri 
luoghi, ■_ , 

-■"f" '-' ■' <■■■ '..,. hjuV 

--ii:.nGl. ASSE ,IX.j,„„f;„^ 

'• La basalto dagli antichi era chiamata pid-^^ 
traodi ferro , poiohè si coufontleva con ui} giiar.l 
nitò nero minutissimo che meritava tal/nauiei*j 
Es^sa 'peraltro è un prodotto viilcanico ché.^^w 
aeralmente si presenta in forma di óoloaauey.t 
e di pilastri; È di un tessuto compatto ,; te- 
nacfe , e durissimo , entro di cui non si'tixMbtiì 
sostanza estranea . A stento si lavora i, ei-ÒìShi 
fidliiiente prefide il 'pulimento, • ji l'ii'j yi 



iid;,l»bn£3 




1 A S A L T I ANTICHE. 



VARIETÀ'. 

, Pietra di paragone . Marmor lydiif^l 
Tutti convengono che la pietra lidia corris- 
ponda alla' pietra dì paragone; £*1 infatti di- 
ce Plinio (95) che la pietra lidia è nna specie 
del basalte , con la qnale si prova V oro . 11 
colore è costantemente nera : si trovava nella 
Lìdia provincia dell' Asia niìóore . Di questa j 
pietra v' ò nna bellissima ;-urn<l sotto l'Aitar , 
maggiore nella Chiesa di S. Gfi9Qe,iu Gei;u^- j 
ìemiras. Jiarissima. ' i,.;u.,c;., ■„'. olimuÌLTM 

Sebbene anche nell'Etiopia si trovasse la lyt- ^ 
salte nera simile all'anteoedcnte, cìònonostan- . 
te più rara, e pia bej^a di"tiitt,e era <jup|lfi .1 
scura , e similissima al colore del caiFè . Di 
questa pietra non si conosce in Roma , che 
un picciolo Bacco giacente nella galleria de' 
candelabri nel museo Vaticano mim. i385- 



-Ì6i 

quale si .Tjfde yStaJiraèt) A bataltd verde , che 
dimostra quanto tal pietra sia rara . 

3. Basattèf- vbrUeK 'Qtle^a pietra è per- 
fettamente unicolore , e di un verde di po- 
- riiò ■ stìii-rf '.''NÌl ' iotì;ile''òttagt>n'à';<A;1^4niiseo 
, '•Vaitaib'V'è' «ri^graiia^';=' e 'biirisslnid'fiWo 
' --b 'sia-tóigriaftiià^l'BT pÌ;tty:^JRa#^HS>iio?"'»'- 

''■■' ■< %:"'mméiiàttii':'qdèsii>msam'\!'tà\h- 

'postà'iiéM'diié' dtoétodftit'ij'giacfch^' Ì[^'M- 
'dd'e'Wai: ,' wW'liitè^'sano'ióic* al"'òi(B«'. 
^'SUriimidKl ■• "■"■■T-J'la'l '!> "''■■;' » t <'M''l 

-tó' «fjitàtì'ai'pEiiJfi '-^ukiìi ftffiastB?i"ifi'- 

'Któ»i<l^'.""-" ' '■"" '■" ""'■';■:'■"■■ ^"'^•'^"1 ^•>" 

Dtikjl laiiL oilu , ^i.ujLi-'(j xlj uiiuin li i-unJ> 
S- "• H^^S\f^'Umi.Umc3 i. 

1. Basalte di Venezia. Tutta verde di 
,. ui;!;/i/. i;U)/.ii:'Ji ,.r . . 

pomo molto cupo con alcun» puiiti neri , ap- 
pena visibili . -jRrtT'tB .1 ;! /. V 

2. Altra di un verde poco più chiaro 
^òoà VbaeMahè1^e'',-fe'èiàltd^'rtolé: Ttìf^d'rarfl, 
^ ^^' T^Hdhatè (ti Bòtsc'à'd : F^'ndòf liìiit fcBii 







C L A S S E>X.i^'>i'air 




Le breccle dure per la forma de'franj- 
,in€Dti , e per le sostanze che le ^ompongoaa 
sono diverse dalle breccie calcari , Esse ra&- *. 
chiudono molti frammenti generalmente ri- 
Jpndi di vai-j colorì. , e di natura silìcea r H 
I cemento che gl'involge talvqlta è calcara cpra- 
. patto , e spesso dì feldspato , per cui sono 
» j^urissime al faglio , e prendono un bel pu-- 
[jiménto r GPlbglesi le chiamano, pudding-sto- ' 
I nes perchè somigliano ad una vivanda , a cui 
4auno il nome di puddìng , che dagl'Ualiaui 
si è cambiató'in Piidmgò', " ' 

$. I. PDDINGni ANTICHI . 

V A R I-E T a'- ■-' 

I.' ' . ' ,. !:■ 1. . ' V. .■- 

I , breccia verde d^ Egitto^ ,, jQijpsto & il 
piii bel. pudiugo cKc si conosca perchè ìu se 
contiene molU frj^aipiei^ti di^ovllijij iSP^^jr 



I 



m63 

e quarzi dì diversi colori inviluppati da un 
feldspato compatto . Il glutine che riunisce 
i frammenti è sempre verde , e frequente- 
mente i frammenti stassi si trovano dello stes- 
so colore . A cagione della riunione di tante 
pietre la ima pietra sola questo pudlngo ha 
acquistato il nome di breccia imiversale ■ Le 
antiche cave erano nell' alto Egitto , e pre- 
cisamente nella valle di Quosseyr Bjrard (07)- 
I più belli pezzi che sì vedono in Roma so- 
no una tazza grande, e due mezzane colon- 
ne nella villa Albani j ed un iqagnifìco roc- 
chio di colonna nel palazzo de' Qonservatori 
nel Campidoglio. Jìarissiina . 

3. Fondo bigio eoa frammenti bianchì 
camini e gialli punteggiati di nero. Bellissi- 
mo , e rarissimo - 

3. Fondo verde con frammenti rossi,, -fi 
.giallognoli . Rarissima . 

4. Fondo bigio con picciolissimi framr 
inculi bianchi , neri , verdi, e turchini . Ha- 
^sima . ?.ii 

.:.■.'■■-. - : H 



i 



..i04 



ij. iirn 




Ji'li. PUDIprCHI d' 1TAL14 



' '^'^''^\ ih-àccagnìnà deUé^jélpi . Tondo ^er-. 

~&ìchìt^ Cupo con piccioli fi-aminentì bi^ , pa- 
"vònazzi , e neri . Rara . 
' 2. Breccia delle Alpi ■ Fondo roisso chig- 
■TO con frammenti dì rosso pia cupo : Mara. 

3- Breccia delle Alpi . Fondo Verdastro 
•scuro 'fcòn framtneBti''cài'hiht , e pàvòhterf', 

-jfam; : ■■■' ■''" ''■^'"■' ■ ■^'■■'' '^i ' 

4- Breccia delle Alpi . Fondò persichi- 
ho còS'itiàééhié biaiiche'y' bigie, e pavóhaz-^ 
■ae. iRtìrài'^ ~ ■■ ' '"i '"^^' ■ ' ■■' '" ■ ' 

5. Breccia delle Atpi : Fondo*i«gtó ^èd- 
'ro- tìòn rfatà'ctóhié ' rosse* , é bianclié '. Jìttra. 
^' 'O. Bréccia delle ^/t?»'. Fondd verde chia- 
ro con frammenti biancastri y' e persibhiul '. 
Rara .■ -' '" ' ■'■■'■ * ' •'■ 

7- Breccia delie-Alpi. Fondovèrdè'scùBÒ 
cbn frahimenti' biancTii, e pavonazzi .' Rara . 



•8^ "Èfeccià di Sicilia. Fondo fcihhdo eoo 



frammenti 
gì morali . 



jrandi e picciolissimi neri, -e bis 
Rarissima . 



ì65 

9. Breccia di Torriia presso Roma . 
rondo bigio cupo con frnmmeflti bigi chià-r 
ri, e giallognoli. MctJi di questo saggio è 
del bellissimo alabastro d'Orte . Rarissima » 
e forse unica . 

10. Bréccia di Rotna . Fondo bigio 
scuro con frammenti lunghi di color giallo ^ 
bigio , bianco , e pSvonazzo . I bianchi ed i 
gialli sono erborizzati. Trovasi nelle vicinan- 
ze del Ponte Saldrìo . Èellissiaia ^ è rara . 

11. Breccia di Roma . Fondo pavonaz- 
zo con frammenti ritondati bianchi , gialli , 
bigi j e di color di carne. Rara * 

12. Breccia di Roma ■ Fondo cenerino 
con frauimeuti ritondati bianchi, gialli , e bi- 
gi in varj gradi di tinte . Rara . 

i3. Breccia di Perugia . Fondo cen&-^ 
rino cupo con frammenti verdastri, neri, 
bianchi , e bigi . Rarissima ... 

,i4' Breccia di Roma. Fondo persichi-'' 
no chiaro con minutissimi frammenti bianehi,i 
bigi , pavonazzi , e gialli . Rarissima , 

i5. Breccia diRoma. Fondo bigio chio- 




■i6G 

ro con ffammenti mezzani bianchi , e persi- 
chini . Rara . 

16. Pudingo delle Mpi . Fondo persi- 
chino brecciato minutamente di bianco , e ros- 
[ so . Raro . 
' 17. Pudingo delle Alpi . Fondo bigio 
che passa al verde chiaro brecciato di bian- 
co , rosso 9 e camino . Raro , 

"'.'1,1 '-CL A S S E XI. 

VERDI DI CORSICA . 

Di questa pietra i Mineralogi formano 
ana specie partictJare. Per cemento ha Ìl feld- 
spato , e per macchie il dialagio verde .■ 
Presenta interessanti varietà che provengona 
da uno stesso principio . Trovasi nell'isola di 
Corsica , è precisamente nella montagna di' 
S. Pietro di Rosiino presso Grezza . Poco si 
lavora perchè è molto duro, ma è di uaa bei- 
Uzza straordinaria . 



ili. 




MX^ A R I E T a' 



1. ì^erd^ di Corsica semplice . Fondo 
bigio celeste con macchie di un vivacissimo 
verde d'erba . In Roma non ho veduto che 
qualche lastra nella prima Cappella a sini- 
stra della Chiesa di S. Andrea della Valle . 
Rarissimo . 

1. Verde di Corsica mandolato • Fon- 
do biancastro diviso in frammenti con qual- 
che vena di verde . jRaro * 

3. Ferde plasma . Altra specie di verde 
dì Corsica con fondo bianco appena visibi-. 
le perdio coperto di un bellissimo verde si-, 
mile al plasma . Uà' urna bellissima si vede 
sotto l'ultimo Altare a destra nella Chiesa di 
S. Antonio de'Portoghesi . Rarissimo ■ i <i '- 




1 



Jfì» 



e L ASSE 'Xir. 



. • 110 èilnla pieìral^ dicéiPlioÌQÌ^98|(^ cìiia-*' 
mata Cyanus di color turchino ^.acuL tal- 
volta 'è- unita ' urta polvere d^ oro': 'Cfaiunque 
hi «pgai^iotie di!. quésta pietra tanto. celéJSre^. 
e bella si persuaderìi-.^ xilw esaMiaSÌniai jsia là- 
descrizione' fattaneilda Plinio ,^ -e^ nota potrà 
dùHitàre che ii Cyanus degli antichi' cotris+fi 
póndi.-;al' Lapislaizulo' . Hill (99) uè convieni 
ntì -Quello degli antichi proveniva dalla Per-.i 
sià>,^e'idalla.Gi'na'^ orasi trova'anche nella 
Siberia, ima è >MÌeaoj pesante^ 'ed iaferiore 
nella bellezza della tinta , anzi spesso è mol- 
to macchialo di bianco . La presenza del fer- 
ro è accidentale nel Lapislazzulo , ed i Mi- 
neralogi con l'analisi dimostrano che l'oltre- 
mare che se n' estrae non è colorito da alcu- 
na sostanza metallica , Di questa pietra è or- 



tt^to il grande iiUt^edd'S.IgnJajiio |ie]Ia Ghier-, 
s^ idèi Gesù. Il isaggìo déJ!a,I*«Ile2t«ttBi|^)> 
jriterameùte azaurr-o . Iiarissi/t^&:* ,„ ■ ■.,.,, i-m 

timn C Jj. Ai,$.;::S.,E.(,i^y,j(,.,.i,„3 il^ 
-^(.<l ì. -.-■' feld'S'p'A't r.'''!!*i-'l' tsu'in \m 

_;, il feldspato, è ^na pietr^ ..^lora ,,,,cihe,,5Ìv, 
p^^esenta sotto yarf colori;, ha il ìtessiito la-* 
n^eUare , ed a causa ;di tale.forjtnazionele di 
lu|r scaglie sono aenipre risplQodeati , ed aa- 
ch^ gattegiaati sebbene noo; a])bia ricevuto 
aìqufì pulimento,.- §i trova In massi ed unito , 
con altre sostanze . Sotto questa; clpsse popgo 
quelle pietre o composte di, tutto feldspato, o 
che nella maggior p^rte spijo di esso fbrmate- 

S p'ri tìi'É' T. ■ 

PIETRA MILLE AMAZZONll 'T 

SMJEAGDtJàf CALCnEDOStVM. 

... Plinio (loo) fa meiizione di dodici spe- 
di pietrfi.ver$li., ,<J;i.5, indi?l§flnsitft fihi*w* 



1 




SmeraUI . I migliori sono <j«elli di Scizifl j 
di Battro , e tU Tebe ^ altri meno limpidi , 
ma pur getnniarj , si traggono da varj luoghi ■ 
dell' Etiopia , e dalla Persia . Pone anclie fra 
gli Smeraldi la pietra di Sparta j che si trova 
sul monte Taigeto , ed, essa non è che Ìl por* 
fido verde a grandi cristalli volgarmente detta 
Serpentino. Non deve pertanto recar meravi- 
glia che il llef dì Babilonia possedesse uno 
smeraldo largo tre cubiti , ed alto cinque , ' 
che nel laberinto di Egitto vi fosse di smeral- 
do una statua colossale, e che nel tempio dì 
Giove si vedesse un obelisco aho quaranta cu- 
biti formato di soli quattro smeraldi . Fi* ' 
nalmenie fa menzione di altro smeraldo chia- 
mato calcedonio perchè trovavasi presso Gal- ' 
cidonia oggi Scutari città della Tracia. Tutto 
ciò che lo Storico ne dice persuade a crede- 
re 5 che quello, così detto , smeraldo fosse il 
feldspato verde chiamato delle Amazzoni per- 
chè trovato presso quel fiume in America . 
In primo luogo dice , che si trovava sempre 
vi'cino alle miniere di rame , ed infatti dall' ■ 




A 



ossido di rame è colorita PamazzonC, che era 
fragile, e d' incerto colore simile alle penne 
del collo de' colombi ^ che era squamoso , lo 
che equivale al tessuto lamellare che nelF 
amazzone riconoscono ì Mìnecalogi j e. che fi- 
nalmente appariva più o meno lucido, secon- 
do che la pietra veniva inclinata'^ Questo ca- 
rattere di variare con l'inclinazione il punto 
di risplendenza l'abbiamo gik osservato «sser 
proprio de* feldspati . Comparando la pietra 
con la descrizione fattane da Plinio sembra 
provato l'assunto , ma il colmo della prova 
lo somministra la fortunata ed erudita scoper- 
ta fatta da S. E. il Signor Conte di Comptoa 
insigne Mineralogo ^ che in uno scavo iàtto 
presso Tivoli ha trovato varj pezzi della così 
detta amazzone: alcuni di essi hanno scolpili 
varj geroglifici egiziani , e sembrano esser 
frammenti di un picciolo obelisco, lo che mo- 
stra , che tal pietra non solo si trovava in Egit- 
to , ma che agli antichi era perfettamente co- 
gnita . La pietra di recente scoperta è deltut-- 
to cimile a quella di America per il grado del 





verder)dhe.taj;colora ,;pHr. appartenere : ai feld- 
spati ^ e "per trovarsi spesso uriìEa al quarzo 
atrietisto^.ed alla mioà . Il saggio della' colle- 
zlànG è idei fiume delle Amazaoni, e pel vch 
ìvkiiie,è>rarissimo* 

._^<jJini(i li !.'ii •' . j, :jii <'■ p ■-'' 

a-- 1 PIETRA DI LABRADOR. 

».Ti'iQueito fossile è generalmentei di un! gri-'; 
gèo 'souro 1, 'che la rende poco notabile a pri--. 
ma viqtar/nda allorché si cangia la siia posìzÌo-[ 
ne per rapporto alla luce apparisce di una! 
IwUezza straordinaria perchè riflette molti co*i 
lori, che sembrano partire dal suo Interno ^i 
I colnari più decisi, e più frequenti sono il] 
tnrchino, il verde , il giallo , il rosso tenden-' 
te al roseo, e questi cambiansi ad ogni movi-' 
mento -flella pietra. Fu essa primamente por-^! 
tata dall' isola di S. Paolo presso la costa dr ; 
l/abrador nell' America , ed in seguito si et 
scoperta in altre parti. Trovasi in ciottoli ro- ; 
trinili j Brongniart (loi) lo ha chiamato feld-»J 
spato opalino - Rarissùno. 




Il SUO. colore tì,.J)iani;o tendente al ver-- 
deggiante , ed al giallicìo chiaro. In certe di'^ 
rezioni esposta alla Itìce fresepta^uab^l caa-^ 
giante di madreperla , clie talvòlta gdtteggia^ 
e riflette il biaiico', it rtjtìsò , U^ turchino i^^l 
verde. 'Si conosce anche sotto! ■il' nòmb^idt 
piet'r* luùa^e .= La' Ibrmazione è si grtws'e-'la*- 
mìne ché^iembratìo staccate upa'-dail' '^Itra^^ 
pei'-^'èuì' 'facilmetìt^ si staglia j. .ma !aitronde-^ 
durissltfià'.' Chiartiasi '^dularia! dal 'nome anti- 
co dì Addla Col quale veniva indicata la cate- 
na' delle' Alpi , in cui è la mòntagnaidiiS. Got* 
lardò,' ove il professore Pini lai,s'còpw;i'Silco*- 
nosce atiche sotto U:' nort^fi^'tU '^ìetoal ' luiuàre <. 

JifO'hiifnti:/'"- . ■''^■-' "'■"I-i^'^i'i'KO u-,'-.| I ini:) 

V'i' .'.JiKi j'uiri l:, Ì],iii;;^ Oij,; (.iiil i.I:;ìiu 'iui 

^^Bft tfìììiniiii li onr,vsnoqi)n i/ ilib^ ilO . uid 

^^^^JìTo-i^q 0iTi;/cìr^9v 3 pOi-Of] Jjt aJnui»iiu»j<Ìi 

làh a , oinioì ojoj ib r.J*i/ ni . ojr.iojlt; y«/,i3 



'174 



SPECIE IV. 



PIETRA NEFRITE. 



MASMOR AEQVIPONDVS . 



^ 



■■ (^lestra pietra è molto dura , e sempre 
L,compatla i alta vista, ed al tatto e untuosa , 
ìper lo che riceve un mediocre pulimento. Ha 
tcambiato varj nomi , secondo gli usi a cui 
■è servita . 1 Romani la chiamavano marmor 
fie^uipondus perchè di essa si valevano per 
rpesi , onde regolare Je bilancie : a tal' ogget- 
to la rìtondavano , e quindi le facevano due 
piani in lati opposti in modo che non si po- 
tesse diminuire il loro peso senza scjioprirsi 
la frode > Negli scavi di Roma si trovano ne- 
friti di,, tutte 1« misure, qd irj conseg-uenza di 
tutti i pesi cominciando dalle picciolissime di 
un' oncia fino alle grandi di cinquanta lib- 
bre . Gli Edili vi apponevano il numero coi^ 
rispondente al peso , e vegliavano perchè non 
fosse alterato . In vista di loro forme , e del 
loio peso furoao usate per mai-tirizzai^e. ì Qtir 



stianl , G si cìilamarono lapides: metrtyrnm . 
In molte Chiese vi sono grandi nefriii incas- 
sate nelle pareti , come può vedersi in S. Sa- 
bina, S. Clemente , S. Frassede, S. Fudea- 
«ianà:, e 5^ Paolo alIé'TrQf<H^ai<^*' 

r^ .^,j},. Nefrite orientale* ;QMesta pietr;^,^^ 
«ut.nofi si conosqe la caya.c (li h» verde di 
pomo chiaro senza lustro, poco, trasparente- 
e. di un' estrema ducez^^a. E più co^gnito so^ 
to il nome, di giada , Riirissinta » ,.^, 

_ .3. Nefrite antica^. U suo Qolpr,e o^di^*^ 
j(Iq è il verde cupo tendente. nì payona?^ 
co^i oud^ di un verde , poco più pl]^av9. ^^f^ 
dii.J^efrite delle ,^tpi , pondo j?.erde tCRf 

Tfejm K. 1 . i.;.l .il \'ii .' :: . r-:.v'j;,:: i: i;! 
w. 4,M^riCf?-deM$.4lpi.' Fonflo,,y§ra^,fiUj- 

bih iiioUao'àiboat ijjlqtiiua oaiiìj ootfb 
.oajjuioa OS 




I 



Hi6 

-tirjui ijHl'iii 

•rS.K Ili i^'itil 






Questo-' -fòtesile è dì ■ «nai daraziza rimare 
chevole , e scintilla percosso dall' acciarino ; 
è generalmente di odiar bianco . Il quarzo 
* è una pietre delle più cumuni : trovasi ma&- 
'sìcio',''^ atsseèlinato itì'^òìottoU , e*fepesso 
*ÌòtnÌA'U'^krié jiri^'ci^ale dl'rtìoltè rbdtìd'Yi 
Mi pritìia' , che di' becdrtda formàzidòe .'' jM-»- 
ctitìi 'Aiitói'i riiòQernrhàniib sefràrito cfel quar- 
zo comune l'amatièta" , iF ctlstallo di 'ì-crcck , 
il"qiiWz'ó''fòSfeó,' PavTèht^rìna ; fiiccoraie pe- 
th tù(tì"(^Jéstl' fòSiili- nòtt' difl'è^^scotio■tesd^6!l- 
•àialrae^'té' dal 'iqùarzlo IcóinUhé se hoh Del *o- 
Itìre, é'iièl "^sto cònVerigonò ùèlla' dufezza , 
neilif cnkàllaziòne , nel pèSo spècìli^ò j' tfel^ 
la lucentezza , e quasi in tutti gli altrì**a- 
càttefi^i ' eStenii come anche nella formazione, 
e flè" ■prìfcifcrpj' ■èbstitùénti ',''p^fciÒ 'éi Hgtia^i 
d'ano come semplici modiiicazioni del quar- ■ 
ZQ comune. 




^77 
S P E C I E r.: 



CRISTALLO DI ROCCA . 

Da' mìneralogi chiamasi ciislallo limpi- 
(to . E senza colore', e perfuLUinicùte tra»pihf 
rentc , ed i suoi carattei-i esterni sopo quelli 
del vetro più bello , e più pura . Si distila 
gue peraltro dsì vetio per la stta maggio^ 
durezza , e per la varietà delle bolle. Quaoh 
do vi accadono.^ qxielle del ve^typ sono i fo-t 
tonde, e sparse irregolàiineute sulla masisa ,^ 
quelle del aistallrf ^ÌìEOCiCji sonfl,4i .un,'«sUe-\ 
ma picciolezza , e riunite in uno stesso pia— 
no. 1! più grande crlstffìlo c(i r{)cca, che sia ia 
Koma pesa ottacentosettanta Ubbre<,e lo» pos- 
siede il sìg. Giacoioo Kaflaetli. iu^igne jtQftri 
saicista , e nt^oziaate di .pietre iu. via- del 
BabuÌQo nuni. 92. . U, ^^ggio delta cc^lezione. 
è mirabile per la purità , e limp^^za ,|, ^. 
proviene dall'Isola di Madagascar. Harissimo. 




178 

3ÌP E CI E n. 

AkMnsrpXf 

Il c6]bi'0 ^lelPaiQatista ^ generalmente yio^ 
IsM» , ■' e ^gH i viene c(Viia9Ì<:i^ dal ■ mao^aiiei* 
Ée ; BV^aàof 41 ttovà in pstiAimùsli ^ 'traq. 
ha mài ^^a 'f^éSuto : oompi^ó, "'fìhsy-faaxiU'h 

^d'fin^^aQ ntftnero (di Oristalli ^ cbe,^ le dan^ 

tÌ6%à^' tonty ^ 'dédiiire* più> icolomi nella ; punt^* 

f^6' )iel][Qi*^a8tt'/^fava^ ^^^ol4 luoghi, 

• • •• » ■ ■ , 



? * A - • 



• 1 . Amatistia polor violetto ttendente . : 1^ 
p^yonazzo fiocinata di -grandi 'cristalli v« AÌffaho'v: 
^ 2. Àiqatista éolor bianca tefiidente : leg^ 
giermente al violétto fòrtiiata di' piGcìdi ip|f|%* 



' A • •■ « • « 



^ V 




t*S9 
,W.r.. IS P E C I E^::!!!.,!;.;,! ,u.uì 

LEGNI PIETIirFICATI. * *^'^'''^- 

■ , _ .vi'.... .,i...--i j: 

Qualunque sia la, tteorìa dellè^ plétì^» 
eazÌDui egli è certo qbe si tr avvino 'inaisi di 
quarzo portanti il colore,, .le. ven^ij fe.lejfcrK 
me da' legni non saio ;netl|el fibre , tnaT.nella 
scorza , e ne' rami , ed in modo da far .cch 
noscere spesso a quale specie di alberi ab- 
biano a^ipartenuto , Tali pietre! si iforjuano 
in molti luoghi . Presso Cesena si vedono 
frequentemente disseminate-. Uno de'loro più 
distìntivi caratteri è una notabile leggerez- 
za in paragone degli altri quarzi . General- 
mente sono opachi , ma se ne trovano anche 
trauslucidi . I lofo piiì comuni colori sono 
il bianco, il ;nero , il rosso , il giaUo , t,ì1j 
lionatp i il vtfrde è rarissimo. i; ii. ., 



1 



varietà' 



^" - 2. Fondo nero morata eoa qualche-jaac:'' 
chia bianca . Maro . ". [ , ; e , ,\: 

2- Fondo nero scuro con nodi » e :«©:? 



L. 



I 
•. I 






nature bigie simili a quelle 'del castagno « 
Rato m ; . .. ^ . 

3. Fondo candido con vene persichine, 
6 giàKe simili alP dbuccio . Raro . ^ 

4^^Fando iieMstft^ coh vene 'scure .^teiH» 
iaJ patonazsio > .Aéi/^ • - '- 

5^ "^Fondo giaifib ^ con gran maci^tiia nera^ 

6*^ Póndo libn^ t:«ia€cbiato d} nero in 
formif^di wìkxitiz^ziòìSLé .-Ratùtìimff^ 

; • » » . » * 

.•.n-n: .. S ? Eiai E :IV,.. ..... .., 

■■~. / j / ' . - . . I . ■ ^ > : : - > I ♦ ■ . • '. I i • 

AVVBNTURINE ♦ 

^ ' " ' Dal quarzo^ ridotto in • minUCi^Sìmè pà** 
ci è^^fcÀ-tìiatà PàV^etìturina. Il colore più cèn^ 
liiune 4i q^els^a: pietra % il rod^ iÀipo^ teuden^^i 
te al giallo \ ve 4ie sono aneéipb' -delle chiami 
che , e delle ne^e . Il suo bello , e distinti- 
vo carattere è quello' di luccicare o per di-^ 
sposfi2Ìc(tie delle ) lainelle proprie ì della . pie^ 
tra 9 o pel miscuglio di lamette dL:;midi disi*^> 
seminata con mblta- regolarità ed uguagliau-« 



i8i 

za su tutta la massa . Questa pietra ha rice- 
vuto il nome dalla fattizia . Combinatosi per 
avventura II vetro fuso con la limatura di 
ottone ne risultò una pasta simile alla pie- 
tra , che quindi dal caso della forma^ioqe 
fu chum^lta 3vvaatjarii|iii, . , ,. ,. ;, ,,i .,;,, ,, 
r»t(-:M; Hi r}„nu\.';. .':;;■);;■ j-I ■lUv.f- Tinnirli 

Éi, ;,/,... .... .VARIETÀ*- ..',.: rj.,„ , 
IIKhi-' ,.,.] ; nn'.t 

n. It, Fondo giallo scuro con picciole roac-" 
chle bianche in forma di breccie ., Ques.to, 
saggio è stato tagliato da un fiammaitq di, 
lina statua trasportatja dall' Egitto , Le partiTt 
delle sono piuttosto grandi e simili ^^IPp^ìC?!) 
MarissììVtp . , ., 

2. Foudo rosso leggiermente fiorito di 
biancastro, proviene dall'Egitto - Il «g. Dod- 
dwel gentiluomo inglese possiede un bel pez- 
zo di questa pietra scolpita con geroglifici 
Egiziani . Rarissimo . 

3. Fondo rosso con qualche vena gial-. 
lastra più luccicante delle altre. Proyienedal-- 

, Siberia . Rarissimo -, ■vji.r.Mià,vn»')i : » 




i8ì 



SPECIE II. 



., AGATA ACUATES . 

" ''"] Quella che noi chiamiamo agata dai ha- 
tihì' tHSWttlavasi'Achates perchè secondo Teo- 
fraslD (103) fu la prima volta trovata presso 
il fiume Acate in Sicilia . Abbonda di agate 
quel!' isola , ma in segtuto si sono trovate in 
tutti i luoghi : quelle delle Indie Orientali sì 
hanno J)ér le più belle. Brongniart (io3) dice 
éhe si -formano come gli alabastri , ed è pei" 
ciò che pT-esentano tante linee di diverse tin- 
te . Le àgate cambiano i nomi coi colori. Si 
ehitìrda' onice quella che ha strati bianchi* 
e neri , calcedonia quella ch'è di un bidn- 
éo di' latte , sardonica quella che è sca- 
ra, 'plasma la verde, e corniola la rossa, 
ma lesse- non sono che agate , ed hanno lo 
stessa, pnncipio , e gli stessi caratteri . L'a- 
gata è translucìdai facilmente contiene altre so- 
stanze rappresentanti immagini di corpi co- 
nosciuti : Ve ne sono alcune di una decisa 
erborizzazione . Spesso trovasi unita col dia- 



i38 
spro, e se la massa dell' agata è maggiore 
chiamasi ' agata-diaspro y se è minore chia- 
masi diaspro-agata ^ 

'i ii^.Agata bianca antica in parte lìmpida y 
édii ìA 'parte cristallizzata . Marissima • 

a. Unicolore di un bianco tendente al 
j[dtK' j Comunemente chiamasi «^Ic^tdouia t 
Mflrissima i :n,;. .,: i i 

3. yigata di Sardegna . Fionda caadijp' 
coperto di erborizzazióni turchine .• Bellissi- 
ma , e rarissima. . ! ^^ j- «ijj 

4. Quarzo roseo compatto di . Siberia * 
Fondo color di rosa con vene. nere- Raris- 
amo * 

5* jdgatft delle Alpi . Fpndg;J>igio ten- 
denÉfl al giallognolo con vene bianche. .Sara . 

Gj Fondo d'agata bigio-rossastra con po- 
che vene di diaspro rosso . liaro . ■ , 

\']^ Jgata del S^ Gottardo ..fondo tìiT~ 
chino' eoa onde ro&sastire^ ifansxznia^; . •<[■ 



V 


^^^ ^^^H 


^m 


■ 






™ 


■ -do bigi 


io ftCìiro 


di 5. ^(e^rtftO in Sicilia . 
venato'^ oda macchie 


. Fon- 
gialla* 


^H stre. Rara. 




1(1.1.1 


^^ g- 


Aitata di Giuliano in Sicilia , 


. Fon- 


^^^^H .do bianco venato di diaspro giallo , e 


pavo- 


^^^^H nazzo 


^rtra . 






^^r 


. ^sàia. 


di Monte Reale in S 


icitia . 


^^M Foado bianco i 


con macchie di diaspro 


luona- 


^M ita. Bara: 


di Cefalo in Sicilia . 


Fondo 




■■<aigata 


^U ceraleo 


eoa macchie di diaspro giallo 
obi; ■ ! 


cupo 


■ 


. Agaia 


diSelinnnta in Sicilia 


.Fon- i 


^H do scuro con macchie di diaspro di 
^H dorato . lìàrti. 


giallo 1 


■ 


-Agata di^ Adriano in Sicilia . 


Fondo 


^H bianco 


di latte 


\ eoa macchie di giallo 


chia- Il 


^H rissimo : 


. Rara. 




i 


■ 


■Àgata 


del fiume Drillo inSioilIia ; ' 


^H Fondo bianco crìstalliizatò con macchie di 


^H diaspro < 


color dì 


mattane . Rara . 


. 


■ 


i ^g'rtfa 


di Cacoamo in Sicilia- 


Fon- 


^H do bian 
^H pò tend 


coirmi : 
ente al 


macchie di diaspro gial 
verde . Rarissima . 


ilo r COr.i 

à 


l 






i6. Agata di .Giancavallo in Sicilia ., 
Fondo in parte candido , ed in parte nero 
con macchie di giallo che passa al verde di 
pomo . Harissima . 

l^i Agata di Milizia, in Sicilia. Fon- 
do candido con picciole macchie di gialla 
dorato . Harissima . 

18. Agata di Volterra . Fondo ceruleo 
venato di giallo canario . Rarissima . 

19. Agata delle Alpi . Fondo bianco 
cristaUizEato con picciole macchie di dìasprtf 
verde , che talvolta passa al rossastro . Raf^. 
rissima . 

20. Agata di Siena . Fondo cupo onda- 
to di bigio pifi chiaro. Rarissima.it. . -jiì >iii 

: 'I X 

ÉSP E CIE VI. , ,., ih^.,,, 
;.^ -' — ■'-"'' 
no 



I 



D^l A S P R — J A S P I S.~ 



n diispro era cognito agli antichi 30tJ.o il 
ìieàìJaspis (io4}'- Esso non è che un 
quarzo opaco non cristallizzato , e probabil- 
^MVUtc formato per una deposizione . ^àc^Hosa , 

K 



1^ 

ch&yi'J^asénta sotta tutti i gradi de' colori ^ 
esclriso'il'bel turchiuo , ed il violetto. Quasi 
sempre- è ventato, e di rado si trova unicolo- 
re . Vedesi unito con Pagata , e talvolta Itf 
eonttasta '»i.horae ,,couie:giJi'si è. osservato . Il 
pifl ja-eziosotèilisaB^grio spectaliiisnte sfl 
sia della Persia , e chiamasi Eliotròpio* 

, , ^§. i. DIASPRt ANTICHI. 

o'^iirid Diaspro rosso\simiIe al rosso antico- 
Di questi' piètra si' v.deirario gli antichi ;per la 
mctóioaìi.'RarissjmOt^t::'] i '■' ; i' , ' 

2. Diaspro con fondo pavodazzo mac-- 
chtato <d|' agate bianche, e nere, e di sardo- 
niche . Rarissimo \:- - .1 1 

3. Fondo di un rosso vivacissimo retico^ 
lato di agate bianche . Rarissima^ 

4- Fondo rosso macchiato di pavonazzo 
con agata bianca cristallizzata. Di questo pre- 
zioso- diaspro v'ò im vaso nella gallerìa de* 
Cittdekkbri- nel museo Vaticano num- i483i/: 1 

Jihris^im^^ .;:■■■.:. ,. ; ■... r 

5. Fqndo bigiq aiorafó coff 'macchie lio-» 
nate , ed agata cerulea . Rarissima. 



À 



Éi87 
Um §. II. DIASPRI d'italia. 
"(i'^ Diaspro della Tolfa presso Civitavec- 
■ Fondo bigio chiaro con vene rninifor-v 
mi di bigio che passa al rossastro. Raro, tiu.i 

2. Altro dello stesso luogo confondo biàn-- 
castro , e macchie bìgie . Comune - 

3. Resinite della Tolfa . Fondo giallo 
scuro con lìnee di altri gialli . Questa pietra è^ 
celebre per la sua leggerezza, e per la frattura 
molto concoide , e tagliente. Rara* > n 

4- Diaspro dell'Alpi . Fondo pavonaz-n 
zo con macchie, rossastre . Raro . 

■ 5. Diaspro delle Alpi . Fondo bianca-i 
stro con macchio rosse in forma di onde^i 

6. Diaspro delle Alpi . Fondo pavo- 

con liste verdi parallelle. Rarissimo. 

•j. Diaspro di f^olterra.f ondohiancoten- 

dente al verdastro con molte macchie eandide-i . 

Bello , e raro , . . 

8. Diaspro di P'olterra . Foiido giallo 

scuro con macchie dicosso.di sangiiei. Raro . 

g. Diaspro di Barga in Toscana^ Fon.- 



do pavonazzo con vene gialle che tendono 
al rosso . Raro . 

10. Diaspro di Barga. Fondo pavppaz- 
zo con vene candide. Di qiiesta pietra sono 
intarsiate le colonne della Cappella Borghe- 
se in S. Maria maggiore. Rarissimo . 

11. Diaspro di Volterra . Fondo rossa-, 
stPO venato di giallo scuro Con macchia bian- 
ca 'ché passa(al -giallo canario . Raro - ■ 

'■''-. 13. Diaspro- di P^olterra . Fondo pavo- 
nazzo con grandi macchie gialle ed agata bian- 
ca cristallizzata . Raro . 

i3. Diaspro delle Alpi . Fondo bigio 
chiaro con onde dì bianco , e di bigio, scu- 
ro *l Bellissimo , .q rarissima .. 

i4- Diaspro di S.Cristina, Misto dì ceru- 
leo, giallo , bigio , e bianco. Bello e raro. Que- 
sto, ed i seguenti diaspri souo tutti di Sicilia. - 
-. i5. Diaspro .di Misilmerì . Fondo verde 
chiaro con macchie verdi scure , e giallogno-', 
le . Raro . 

id. Diaspro di Adragno . Fondo giallo 
scuro fiorito mimttamente di agata bianca. 
Jiarissinw , 



À 



p 


■" 




.* 


m^'-:^i 


■ Diaspro 


di Giuliano ■. 


,Eando giallo 


tsapo venato di verde . Haro , 


' :uj 


i8. 


Diaspro 


di Castro Giovanni.. J^^qtr» 1 


do nero 


con gran macchia verde nel .niezzo. ] 


Jiaro .. 

>9- 


Diaspro 




. .-,..1, 1 

di Bivona „, J 


di S, Stefani 


Fondo 


nero con 


macchie bianche , gialle , e | 


rossastre 


- Jiaro . 




1 


20. 


Diaspro 


di Giuliano . 


Fondo veriki 


erborizzato di giallo . Haro . 




31. 


Diaspro 


di Solisano . 


Fottdo gUUB. 


chiaro macchiato 


di. giglio scuro. Raro,, .,), | 


32. 


Diaspro 


del Piano de 


'Magli . Fqnf • 1 


do nero 


fiorito di pavonazzo eon poche vene | 


bianche 


. Haro . 




. ,, .: «.. 


33. 


Diaspro 


di Traina. Tutto bigio ax^Miri 1 


i-o die tende al giallo^olo . lìaro . . . , \ 


- :ì4- 


Diaspro 


di Giuliano . 


Fondo .xmm[ 1 


SO cupo 


con vene d'agata cerulea . Horp. ■ 1 


■ . 35. 


Diaspro 


di S. Stefano 


^ Fondp l^iaor . 


castro con macch 


e più chiare. 


Raro ^ . .,|o/ 


a6. 


Diaspro 


di Camerata 


Metà .y«rda- 


stfo che 


passa al 


giallog^nolo :, 


jQ:jaetà...\eUfu 


de smei 


aldo . Rarissimo . , ,. 


vì.Vl .ol.ibafi'j 

1 



I ' 37. Diaspro di Giuliano . Fondo rosso 
cupo venato di bianco , e • fìoritO' di oo^or 
catnino . Jiaro . '<■:•■■ v - , ■ 

' 28. Diaspro del Cassavo .. Fondo vei'r 
de smeraldo macchiato di giallognolo ,. e ve- 
ne biancastre . Maro . 

'' ; 39. Diaspro di Palermo, Fondo aizza- 
ta, bianca cristallizzata con macchie gialle con- 
tohìate di un rosso scarlatto . Jìaro . 

3o. Diaspro di Coltabarro . Fondo ver-^i 
de cupo con punti , ed onde di /'un ver- 
de che passa al giallo, e vene bianche.» 
Bruissimo , e rarissimo . 

■ 3i. Diaspro di Giuliano . Fondo d'a- 
gata bianca con macchie di un rosso di san-' 
gue . Raro . 

32- Diaspro di Giuliano . Fondo verde j 
fiorito dì un rosso di sangue. Rarissimo . 

33- Diaspro di Taormina . Fondo ros- *, 
so cupo con macchie chiare in forma di nu- 
vole . Rara , 

34- Diaspro di Moardo . Fondo giallo 
macchiato di pavonazzo contornato di bianco 
candido . Rarissimo . 




35- Diaspro di Monte , Heale . Fondo 
rosso cupo venato di agata cerulea . Bellis- 
simo , e rarissimo . , i i:.. 



I 



C t, A, S,,§,,E , XV. 

PORFIDO. 



^•* LaliJiaroU porfìd<> si^fìca |in^-.r?iCc^ che 
ha per' base -una sostanza uìinerale gqì^^^x^-^, 
nella quale, sono dissehiinati dei grgni cri^pil-; 
lini, o dei cristalli di Altro, o deik> ,^t^so, 
minerale .Ciascun porfido prende rijlltfiQ)iiP,i 
mìneralo^co dalla sostanza y di cui l£\ .^ase;;^!;, 
composta' ^iper cui dicesi porfido, a husp: òX-ì 
feldspato^ a base di sienité, a base di j 0bsi- 
diano, e' posi delle altre sostan4ej,Qii;iudo 
tali cristalli sono pÌccÌDlÌ , .e ritondi <:o!Pserv;^j 
presso gli scarpellìni il nome di pOEfidoyjqUa^i-. 
do sono grandi , e quadrali clnàrriast iterpenti-. 
lino; ond'è che io li divido in porfidi piftìfirian . 
mente delti, e porfidi Tolgartueatfi'jlelili s^m 
peutiniT ohihoij :./ KVRa i.jjk. ìU 



1 

i 




i^ 



SPECIE I. 

PORFIDI PROPUIAMENTE DETTI 




' ' S- I. PORFIDO ARTICO. 
MARMOR PORPRVRITE. 

Sebbene il porfido si trovi di molti colo- 
ri , ciononostante il più comune , ma il più' 
bello è quello con fondo rosso , e picciole 
macchie bianche. Quesw specie che dette il. 
nome afta pietra , «[nasi che somigli al color 
della portiera , dette ancora il tiome ad una. 
città prossima alla caTa , che si chiamò Porfi- ■ 
rite . Plinio ( i o5) dice , che il pòrfido rosso 
si traeva dall' Egitto , Aristide (106) lo vuole . 
tratto dall' Arabia. Stefano (107) concilia que- 
sta differenza ponendo la città dì Porfirite nel 
confine fra l'Arabia, e l'Egitto , onde può 
conoludearsi , che le prime cave del porfido 
rosso si liprissero presso l'istmo di Snes . 
Di altra cava di porfido aperta nella; Te- 
baide fa menzione Eusebio Gesarì^nse (108} 



ond'è , che tal pietra da molti antichi scrit- 
tori si è chiamata marmo Tebanù . Benché 
tardi fosse introdotto in Roma Puso del por- 
fido j poiché non se ne ha notizia che sot- 
to l'Impero di Claudio , ciononostante ne fu 
trasportala una ([uantità tale , che acquistò il 
nome di marmo Romano per eccellenza . Co- 
dino (109) riporta una lettera della vedova 
Marcia , con cui avvisa l'Imperator Giustinia- 
no di avergli spedite otto |oolonne' Romane 
per decorare il Tempio di S. Sofia ; e Ce- 
dreno (no) dice, che Costantino Magno fu 
sepolto in uu' arca di porfido , sia Ro- 
mana. 



i 



V *lllfj|> tì » A* . 'CI 



1. Porfido rosso. Fondo'- rosso Éuj^o con 
piccioli cristalli bianclw . I più grandi mas- 
si che in Roma si vedono 'di questa- pietra 
sono due grandi colonne in S, Giovanni in 
Fonte , alti-e due nella Chiesa di S. Crrsogò- 
^tò ìa Trasteyeje j^ la tazza , e Je urne del 



I 



194 

.museq iya.ticaQD . Délk più bella Specie so- 
po.;Je; quattro mezzane colonne ddP Aitar 
-maggiore di S. iiAgnese ; fuori le inura . 

,fi.arQ ; I , 

, ,3. Altro con fondo pavonazzo e pochi 
.cristalli bianchi .. Di questa specie sono le 
• colojine 5U, tutti gli Altari di S. Maria ad Mar- 
jtyres denta Ìl Pantheon . Raro. 

^..Porfido bastandone. Fondo pavonazzo 
sen;;» ^ristaili con macchie grandi ntra pun- 
leggiatQ di biancòj. £)i.iquesta specie- v'è nel 
museo della villa Albani un busto di 'Bere-' 
jiice QOft testa di, basalto verde.,. Mana • 

4. Porfido bigio . Fondo rosso .chiaro 
misto di bigio con cristalli di color di rosa. 
Di questa specie k il Qe],ebre v rocchio di co- 
lonna che si vede nel cortile ottagono del 
^useo, i:\aticaDo .; JRaYissimo . , . 

'■■ ) 5* Porfido verde . Fondo verde con cri- 
stalli ip, parte verdastri , ed ìn parte; can- 
:di4i ,■■ ; Ifif questii specie è la grande urna sot- 
J@r,l'^(r^q di S. Kiccola al Carcere.' Tulliano^. 
^VpssQ,:U Sijg. Pietra Soa?,i.ncgQ4Ìftfl,tjCiidimajf« 



,mi.in..via, della Crófe% tìfUifa, 78>,1^..A. so- 
no in vendita due gcandi e héHe'. stazze Ai 
porfido verde . Jtansiitììo ,-. .,V.. \ . 

' .6. PwJicÌq nero '.con eristalU ibaodidn. 
Uniche sono le due coloiuie,tìuUa fiftifstr;! luci- 
la camera delle .u#$ifr, ;iigl\jiH(tìieeii..vVatìcaao . 
Rarissimo . ■ -rn hl-.-iidd ill."lairi-ui):) hit 

S-U. Mmrifli jT i*.«.iA . 

1. Porfidq dellc^-^^^i~^x¥^^^° rosso di 
tegola con crisiallì bianchi . JVon comune . 

i' 2« P.orjido^ deKsitMl^ .'iPQÙttói|)tti'ouaz- 
ao piìWCbi^co-, e-.C^-istaUì^lMaachi wil/V^ra.cè^ 
~mun^ * : ■ ■ • iS-.'-iw \»m { -j-a 

i- .■'.-:'. ,3i.\PòrJido di Còrsioti-i E^odo itet^iiia 
■jcjitólclte parte tendènte aVbigiò <jod crlstaUi 
-iBiaiuoHii angolosi. \Rìaròi ''< » : |;'l . - "i/j 
-■■i ó^A Porfido, delle' sMpi J JFoitìdlvérde cu- 
cpOHéoiv cbistalU biandii, , ! é ri(oiHU ». Jitìrvi*, 
-•ù:i :i5. Pvrfido UelleìMfiii Fóndo-' ivarde chia- 
! TO Con ciistalli biancliì . Jiaro-. • ■ -t:.a:.jr"., 
i3* 



i 



6. Porfido dell* Elba ■ Fondo rossastro 
ilcon o-istalli bianchi . JVon comune . 

7. Porfido dì Svezia . Fondo pavonazzo 
misto di rossastro, e cristalli bianchi ango- 
losi . Non comune . 

8. Porfido di Siberia . Fondo verde cu- 
po con cristalli bianchi rotondi . /faro . 

SPECIE n. 

PORFIDI VOEGARMEKTE DETTI SERPENTINI 
■'*' ' ■ '- 'MARMORLACEDAEMON . 

. 'ìl*-.lUlf)"l V' '■ ■ •-■■'-■■A ■ 

- 'i i<Hmioi^iu} parlando de' varj marmi, 
-dice , the non tutti- si formano nelle minte' 
re , ma inaiti si trovano sparsi sotto la ter— 
i.rwt, di un preziosissimo genere è il ■marmo 
l'^verde- Ljacedomonio più degli altri bello , e 
vivace . Papirio Stazio (112) dice , che i du- 
ri sassi di Sparta erano verdi . Da ciò si de- 
.duce , che questa pietra era verde , dura , 
-.« si trovava disseminata; Tutte queste cir- 
costanze combinano a persuadere , che ÌI 




»9T 

marmo Lacedomonlo degli antichi- corrìspon- 
da al porfido verde , che volgarmente chia- 
masi serpentino. Che questa pietra sia ver- 
de , e dura , tutti Io sanno , tatti lo vedono; 
che si trovasse disseminata , e non in root 
eie si dimostra col non essersi mai veduta; 
in massi ne^ grandi , ne' mediocri , ina seni'- 
pre in piccioli pezzi. Ed iafatti non sì ve»- 
de in Roma né una colonna, né upa rasca^ 
né un' urna di serpentino : oltre di ciò èida 
notarsi che gli antichi V adoperavano ne' pa*- 
\imenti . Tale è infatti il pavimento del Nia* 
feo conosciuto sotto il nome di Grotta 4^ 
Egeria . Lampridio (u3) racconta di Ellagb--> 
bolo che lastricò piazze sul Palatino di mat^ 
mo lacedemonio ^ e porfiretico . Pausami' 
(ii4) credette, che presso Crocee villaggio- 
delia Laconia , vi fosse la cava del serpen- 
tino, e disse , che sì traeva in massi stac- 
cati , come le pietre che portano i iiurai , 
lo che sempre più dimostra , che il serpen- 
tino trovasi disseminato. A questa pietra; si 
sono dati varj nomi. Straboue (iifì) lo chial<^ 




J 



?98 

mòr,matrrao'>-^nìgeto , perchè trovavasi prcs- 
so^lun imonte 'di tal; noiHc : 'Sesto Epipìrico 
■(ajyGyio chìànfibi Shnnrio'.^er-chè il monte Te^ 
parol è pròssimo al OPnigetòi! Marziale ' {n'jj 
lo chiamònSpartfino-i^Qrcìik Sparti» - è » conti- 
gtial :al monte ^Taigetoi! &iovetìate;^(i 18) lo 
<MMDàLaàadoiii)&mo altro AamG' con cui Spar* 
ta/ si i chiama b i PaóM ^ 3itcnKÌai]ioi ( 1 1 g) jlo clisse 
|j»o0BÌor iperchè. Sparti ìèi nella Laconia : iPi-- 
nhlmeii&eii'Flmio (i3d):iÌOi -cliiamò: ^smeraldo j 
«.[||ÌCGCiau]iei3t^ dice 4'iche:<molU smèraldi-'L^^ 
«etnici. bi trovavanq présBÓ-'il nidni^ Ttiigcto i 
Questa pitetr* diversifica ■ dal pòrfido 'pw W 
S4)^ Ifdrrba; ideile. m^bcliic j ó'.sìa- d£^cristaUi^| 
che-jcaio .piiitljoStóihmghii^ ed 'angolosi',!' d 
^^pjij^ti .in. fbvnaa di stalla <^'ie più! comune^ 
mi^fililin jlbiriDla» di Grpcoidi S: Andrea^ 



-!)K32 1. 

t ini nel 



-noq'i't' fi ■■Il j. .ti.r. lu. -jt', ■:f^.^■|Jf 
J/iEiiS«r/jej»t«B<j' vferde olitaro'-«oii cristalH più.» 
clùati , ie;^Ptendentii iti giallògnolo;, i più- gran-; 



17^ 
■'■'99 
di pez2Ì che io conosca idi questa pietra sono 
due lastre ellittiche lunghe sei palmi incftstra- 
-te ne' pilastri: avanti l'Aliar maggiore della 
Basilica di S. Paolo ohe- ancora si vtìiìlòntt'ltt- 
tattl^ ed una lastra tbndk del diametro di 
palmi cinque ;posta sotta l'ambone dell' Epi- 
stola nella Chiesa di S. Lorenzo fuori delle 
mura .Rari e belli ànCoi-a sono due tavbfr- 
ni ellittici! delia lunghezza' di' palici (t-0 ^ che 
possiede in Roma il sigctor; Gkpìtano tìfely 
getttiluomo ■ Irlandese '^'la'iplccidK pézil "CiJ^ 
mime. • ■'■» 

1 L 3;iii;^/ird eoa fondb tVérde cupd e «i^istaUi 
grandi di un verde erba . Hitro .■ - •'-•■' 

^- Altro- con fondo Tejde chiaro e cri- 
stalli più chiari sottili , e posti in ibrMi-'-d'i 
Stdla. -Raro. . • : 

I 1 4' -^It-^- '■ con fondo nero , e cristafti' ver>i 
di* HwfQ.^ "1.-^ •'■■■''■' ' -iiJIi..; 

'5. ^^(r^uncòrt' fondio' pérsichintì cupd"* 
cristalli verdi; ini fohndidi stella. iRàro, ' 

6. Altro con fondo verde erba «on cri^ 
stalli bianchi, e neri. Rarissimo. 



. 7' ■^^^''o con fondo pavonazzo , e cristalU 
. verdi - Rarissimo. 

,. .8. ^Itro. con fondo di color del rame con 
crietalH verdi . Forse «nzco. - 
ì; , 19. Altro. con fondo verde erba , e cristat- 
Jlipiìi;chiari . Volgarmente chiamasi porfido 
. Vinelli perchè di rocente trovato presso Ostia 
_4aljSÌg- Giuseppe, Vitelli . Rarissimo . - 

ui\ ) f IP-ì jiltro con fondo verde erba con crif 
^tal^ vericli ohe passarw lal giallognolo , e mob- 
-t«'|n4Q^lu^:di Gal(^d)4nie, e sardoniche :.:.jRa-^ 
rissimo. ■■■ \ 

i'I' ■ ii^. y^^^r» con, |biui^'i>igio,e crìSlalU- bian- 
chi . Forse unico . 

}i. Altro con fondo nero , e cristalli 
bianchi . Rarissimo. 

i3. Altro con fondo nero, e cristalli bi- 
gjk/Di questa specie vi sono due vasi nella 
galleria de' Candelabri nel museo Vaticana 
lUim. i4jf>3. e i5o8. y ed una colonna in S. Pras- 
sede avanti la poru della Cappella della S. Co- 
lonna . Rarissimo, 



e^ . §. II.. SERPENTINI D'ITALU. 

varietà' ^*' 

Serpentino di Cecina in Toscana . 
Fondo nero , e .cristalli bianchi tendenti al bi- 
gio. Raro. 

I y^i) Serpentino delle Alpi . Fondo nero 

con cristalli candidi . Bellissimo, e rarissimo j 

M. 3. Serpentino delle Alpi, Fondo TCrdél 

còaicristalU bianchi .^;J¥aro.: ..' ■ ; / triio 

ùnA, c. L::a,S:& e xvi.,[ .fn«<i 

r . ■' i' ,: ,. !r.(> 

-, , Jl granito è, composto dì quarzo, feldspftri 
to,. e mica che si uniscono insieme in virtàii 
d^Ua forza di aggregazione senza essere inviri 
lijppatì da alcun cemento. I geologi più ZQ9«f 
derni riuniscono ai graniti le sieniti , e credo— . 
no che alla mica sia stata sostituita l'orneblen- 
da : Noi perciò in questa classe riuniremo tanr- 
to i graniti propriamente detti , che le sieniti-': 
Questa pietra è primitiva , e forma la base di, 




J 



tutti i giMudimqhtiv Xrovftai. irt imoUi luoghi, 
e di tutti i Chlori ^ .,.,,, 



. r.itr.ScnT iS- I- GRANITQ ANTICO...,,,', .t 

ovifiVtéesó-^a. .dt^.di\5ìeaa\iSiil ^còfafiae fr^ 
l'CiglUó>i..'e-l'£ltiapià y^è .littà; catena!. dii monti 

febmati diiipÙetra 'dura ^ é compatta sen^à al- 
cuna vena, di cui si&'on.iiatti ^òolassiijiobflU'* 
sebi, ed altre grandi opere, siccome riferisce 
Paolo Beilcirf^(i2i) cfie'errfditahienJte visitò 
l'Egitto. Tal pietra appunto è il granito, che 
dal luogo della cava gli Scrittori chiamarono 
itfatfÀo Siemte. Fra i graniti antichi ve iie so- 
nf»"'»!! molti colori- Del verde ninno ha fetto' 
nrètìaione ì il fiero spesso si è confuso còrt'ila' 
basfflte) al TOSSO per ragione d&I colore^ 13Ì èi 
dati il nomo di Pyrrhopoecilon ^ il bigiosi e- 
chidmato Psaronion , perchè somiglia alle pen-' 
ne dello storno , che in greco dicesi 4«^ (laa)-' 
Erodoto (i23) lo chiamò jEthiopicum perchè,' 
crime giù si è a^vvertìto , eraSiene sul coufine' 
dell' Etiopia. 




9oB 

Poiché del granito , più che di- qua- 
lunque altra pietra, si sona tagliati In Égìt'l 
ta , e [trasportati ! in Roma Jàiortwi'mtrssi'V 
come; sono gli obelischi , le iolohne flof Pan- 
theoa>j e quelle della Certosa- 'alle" TtìrmÉ^ 
Diocléziane non SEirà'inopponuAo'V^lw- rife- 
risca il metodo tenuto -per' il traspwW. OÀitt-i 
pito eh' era il taglitì" apri vasi un-' ifttìiiaie' , che- 
dal Nilo p**rtavfl I' acqita fino ài làoigo'«ve' 
era preparato il masso :'Jw sopra Tiri» zat-' 
ter* caiticayasi,' ed' a'setondai della'' corrente 
giungeva ad Alessamiria-,^'* quindi -pW-lit'fii^' 
ce del TcTere presso Ostia - scàricavasl iti Ro- 
ma ,. si come disse Plirciio'i (i'2'4)"W6l rife*'irè 
il modo col quale dall'Egitto si eraiKCtra- 
sportaii' in iRoma gli obelischi del Circt»' pias- 
skaò,-&r4el -Campo- -Màr^o-;-:!^!- t^it ii.ii.l>i- 

. AS«HV.n 

Mi illWV'.ìlD iKViA'Jl*» TlU2JtÌ -Jiilui .>; 

. ■unw.MTftft . i.hii.!:.ii!»Jr,3 oiiii! il- lOq nJfc'iisbl'jì 

M.n.ii, F(»idb néro cortJ grandi véne Xiahche- 

Conosccsi sotto nome :dii'granita della Colon— 

mi perchè la . picciola > colonna di S.:Prasse- 

de è di questa specie . Rarissimo . 



2- Fondo nero fiorito di bigio scoro . 

Di questa pietra v'è una bagnarola nel cor-" 

tile ottagoqo del museo Vaticano . Rarissimo. 

■ ,3. Fondo bigio tendente al verdognolo 

S/fKÌtù', mÌDUtamento di aero . Rarissimo • 

; ;4.. Fondo bigio t^ij picciole macchie fi- 
to^de^ Difesi volgarmente a raorvigUone. DÌ 
questa pietra sono le due grandissime co- 
lonne ., dell'altare di S. Gregorio: ia S*,PÌ9-' 
li-o in, Vaticano . Rarissimo . 

Sm Altra specie con cristalli grandi , e 
qttadt'ati . Rarissinao , e forse unico * 

6i Fondo bigio scuro fiorito di bigio più 
chiaro i;on mica in forma di brevi linee, e qual' 
che macchia del colore del giacinto . Dì que- 
sta pietra v'è un vaso nella galleria de^ can- 
delabri del museo Vaticano m\ni. 1709. Ra- 
rissimo . 

n. Fondo bigio con grandi cristalli di 
feldspato persicliino gatteggianti . Rarissimo .\ 
. • ', 8. 'Fondo bigio con minutissimi punti 
bianchi simili all'oolite . Rarissimo . 
-^ .;.g. Fondo verde cupo fiorito di verde 



òoS 
più chiaro e poco bianco . Chiamasi Jella 
sedia , perchè di tal pietra sono gli speccfaj 
del piedistallo che sostiene la statua di S. Pie- 
tro in bronzo cella Basilica Vaticana . Rara. 

IO. Altra specie con fondo verde fio- 
rito di solo bianco. Più raro . i 

\u Fondo verde venato di color di ro- 
sa . Rarissimo . .1 

12. Fondo verde 'fiorito di bigio. Ap- 
solutamente unico . 1 >h 

i3. Fondo verde plasma fiorito di biaiii- 
co , e di nero . In Uoma non ho ceduto , 
che un picciolo vaso nella quarta camera dei 
palazzo nella villa Albani. Rarissimo': 

i4- Fondo bigio con picciole macchAc 
oblungate di bianco e di nero . DÌ<..^questa 
pietra v' è un mezzano rocchio di colonna 
nella galleria de' candelabri del museo Vati- 
cano. nùm. 1709. Rarissi/no . i 1 : 

i5. Fondo verde cupo fiorito ! di' verde 
chiaro che tende al bigio . Rarissi^w . 

16. Fondo di verde erlia fiorito di ver- 
de pisello in forma reticolare . Raattsimo^'. 
- - -i. l-fl c:J<Ì!i 




I M-.L li^iiFon^ verde che tende al nero .quasi 
iiinicolope; Carissimo.. '.: ; ;i; 

. i8i. Fondo TerdéiCttpOifiDrito di |a^(i(jU 
plinti di: rvecàe jìmichiAro.. Jieiri^simo .^'t vn 
■ ig,- Fondo rosso, camino fiorito leggier- 
mente di nero , e rosso .più chiaro. Rarissimo. 
' 2&* Fondo rosso più carico fiorito più 
largamente di nero, e bianco . rossastro ., Di 
-questa pietra v'ò un taso nella galleria de'can- 
delabri del museo Vaticano aum. i^ò^. Ra* 
-mssanOiuy:''.: u. :.r.i. lu-j ■.!..-., ....,1 Xi 
, v\-j\aiu. Hdntia TOSSO' jscurb iìoàtoi^ « quasi 
Icbperto.difnero . Rarissiawi.. j >' i ii.' 

23., Fondo color. idi rosa con macchie in 
:Aiirma di breccie .. Rarissitnoi^ , .JM 
1.1 .fi3t' Fondo rosso chiaro con macch^iikjìaii- 
t-ohe, e moke nere yC' grande strìscia rossa- 
-Di questa specie. di granito è la statua. Egi- 
ziana che rimane a destra nelP atrlordelriiiu- 
useo Capitolinoi. JiartssJmo.. ■ , l .V. i 

24* Fondo nero con maccliìe' <biaadli<&, 
^c grandi oristalli di Feldspato rosso . .Dì (|uc-> 
sta specie. ì l'altra st»luaichc. jìnlàué a si- 
nistra nel detto atrio . Rarissimo . 



J 




tóa5*.'Eon*io>n(to,:CQn,ifflacdb4&i)iartChe e 
hjli) cHstalli f dli&itlspato ros5o:cI^iara .. Qi 
questei pietra , è. id' feellissitnaf vasca^ tli foftf 
ianai'SuUa piazza tli'Vienezia in.Rónj».. Uà- 
rissimo . .<'■.■: *..'A 

■26; 1 Fóndo i bianco con màochie nere e 
grandi cristalli di feldspato pbrsiehioo . Di 
quésto: granito vi sono cinque 'cl)Idnnc nelU 
otiieàà diiiS.'Croae in Genisalemhie , ^e die- 
ciotlo aella Chiesa di S. Costanza presso S- 
Agnese ì; fuori! i della immra . Màro/iì . . 

' ''27; Fondo; bianco-.coa grandi tmacohìe di 
rosso 'cupo . Difijudsto .gramicoiisbapr'le otto 
straordinarie colonae::nQlla::^h!ÌeVaiidi.S. Màr- 
riaj degli Angeli; alle -Tecme Diooléz^àe , e 
l'obelisco Aureliapo :SuliEincio.iiB Jl©rha i-.Co- 

htatnànli->-l il' :.i;.'i ■ '>.' ■ .'/..au/i i.JÌmi ■ 1, 

28. Fondo Houeó. ..Con. iguaadi Yraac«hie 
di I rossa -jihiaTOi Dioeaijigraiiiitò.: d'^lft Guglie 
perchè i di tale apèciei ^ sono^ gU. obelischi .che 
si vedono la Roma;j' .<3o/rt«ni>i6ffiO'.^it: 

29. Fondo aero cou macchie; biaudie.. , e 
grfndi.eriatitUi.-di feillitg^tQ.^viéteèt* ^{jMaris^ 
simo . 




908 

3o. Fon<lo nero con liste di rosso fiori»- 
»tó . Di questa specie sono i due leoni a' '.piedi 
4ft cordonata di Campidoglio. Rdrissima . ■ 
-iv, 3i. Misto di bianco e nero minutissimo , 
Rarissimo . 

'.> 32. Fondo bianco oon inaccMe aere pìc- 
«iole, e ritonde . Di questa specie v'è una cp- 
iònna nella Cluesa di S. Prassede , ed una ba- 
gnarola nel museo della villa Albani. .. £a^ù* 
■Simo. 

33. Fondo nero con macchie bianche che 
itendono al violetto . Di questa specie v'è un 
'idolo egiziano nella galleria de' candelabri 
del museo Vaticano num. iSao. Rarissima). 
:> 34- Fondo nero con macchie bianche ten- 
•denti al rosso . Di questa specie sono le due 
slìngi nella camera delle urne dì porGdo nel 
'museo Vaticano . Rarissimo . ■ 

35. Fondo bianco con picciole , e rade 
macchie nere - Dicesi del Foro , pecche tutte 
le colonne del Foro Trajano sono di questa 
■specie - In Roma comunissimo. 

3G. Fondo bianco con macchie, aere pia 




3Ó9 

spesse: Clùamasl volgarmente granitello anti-' 
co . Se ne vedono molte belle colonne nel 
portico (Iella Chiesa .di S. Sebastiano fuori le 
mura. In Roma e amunìs^mo. i.'.: ici ii r» .^ 

■^ .own ■) t-i/'j^-'fi i'ì^'i.ì^j'^'O^iaw'» noi -n 

1. Granilo delle Alpi. Fondo verde chia- 
ro con liste di verde più scuro simile al Ci- 
pollino. Rarissimo . 

3. Granito delle AlpL^onào verde con 
macchie persichine . Raro . 

3. Granito delle Alpi. Fondo bigio eoa 
macchie bianche , e punti neri . Rarissimo, 

4- Granilo delle Alpi . Fondo verde dì 
pomo con molte macchie di mica nera. Raro. 

5. Granito deW Elba. Fondo verde chia- 
ro con cristalli di quarzo amatisto . Non co- 
mune . 

G. Altro con fondo verde un poco più 
carico, esimili cristalli. Non comune. 

Granilo di Corsica. Fondo nero fiorito 



^^H "■ Kjiiinii<J II 



■ 4 



eoo macchie piccìoUssime bianco-rossastre , 

Rarissimo . < 

8. Granito di Siena^ Fondo bianco con 
grandi cristalli di feldspato violetto . Mollo 
bello, e molto simile all' antico. Raro. 

<). Granito di Corsica. Fondo bigio scu- 
ro con maccbie di bigio chiaro , e nere . Co- 
mune . 

10. Granito di Corsica. Fondo nero con 
raaochie di rosso cupo. Raro . 

1 1 . Granito di Cumiana nel' Piemonte* 
Fondo color di castagna con macchie gialla- 
stre . JVon comune . 

r . la. Granito delle Alpi. Fondo bigio che 
tende al verdastro con macchie bianche, ^«ro. 

i3. Beala di Milano ■ Fondo biancastro 
rilucente per molta mica bianca. Forse è del- 
la natura de' Schistimicacei . Comune, 

i4* Granito delle Alpi. Fondo bigio chiai 
ro fiorito di bigio scuro . Comune. 

i5. Granito di Porosa in Piemonte. Fon- 
do bigio chiaro con macchie bìgie tendenti al 
v«rde . IVon comune. 




^_ ali 

^^1 ; 16. Granito di Corsica. Fondo rosso di 
filoco, fiorito di nero. Raro. 

17. Granito deiP IClùa .Fondo -ueto-a&n 
grandi cristaUÌ di i^ldspato di colpe. j^^^oq . 
Jìaro . . . . , , 

18. -Granito dell* £ilia- SJiàSto impalo di 
bianco , bigio , e rosso «arnino. Maro ■ 

ig. Granito delie ^IpL Fondo- iioro con 
grandi macchie verdastri . Raro . 

20. Granito delle Alpi . fonda V*ril^ 
che passa al nero con picciole macc^ùfì. ■df ^evr 
de più chiaro . JVon conitene. . i ■ , . 

ai- Granito di Corsica . Fonilo verde 
iiorito di color di rosa. Rarissimo . 

22. Granito delle Alpi . Fondo verde 
scuro fiorito minutamente di verde pisello . 
Raro. 

23. Granito delle Alpi . Fondo verd« 
d'oliva con poche e picciole macci>ie nere , 
Raro . 

24* Granito di Corsica . Fondo verde 
bottiglia reiicolato dì bianco . BcUo , e ra- 
rissimo . , ^., . ,T ,, . ,. .,v "> -. < 

■4* " ' 



1 



i 



25. Granito di Genova . Fondo verde 
I con macchie biancastre , e strati di mica rilu- 
I centi . Di questa specie vi sono due vasi nella 
r galleria de' candelabri nel Valicano nnm.1570. 
'e 1 57 1 . Raro , 

26: Grhnito orbiculare di Corsica . Di 
questa pietra riferirò la descrizione fattane da 
' Bomare(i25) Esso così si esprime: JVoi abbia- 
mo ricevuto net 1785. una specie di pudirv 
go molto raro , e bellissimo per la sua con- 
Jigurazione , e per le sue parti costituenti . 
Questo pudingo , eh* è stato trovato in una 
massa sotto O/metto neW isola di Corsica è 
composto di palle sferoidi della grossezza diun 
forando incastrate in una materia granìlosa, 
, e bianchiccia ^ e le palle medesime simetrìca- 
■ mente disposte senza toccarsi sono composte di 
f strati circolari, e paralelli '. Lo strato este- 
I riore è di quarzo bianco , cristallizzato , ed 
^ ha più di due linee di grossezza ; il seconde 
strato è grosso più di una linea, ed esibisce 
un numero di lame , o di Jtletti di una spe- ■ 
eie di steatite di un verde nericcio \ il terzo 



ai3 

strato e di quarzo òìanchiccio , e di una li- 
nea di grossezza ; // tjuarto è di steatite pu- 
ra , e Jìna ; il quinto è di quarzo , e largo 
tre linee ; finalmente il nocchio o centro ha 
dieci linee di diametro, ed esibisce quarzo, 
o steatite lamellosa , SuWo stesso proposito di- 
ce Brard (126) che questa bella roccia , di 
cui è difficile darne un? idea con una sem- 
plice descrizione era del peso circa, dugenio 
libbre , ed era tanto differente dalle altre , 
che si credette caduta dal Ciclo ; Jrc subito 
divisa in molti pezzi , e le più picciole sca~ 
glie furono con avidità ricercate. Di recente 
il Sig. Matthieu ne trovò grandi massi sulla 
■montagna di S. Lucìa, ma i globi sono più 
piccioli , i circoli più stretti , ed il tono ge- 
nerale del colore è più debole , e meno lu- 
cido , anzi spesso i globi sono interamente 
bianchi , e senza circoli. Questo è il granito 
globuloso di Corsica chiamato Napoleonite , 
che non si deve confondere col granito orbì- 
culare . Il saggio della collezione è di quello 
dgl.iySSf) ed è estremamente raro. 



j^HMon u 




■W ^ '■^ffljl Granito ileU» Òdlpi. UistO «li vio* 
-letto'* nfira con molteiepùcciDie maccMe ver- 
idi i ''B«Ilo^f e rarissima: 
Si !i.%^ Granita dxUtè^ Alpi . Fondo nero coh 
[•fjHaceliierasséi, è biaito.istre-\fi»7ro • 

39. ,6V<rA*Vo delie^'Alpi.Voniiìi verde ci»- 

pò, e fiorito di' nero, i^z/ro. ', i ;' ì'' > 

- 3(y. -Granito deìie\dipi . Verde 4'> poino^ 

' t* ijoatìi uni-CDlorc . Rarissimo . . ■ ■ A^ ■ \ 

' Zt.yGranito deUe 'Alpi . F^ldo '■bìgii 

IttossEtstrà.coQ vene nero' sonaigUaìidv'ei^^lsgm. 

f'jiietrificaii.j-'.,^arp\ > (■■-'", ^'' a\ v.\ v./''» 

' S'zi'^XiFantto- de'ilè A^pi\ FioFito'iftiinil^- 

Jileme'di bianco , nero, e giallo . Rarissiìiiffi, 

-\ ' 35t Gremito delle' Alpi. Fotìdo rteròww 

[ -ttata di'-bìanco grallastTO. ,^rtro.^ ' ^ ' ^-'i' \ 

•3^- Gra/iilo delle Alpi':. Misto di Ì>iàn-i 

J.tb'^'^Vtìrde con cristafcU dt feldspsrtof ^erd» 

^ttfeggi^nti. Rarissimo': ^ ^ -V v ,- \ 

r ■ 351 Granitb-d'dltAl'pi.'th'Àh.o'im&^^l^^ 

Tftacchie' rosse , è VerdhsWi:* I^roi' ■ '"' ''•' ► 

' 36- 'Granito delle Aìpii Fondo veide cHia* 

ro con poche macehie biìiDche , e nere , i^oU 

rissinw . 




35. Granito dèlie " j4lpi ^ Tótìdo verde 
-SCUPO, e fiorito di verde chiai-o . BeUissinlo , 
e rarissimo . 

38. Granito di MalQnggm in Piemonte;. 
Fondo bigio verdastro leggiermente v*ualo di 
bianco , e nero . Raro* 1 v. -y.- >^ ■' 

39. Granito di Corsica. Fondo verde 
cupo roacchaato di verde e»ba i^ Jìaroi-- 

■ .. fyi» Grhnito delle .Alpi. Fon dot vendei ca- 
po fiorito di bianco. MarOi -u,,\ 

4^- Granito delle Alpi. Forrdo^ bigio ver- 
dastro COR. macchie di verde p li scttcok Jìarq, 

4^. Gramto^ dello. Alpii. Mièto 'fionìtD 
miaittaiiieaieidil blai^oo , è bigio verdastro . 

43^Vria'ttitod&Ue^Afy)i*V(mào^!àìkstiù 

fiorito di rosso camino. lìarissimo*--"-' ■'•—^■ 
44- Granito dell' Elba. Fondo bianco 
con macchie nere, e bigie. Raro. 

45. Granito -diJitvéno nel Milanese . 
Fondo bianco tendente al bigio con macchie 
di rosso pallido. Comtme. 

46. Granito di Corsica . Fondo nerastro 
con macchie bianche. IVon comune. 



■ 

I 



■ : 4l-(^'f^^^^ó delle ^//;f'i. Fondo -bianco 
fiorito minutamente di. verde erba. Raro. 

43. Granito delle Mpi. Fondo bigio cu- 
po con molte vene pavdnazze. Rarissihio. 
• f 49- Granito di Corsica - ■ Fondo scuro 
tendente al nero con macchie rossastre. Non 
•óomune* \ ■' 

5q* .Granito delle yllpi . Fondo bigio 
cnpd liìoricó di bigio che passa ^al\.gÌaiUstro . 
Raro. ■ I iii f , I 

• 5i'. Granito dì Napoli. Fondo .rosso cu- 
po venato reticolarmente di nero. Dicesi erut- 
tato dal Vessuvio. Rarissimo, 

5^t Granito di Napoli. Fondo bianco ia 
parte macchiato, ed in parte venato di verdq. 
Anche questo dicési eruttato dal Vessuvio . 
Jiarissijiìa* 



FINE. 



•VHuwo:} wvfì. .^iiaaciU 9i(b;ifuii fl<S 



air 

De^H-'kittoH ,' e" W luoghi àìiàtt hèW o^erW. 

1. Sirabone lib. io pag. 487. ! , ,, ' 

2. C.Plinio secont3.o Hist. muiv ]iJ)r,3G c^p. 5- 

3. Doddwel viaggip di Grecia toma pag.Soi- 

4. Plinio op. cit. lib. Zf^ cap. 17. .j j 

5. : Teofrasto dèlie pietre ^. i5- ' > 
C. Plutarco vita di Andoc, pag. 835. . 

7. Pausaoia Attio-i.cape 3iì pag. 78-.' edi?. di 

Lipsia i6g$^.,,. , -,1: .;: ^ .,■<. luniN .^c 

8. Pausaoia Arcad. pag. fi5&d^;^dfc5*ri:j;Y .g^ 
g. Cicerone Epist, ad. Attic. lib,. 1 epiat,')8^ì2 

10. Xenofonte de Proveat- cap..i.§,4-. 

11. Orazio lib. a od. 18. .; ■ . . ' .> e 
I a.' Visconti jMtiseoiPioTGlemenU lib.3pag.36- 
i3. Vitruvio lib, ,j,f<tp.3. -i .l;óoI . ] ..'_'; 
14. Olivier Viaggio-alla P«r»Ì3:CQiaÌ!3r:c^. 29. 
j5. Erodoto lib. 6 cnp.. 4?* -l'i :!jIì:ìxii:.A .Le 
iGv.Eljnio op. jQit. lib. 36. cap,i.& 1, oiir.D .^o 
17. Pausania Attic. cap. 18 p^g>;438-!-f'r' 

t8; Pa0lo, .BplÌ99fc/ld^ <?peKM9aU![ft .piMBi&laflt. 
lib. 7- >,; .lii:,., ;^-i .;:.,; ,„ 




?«8 

19, Filostrato VltaldlSàt KIjj2 pag.556. 

ao. Papinip Stazio Sylv. Baln. Etnisc. y.3g. ^ 

ai. GiuseppeFlavIoAntIch.Ebr.lib.3 pag-77g' 
Ediz. Havercamp. ' 

29.- VitPtrvi^lit». 10. cftp. 7. ■ 

a3. StrJibòftó capi i4 pag. 658. 
^a4- Strabene cap- 5 pag. 222. 
taS- Nibby del Foro Romaico' Discorso' ppeli* 
minare pag. 21' -*'''- s ■ ' ^ ''Ji-niH -) , 
Kiiè. Piimoop. cit, lib. 3$' eaptiSy ; :- : 1 ni .7 
laj. Plinio op. cit. lib.6 cap. 1. ' ■ 

fah. Vitru^'litì^a "«ap> i^7.-' ■ ■ -' ' > '"•** -8 

ag^'Gloi'gio'Vtìsyri ÌQtfoèaz4^«^ ani del' «Hs^^ 

3o. Plinio op. cit. lib. 5 c»]^.3!. '■ .--O .11 
Su S^doaii») ApoiUnace Paùeg. Major^ v«r/38; t 

32. paolo Silenziario D^senz.'i^l Tempfo-dì 
-C St Sofiftipàr,.a ver; 3*71'^-, ■ I ir/'') ,J t 

33. Marziale lÌb.8?pig.5tì;^Veif;:8--!;'i:* -Vi 

34. Carlo a £i«nèSist. M!ber,clìiSS.'ii»jiéfc.r& 
num.-'0^ìe«. A- • ^■'' ' '-fi-'I.-i 

35. Fèdjer: Lettre» ^r la Mineralogie de Ì^Ite- 

Uè lelt. 17 num. 18. 



"9 

36. ■ LlnoIS bp.dtdass.li Spec; >5"aiim^g let^-Bv 

37. Fcrber op. eie Lett, 16 pag. 3^9i'"'i'i •i;<*- 

38. Plinio op-. citvLib, 36 cjp. 8:," "iiiil'I •<■<> 
3g. Cornelio Nipote 'Fragm. catp. 8 arimi 6.- ' '* 

40. Pausahla Lacoiii ' pagi 37'5. • ■ '>"■*' ''-^i .s:D 

41. Tlbilrio lil),3..ele!g.3i'vi i-4.^'u,U oi.KI .ti) 

42. Pì'opin-iio lib.'3.èleg. i, ' .-I .uujiitl .(li) 

43. ;P4oJoSilenzSaFÌ8'<)i()l' eiWpar..'i r>,^ifl..^<l 

44. Plinio op. cit. lib. 4 cap. I3. ■ - ■ -' 'J 

45. Papinio Stazio 'SylVàr; lifr. 2 Sw<ieifcy654'i 
V. 93. -h -■li' -i'"'-'- ■ ; -"liJc.l il-iioU .^0 

46j .««nao» WsoaiJuipigngaSii'™'"!* Int-ia .BO 

47. Teofrasto deliè:Pieh«'i§.il3i ^of. .gr.n 

48. PlinioiJwp.. cit.diÌ3..36f[capjG. linii^iii/I .(;i) 

49. Paolo.^lenBÌaria ap(..titi^paij;>2P'VeifS.ll3<l;f 
5o...fitrflbbnetliih. ii2'i^agLi5i7^ ':i,ÌT^no-jir .t~ 
5i. Claudiano IHoiHa in EAwi ia^ f iti i .jirtj 

Sa. Giovenale 'SatiPi L4^ver- 367- jo l>ir-itl .c^ 
53. Ovidio Epist. -3Ìi"verJi48iJ- ^'t^c-nojT ,i"; 
54- Paolo Siledararioitepi k!lt.'paK!fi'V''àlóB.-i ; 

55. SalmasioienirciSiin-PlinJ-pagj'4csfi"'''' -'t 

56. Plinio op. cit. .Iil;)i 5 ,cajp, 3':iv," IjilivI .ò- 

57. Vitruvio liJj. .2'.capg'8- ■ ■ -i jìio<IeiJ'.'. .;•; 



H 




58- Paolo ^ilenziarjo op. eli. lib. a ver. aao-; 
5g. Pliaip op. cìt. lib.36. cap. G. 

60. Plinio op. cit. lib. 37 cap< 10. 

61. Plinio op. ci t- lib. 36 Clip. 35. 

62. Svetonio in Domiz. lib. 8 cap. 14. 

63. Olao Borrichio de antiq. Urb. fac. lib.iG- 

64- Isidoro Ispalense Orig. lib. 16 cap. 4- 

65- Biagio Cariofilo de Marmor. antiq. pag-^^ 

ediz. Lue. - .(,j» 

66. Sua bone lib. 5 pag. 232. .j. 

67. Borch Lytholog. Sicil. class- 4- 

68. BrardMinèralog.appliquèe auxarts tom.a. 

pag. 3o8 edit.*Paris 1811. 
6g. Pausania Attic. pag. 107 cit. ediz. 

70. LÌnneo:op. cit; toni. 3 pag. lòij.'-il -,|, 

71. Brongniart Traitè elem. minerai'." toin.-.'ìt 

pag, 198 edit. Paris 1807. 

72. Brard op. cit. tom. 3 pag. 3oo. 

73. Teofrasto delle Pietre §. i5. 

74. Plinio op. cit. lib. 36 cap. 8- 

75. PIìqì.opp- cit- lib. ò6. cap. g. 

76. Brard op^cil. pag. 273. 

77. Strabene lib. 9 pag. 437-— i 



I 



^8- Paolo Sileaziarìo op.cit.par. a.' ver.aiS- i- 

79. Brongniart op. cit. tomi > pàg-197»-'!! .^>y 

80. Dioscoiide lib. 5 pag. i45- • Ì!:i:'f .ooi 

8 1 . Bomare Dizionario^i Stor. Nat. verbi Man 

mo. • : ' ' , -!.'"t 

82. Brochant eìem^ di Miner. tom. i pag. à^ 
ediz. Milano 1807. '!• i:i'i -ì.oi 

83- Hill Comment. a Teofrasto-S. ig..;;'I .rot 

84. Brongniart op. cit- pag.iSaj 'MiciiA .idi 

85. Brard op. cit. pag. 180. • JiniìyjJi .-joi 

86. Plinio op. cit. lib. 36. cap. 8. i ''jau3 -Hot 

87. Dioscorlde lib. 1. par. 4o- i!»"!) .y.,.)i 

88. Paolo Silenziario op. cit- par.2. ver. 324*' f 
8g. Polluce nell' onomastico lib.'; cap; a3* 1 1 
90. Plinio op. cit. lib. 3G. cap. 7. 1 .^tj .tu 
gì. Lucano lib. g ver. 717. : .i;(-(; 

92. Plinio, op. cit- lib. 36. cap. 26. '~iiA .in 
g3. Isidoro Ispalense prig. lib. i6 ^.tSCi -ì 1 1 
g4- Pomponio nella Leg. ai ff. de aur. & argi 
leg. : I 

g5. Plinio op. cit. lib. 36. cap. ao. ■ •'} 
g6. Strabone lib. 17 pag. 808. 'H^"! -V" 

97. Brard op. cit. tom. 2. pag. a5o. -t^iiJ -^i t 



ulà^'JUtt^ 



4 



g8v Plinio op. cit. lib. 3^ cap. g. 

99- Hill, op.cit. pag. 1 19 leu. C- 

100. Plinio op. cit. Ub. 27 cap. 5. 

ioi>- Brongniart op. cit. tom. i pag. 359. 

J02. Teofrasto op. cit- §. 58. 

To3. Brongniart op. cit. toni. 1 pag. 307, 

io4* Plinio op- cit. lib.-37 cap. 9. 

io5. Plinio op. cit. lìh. 36. cap. 7. 

T06. Aristide Orat. jEgypU pag. 34g- ( 

107. Stefano Voc. Porfido . 

id8. Eusebio CesarLense lib. 8 cap. S. 

109. Codino de orig. Covstantin. pag. G5. 

110. Gedreno Compend. Ki&tor. pag. sgd- 

111. Plinio «p. cit. lib. 36. cap. 7. 

112. Papinio Stazio. I^iith. Stai. & VioL 
pag. i48. 

)i3. Lampridio Vita Àntonin. Eliogab.cap.aji. 
ii4* Pausaoia Lacon. cap. 21. 
iiS. Strabone lib. 8 pag. 363. 

116. Sesto Empirico Pyr. Hy polli, lib. i4 

p.34. 

117. Marziale lib. 6. epig. 42. 

118. Giovenale Satir. 11. ver. 173. 



19,. Paolo Silen^af io :<)pt <$t. fìh.n. yev.mu 

20. Plinio op. cit. lib* 37 cap. 5. . 

21. Paolo Beiloni òp. cit. pag. àb^'j^ 

22. Pfinio op. cit. lib. 36. cap« i^r .7 ' 
ii3* Erodoto lib. i# pag. ia7- » ? : ; 
24* Plinio op. cit. lib* 36^ cap, 9*] 

25. Bomar op. citt toisu 27. voc; PiicjUa^ : ; 

26. Brard op. cit. totSt 3> pag. 236, 



1 

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1 


^■^ .uc.rw... ■ INDICE 


MfoiT r-.t 


^^^^^ÈDelle Classi, Sezioni, Specie , e 


1' , il 
Paragrafi. 


^^^^^P Classe I. Mai-mi 


Pag. Ili 


^^^^^■' Sezione I. Marmi unicolori 


■' ■• i -a^ 


^^^^^ Specie!. Marmi statuarj 


■ '<'■ ;v3i 


^^H Specie II. Marmi palombinì 


23: 


^F Specie III. Marmi gialli 


. 2& 


■ 5. I. Gialli antichi 


28 


■ S-H. Gialli d'Italia 


3o 


^M Specie IV. Marmi carnagione 


33 


^B Specie V. Marmi rossi 


35 


^K Specie VI. Marmi neri 


39 

41- 


^1 Sezione II. Marmi venati 


^1 Specie I. Marmo Porta Santa 


4. 


^B Specie II. Marmo cipollino 


44 


^^L Specie III. Marmo africano 


47 * 


^Hl^ Specie IV. Marmo fior di Persico 


49 


^F Specie V. Marmo Pavonazzetto 


5i 


^M specie VI- Marmi bianchi , e neri Sa | 


^V specie VII. Marmi gialli e neri 


56 


^1 Specie VIII. Marmo bianco e giallo 58 ] 


^K Specie IX. Marmo giallo venato 


59 

J 



PI^^^^F 


m 1 


Specie X. Marmi bigi owiistA -Vi 


-«w 1 


§. I. Bigi anticlii ..i 1.).' " 


Co } 


§. II. Bigi d'Italia l'iilL i.-.i-fì 


63 


Specie XI. Diaspri teneri di Sicilia 


65 


Specie XII. Marmi venati d'Italia 


68 


Sezione III. Marmi Uimachelle 


73 


§. 1. Lumachelle antiche 


74 


§. li. Lumachelle d'Italia 


8o 


Sezione IV. Marmi coaereziònaci 


89 


Specie l. Alabastri 


89 


§. 1. Alabastri antichi 


flo 


§. li. Alabastri d' Italia 


-JS 


Specie II. Tartari 


104 


Specie V. Breccie 


107 


§. 1. Breccie antiche 


108 


§. li. Breccie d'Italia • 


116 


Sezione VI. Marmi argiUoai 


"7 


§. 1. Argille comuni 


137 


$. II. Dendriti 


.39 


§. HI. Rniniformi 


.3i 


S. IV. Varioformi 


•3j 

l32 


Classe II. Spati fluori >'■- 


Classe IH. Gessi > - i 


iM 


i5 





9^Q 

Glasse IV. Arenarie , i36 

Glasse V. Ardesie j38 

Glasse VI. Pietra allumino s^4 . i4p 

Glasse VII. Serpentine,, , : ji4* 

§. h Serpentine nobili ,.. .. Ji4a 

§* IL Serpentine comuni 14? 

Glasse Vili. Pietre vulcaniche^ i53 

§. L Pietre del Ves$uvid . i53 

S. IL Pietre deU^ Etna. . , i55 

§. HI. Pietre de^ vulcani estinti i5j 

Classe IX. Basalti iSg 

§.. L Basalti antiche 160 

§. IL Basalti dltalia 161 

\ 

Glasse X. Pudinghi 163 

§. L Pudinghi antichi _ ^62 

§. II. Pudinghi dMtalia, •> 164 

Glasse XI. Verdi di Gorsica 166 

»^ 

Classe XII. Lapislazzolo j jl68 

Glasse XHL Feldspati liSg 

Specie I. Pietra deUe . Amaz^oai . 1G9 

Specie IL Pietra di Labrador i^a 

Specie III. Adularia i^3 

Specie IV. Nefriti 1^4 



\ 



'• t ," 



I t 



Classe XIV. Qiiam M " 

Specie L Cristallo di Rocca 

Specie li. .Amatista 

Specie HI. Legai pietrificati 

Spedie IV. Avveatuoaeo: 

Specie V* Agate - 

Specie VI. Dias|)ri 

§• I. Diaspri antichi 

S- IL Diaspri dntalia;. 

Classe XV. Porfidi \ 

Specie I. Porfidi propriamente detti 

$. I. Porfidi antichi 

S- IL Porfidi d'ItaUa 

Specie IL Porfidi volgarmente detti Ser-* 

pentini : \ igG 

§. I. Serpentini antichi ,, : 1,^8 

$. IL Serpentini dltaliaj ^^ 201 

Classe XVL Graniti aoi 

$. L Graniti antichi 1202 

§• IL Graniti d^Italia ^09 



!2a7 


176 


178 


179 


: ; ' ^i8a': 


'. i 185 


•'u-'- 186 


'1. i..:ì9*f 


■'■ 19*' 


etti l'I 9a 


192 
195 



i5 






238 



INDICE 



Nelle pietre antiche có^ nomi latini è {tòlgati 
comparati f secondo Perdine delP [opera. 



I / I • ' 



Pariiim 


Greca diiro : ' Pàg^ ' 


i4 


Lychnite 


Greco duro' ^ - 


i4 


Porìnum 


Grechetto duro 


i5 


Fentelicum 


Greco fino • 


16 


Hymettium 


Cipolla * 


16 


Thasìum 


Greco livido 


18 


Lesbiumi 


y Greco scuro 


»9 


Tyrium 


Greco turchiniccio 


20 


Sidoninm 


Greco turchiniccio - '>■ 


20 


Luneosé* ^ - ^ ' ^ 


di Garrara 


2^8 


Goraliticiim 


Palombino 


24 


Sagarium 


Palombiao ' : 


24 


Tyburtinum 


Travertino 


26 


Numidicum 


Giallo antico - ■ ' . 


28 


Lybicum 


Giallo antico 


28 


Alabandicum 


Rosso antico, ^:; 


35 


Taenarium 


Nero antico 


39 


Jasense 


Porta Santa 


4i 


C arili m 


. Porta Santa 


41 



^ip 


^^B 


«49 


Carystium 


Cipollino i: : " 


44 


Euboicum 


CipoUìno iiucjìlij'iqi.; 


■■4» 


Chium 


Afficano iririi 


"k 


Molossium 


Fior di persico 


'^9 


Phrygium 


Pavonazzetto 


5i 
5t 


Docimenum 


Pavonazzetto 


Synnadicum 


Pavonazzetto 


5i 


Mygdonìum 


Pavonazzetto 


Si 


Proconnesium 
Cyzicenum 


Bianco e nero antico 


52 


Bianco e nero antico 


S2 


Celti cum 


Bianco e nero di Francia 


54 


LucuUeum 


Bianco e. nero d'Egitto 


34 


Rhodium 


Giallo e nero antico 


56 


Phengite. , . 


Bianco e giallo antico 


38 


Corinthium 


Giallo venato antico 


59 


Batthium 


Bigio aaticQ. 


Co 


Ligiisticum 


Bargiglio 


63 


Tauromeoitanum Diaspro tenero di Sicilia 


65 


Conchyte 


Marmo Conchiliare , 


74 


Megarense 
Alahastrum 


Lumachella bianca 


75 


Alabastro in genere 


go 


Onyx 


Alabastro fiorito 


9" 


Arabicum 


Alabastro cotognino , 


9> 



^3o 

'i^y riu m Breccia di Sciro r l ^ xoS 

;}j|lierapoIiticuD] Bredde ài Aleppo i . i r^. i r iò8 

I>y dium Kosso* trecciato » ' 1 08 

^^hìston i Broccatéllo <f;>,i:: 109 

iThebaicura LaTagna'iinticd > *» .{i»'% 

ijfttracium < Ver4Ìe /antico 1 i:j:io.f: ila 

• ■ 

Tessalicum -1 : Verde . amico i»; >;! r t^^ 
Ophite ' . %6rde tàhocchia* j ì n i , ^ 1 43 

: Obsidiattàmf w i¥etrofJVuIcani«y'i -^^^ » i58 
LydiumoiJiir, o .Piett^iaii ParagottB' •' 160 
^^diiupfcdiil^ > ' iBasdtOiiH 1 :ij ì ;i6ò 

]\Gyaau$'g^' i^ oiorlinpisteiiialo w/ij'>^Sì j:(J8 
rSmaragdbifarGal^ii t> e ILiiO «niiì! . il 

; chedcbimwii^ii^Heiigind^e Amazzotii;' 'tGg 

'Lapis Mar tyrum>iDi«Mf gl'i Uinl,::. ^rj^ 

TAchates A§^fc-J^» rcnr : ìg^ 
r.JasfflSoiS il. i 'lonoDiaiJpìto^l xriiJiii.JiiijLi^ •; ::i85 

4^^orphyri«0-ii bnoPcftftde^^^i 0:7 ' 1^2 

r^hebaicaior.id r.llPii'Éwferv ' j n.^» />j^2 

o^omanumno. ni PeTjeiddiA xiììj j . ' 1^2 

o^acaedemoBirK) 1 (Sbi^ntikio ' ^96 

j ^aenariumi^i >jol dStrpéjotUno 196 



i3i 



Spartanunì 


Ser{>etttiiio 


196 


Taygetiim 


^.«^^fi^t^^^\ 


196 


Laconicum 


Serpentino 


196 


Syenite 


Granito '- '■^- » 


aó^ 


Pyrrhopoeciloii 


Granito roSSd ^' ; 


:io2 


PsaronioQ 


Granito bigio • ^ ^ 


202 


^thiopiciirrì 


Grani td heid ^ 


20Ì 






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Dèlie' rm^d. ';"••;'•■••: 

i),-, «;;:ìj;!-)-|-:-;c'. ci;;-)' •'- » 

Marmi Statuari ..ìÌm ••••"> t^i'ài. 

^ Palombvwi -1 cLìI!.!!* .. ii:)3f).'f! !io 

Gialli antiichu/jinr/iO noii. ìj3^ : 

Gialli d^ltdliajjuf::/r) (aJK>Iqj.>ii6 

Carnagioni i o 

Rossi IO 

Neri 6 

Porte Sante 12 

Cipollini m 

Africani 1 7 

Fior di Persico 5 

Pavonazzetti a 

Bianchi e neri 6 

Gialli e neri 6 

Bianco e giallo 1 

Giallo venato 1 

Bigi antichi 11 

Bigi d^Italia 11 

Diaspri teneri di Sicilia 18 

Venati d'Italia 36 



N Lumachelle antidhè:.'. !,>.ikI;>ì'> i8 

L Lumachelle d^ìtdx^^ > ir:.:nii ;-'[ 6t 

i . Alabastri antiohif ò-. ) ' • ; ' ; ? •. • * 4^ 

i Alabastri dltalia d . ; -« . 4^ 

{ Tartari ino.v:;j:ii. "1 »!. :.;.;: l I la 

i Breccìe antichb;. ri ^ 'ìì ì ì. j*L 33 

( Breccie dltalia :i:r.i?f!^ > ^8 

Marmi Argillosi comuni i;''::^ 17 

Dendriti :-'y.>(n «i» -«li.i'/t'i 11' 

Ruiniformi r, ;. A 5 

^ Varioformi » ; r . > • • 5 ; h 5 

i. Spati lluore i » ;-. . ^ 6 

..^ Gessi -•'; . 9 

,^ Arenarie iabìj/fr. ii^rr;** 7 

a; Ardesie j;;;i.,ri) ]-<feiii(i[. 4 

Pietra alluminosa : ! j ; 1 1 ; . 1 i^ fi 7 . .' f 1 

V Serpentine nobili! irr ; 1» i;^iho ?T H 

r Serpentine cadmoii i. 'iiocpcH 45^ 

Pietre del VeSJttYi» ii.iiay.ioo ^4 

Pietre dell' Etn4'!>:u' iiìrij.jO 22 

Pietre di altri yÀilc4ùÌ ^^att,' 4 

Basalti antiche 5 

< Basalti d'Italia 3 



^^ 






t 



Pudinghi antidhiifir> f^i >ii ■ ritrr,! ^ 

Pudinghi d'Itàliftl L' OÌ':Ì ;;!::.] 1^ 

Verdi di Corsiba:> ! rr , • 'fh;iA 3 

Lapislazzalo : d ,ji 1^ «ri/ i 

Pietra delle Amazzoni ' "W'^uS" i 

Pietra di Labrador'-: ' i 

Adularla iir.M. ' »,!: i 

Nefriti V 4 

Cristallo di rocca '' 1 
Amatiste 



^ e 



i im 



• . 



Legni pietrificati 6 

Avventurine . 3 

Agate atf 

• Diaspri antichi ■> 5 

1 Diaspri dltalia ' %^ 

' Porfidi antichi ' 6 

Porfidi datali» : . < g 

iSterpentini antichi- > iS 

Serpentini dltatixv i . ; 3 

Graniti antichi-/^ u, 35 

ì GrafiStti d'Iwli* ■ ■• 5i 



: «. ;j ,■ /■_ 



900 



V' • A' ■ : . ^ U^; M- i' •" 



a35 
RISTRETTO DEGL' INDICI. 

\. •..:•.•. ^A^M^i,.-^ . > .*. . Pagina, i 

Indice àtsi^ ailtòri, e de^ luoghi citati 

nelP opera ;> ; i 217,* 

Indice delle classi , sezioni' , specie y e - -* 

pai*ao;rali . 224 

Indice d^U^^ cjpjifi^re aiftticlie qo'nomi latini 
e volgari comparati secondo Pordine 

■RiatrettoAd*llevj^a*ietàv: /. i «-'"■"-• 'J ^"••^ ^ • aSia»-' 

.-. .;.f.ì :,:.'i. i f)rfo cjj/Ijroii.ìo (/-.i ,,-.1. , •jnif/^i.o'ì r d ': h» 

.» .'1 J' ■' •• C'i' ■ , » ih f 
.'.■^>l l.-hlniOf)'-'' .'•! *• ir A .'' 'I. O.Ii-.-J 11 1.1 

.'j'iuiiiijfeo^A y j TAaof/1 /\.;/Jt i. '-..... ./I .-l'I 

.Ti U T A K f ;i ^ iV. r 

.;f ir T A K ] :: «i l'i t 



.i:ì!C>;ì ■.•;;::a OTT;f;ix«ii! 

Avendo esaminalo per ortline del Iter. Fadr« Pro-MMttro del St 

Pijlìtita Apostolico questo Catalogo Ragioiutio ài pietre dì decora- 

MìoiK , noq ifWp uan vi h* trovato coM -che. pos»,oi>porù alta aiw 

fakblicaiioné i lua itf^itimo nìilutiino '^r tùfticoIfM ó&e amano Te 

riJflKE e Archeologiche. y"i:iyì i.'.r 

Kom» (i i^';tt»eii^rft. igsB. ! -i,:- u'.'-A . 

;^ ^ A. NiSBY Frofenore di Afcf>^IogÌa , 

' ' ' nell' ArchinnuBsio Romano , e Membro ^el 



X er cororafatione del Rev. Padre Fro-Maeitro Set & PaTsmo Apo- 
■ttlictt ho Ietto il Cakdogo Ragionttio, àt'^elre ài dectìrti%i<me , e 
non solo non ri ho rinvenuto cosa alcuna contraria alla Religione 
%A al buon cortame, ma ho conoicìulo che quetta Litologia pub' 
bltcaixlosi colle stampe rimcirà utile egualmente alle KÌenze natn- 
nli, che alle artj. 
Oaj Contento di S. Agostino i3. Oecerabre 181&. 

Fr. ToMiaASO HAahia DIobalia Agostiniana 

IMPRIMATUR. 
Ft. 111. Dominìcia Piatta O.P. S. P.A.Pro Ittag. 

IMPRIMATUR. 

/( Delia Porta Patriarcka ContttmltiKp, Vicesg.